Il sentiero della luce (783)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Amici, nelle puntate precedenti abbiamo avviato la lettura di una nuova sura del Corano, esattamente la 35esima, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.
Nella nostra lettura siamo giunti ai versetti numero 31 e 32 della sura di Fatir o del Creatore:
«وَالَّذِی أَوْحَیْنَا إِلَیْکَ مِنَ الْکِتَابِ هُوَ الْحَقُّ مُصَدِّقًا لِّمَا بَیْنَ یَدَیْهِ إِنَّ اللَّـهَ بِعِبَادِهِ لَخَبِیرٌ بَصِیرٌ»،
Ciò che ti abbiamo rivelato del Libro è la Verità, conferma di ciò che già era prima di esso. In verità Allah è ben informato sui Suoi servi, è Colui Che vede con chiarezza. (35:31)
«ثُمَّ أَوْرَثْنَا الْکِتَابَ الَّذِینَ اصْطَفَیْنَا مِنْ عِبَادِنَا فَمِنْهُمْ ظَالِمٌ لِّنَفْسِهِ وَمِنْهُم مُّقْتَصِدٌ وَمِنْهُمْ سَابِقٌ بِالْخَیْرَاتِ بِإِذْنِ اللَّـهِ ذَلِکَ هُوَ الْفَضْلُ الْکَبِیرُ»
Facemmo poi eredi della Scrittura i Nostri servi che scegliemmo. Fra essi c'è chi fa torto a se stesso, chi segue una via intermedia, chi vince la gara del bene con il permesso di Allah: questa è la grazia immensa. (35:32)
Cio’ che e’ stato ispirato al cuore del profeta dell’Islam, dicono questi versetti, e’ verita’, dato che proviene da Dio e gli uomini, riflettendo su questi versetti, possono riconoscere la loro autenticita’, dato che sono conformi ai sentimenti, allo spirito ed all’istinto umano. Non solo, questo libro e’ in accordo con i testi sacri inviati dal Signore in precedenza, e riconosce i profeti precedenti a Mohammad (la pace sia con lui e con la sua immacolata famiglia). Successivamente, il Corano ricorda che tutti i fedeli hanno il dovere di comprendere e diffondere il messaggio del Corano attraverso la pratica e l’attuazione dei suoi precetti; secondo le tradizioni narrate sul profeta, i primi ad attuare il Corano e quindi a diffondere le leggi divine dopo di lui furono i suoi famigliari e diretti discendenti.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Nel Corano non esistono nozioni inutili, false o esagerate. Si tratta della verita’ che proviene da Dio.
Secondo – I libri sacri e i profeti divini seguono sempre un obbiettivo e una direzione unica e per questo ogni messaggero divino conferma la veridicita’ del messaggio portato dal profeta precedente.
Terzo – La lontananza dai testi sacri e dalla tradizione di vita dei profeti e’ un danno che l’uomo reca a se stesso, non certo ai profeti e a Dio.
Quarto – I veri eredi della parola coranica sono coloro che superano gli altri nell’attuazione delle sue leggi e quindi nelle buone azioni e nell’amore per il prossimo.
Ed ora leggiamo i versetti 33, 34 e 35 della sura di Fatir o del Creatore:
«جَنَّاتُ عَدْنٍ یَدْخُلُونَهَا یُحَلَّوْنَ فِیهَا مِنْ أَسَاوِرَ مِن ذَهَبٍ وَلُؤْلُؤًا وَلِبَاسُهُمْ فِیهَا حَرِیرٌ»،
Entreranno nei Giardini di Eden, ornati di bracciali d'oro e di perle e saranno di seta i loro vestiti. (35:33)
«وَقَالُوا الْحَمْدُ لِلَّـهِ الَّذِی أَذْهَبَ عَنَّا الْحَزَنَ إِنَّ رَبَّنَا لَغَفُورٌ شَکُورٌ »
Diranno: “Sia lodato Allah che ha allontanato da noi la tristezza. In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente. (35:34)
، «الَّذِی أَحَلَّنَا دَارَ الْمُقَامَةِ مِن فَضْلِهِ لَا یَمَسُّنَا فِیهَا نَصَبٌ وَلَا یَمَسُّنَا فِیهَا لُغُوبٌ»
È Colui Che ci ha introdotti per grazia Sua, nella Dimora della quiete, in cui non ci affliggerà nessuna fatica o stanchezza”. (35:35)
I versetti letti prima di questi, dividevano la gente in tre gruppi, i peccatori, quelli che stanno su una via intermedia ed infine i benefattori.
Questi versetti piu’ recenti divulgano quale sara’ il compenso dei benefattori e di quelli che stanno sulla via intermedia. Un compenso sublime, ovvero la vita in un giardino magnifico dove si avra’ il piacere della compagnia di buone persone; un luogo dove quindi non ci sara’ mai tristezza e paura. Gli uomini che verranno premiati in questa maniera, spiega il Corano, ringrazieranno il loro Signore, dato che quel compenso non e’ cio’ che si sono meritati ma e’ cio’ che hanno potuto avere grazie alla Misericordia di Dio che ha perdonato i loro peccati ed i loro errori.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Coloro che nella vita sono pronti a rinunciare a dei piaceri per l’amore del cielo e per il rispetto delle regole divine, nell’altra vita verranno premiati con eterni piaceri.
Secondo – I versetti coranici enumerano sia doni materiali che spirituali, quando si parla di paradiso.
Terzo – Il buon Dio considera al meglio le nostre buone azioni e tende a cancellare quelle cattive, per via della Sua immensa Clemenza. Gli uomini dovrebbero cercare di rafforzare in se questo modo di essere.
Quarto – Chi alberga nel paradiso ritiene gli eterni e infiniti doni non merito proprio ma frutto della Misericordia divina nei propri confronti.
Davood Abbasi