Lug 28, 2018 10:38 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, in queste settimane stiamo leggendo la 35esima sura del sacro Corano, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.

 

Nella nostra lettura siamo giunti al versetto numero 39 della sura Fatir:

 

«هُوَ الَّذِی جَعَلَکُمْ خَلَائِفَ فِی الْأَرْضِ فَمَن کَفَرَ فَعَلَیْهِ کُفْرُهُ  وَلَا یَزِیدُ الْکَافِرِینَ کُفْرُهُمْ عِندَ رَبِّهِمْ إِلَّا مَقْتًا وَلَا یَزِیدُ الْکَافِرِینَ کُفْرُهُمْ إِلَّا خَسَارًا»

Egli è Colui Che vi ha fatti eredi della terra. Quanto a chi sarà rinnegatore, la sua negazione è a suo danno. La loro rinnegazione non fa che accrescere l'abominio dei rinnegatori di fronte al loro Signore; la loro rinnegazione non fa che accrescere il loro danno. (35:39)

 

All’inizio di questo versetto si parla del dominio degli uomini sulla Terra come eredi; ma eredi di chi?

Qui gli esegeti del Corano si dividono in due gruppi; un primo ritiene che s’intenda dire che gli uomini di ogni era abbiano ereditato dalle generazioni passate il dominio sulla Terra. Per l’altro gruppo, il Corano intende dire che l’uomo e’ il rappresentante di Dio sulla Terra e quindi colui che il Signore ha voluto eleggere come Suo rappresentante. Qualsiasi delle due sia l’interpretazione giusta, in ogni caso si tratta di un altro dono divino nei confronti degli esseri umani; la ragione spingerebbe l’uomo a conoscere bene questi doni e ad essere riconoscenti, ma purtroppo molti esseri umani non agiscono in tale maniera e tendono a negare i doni divini e l’esistenza stessa del Signore.

Il versetto spiega che questo loro rinnegare non porta danno ad altri che a loro stessi; Dio non ha bisogno della riconoscenza degli esseri che ha creato. Credere, essere riconoscenti nei confronti del Signore, pregare, getta le basi per la crescita spirituale dell’uomo e lo dirige verso la beatitudine eterna.

In breve, ecco le principali conclusioni che possiamo trarre dalla riflessione su questo versetto:

Primo – Noi siamo venuti dopo le generazioni umane precedenti e un giorno tocchera’ a noi cedere il posto. Cio’ dovrebbe aiutarci a non essere superbi.

Secondo – Le conseguenze pericolose della rinnegazione di Dio, si allargano perennemente.

Terzo – La rinnegazione di Dio, getta le basi per tutta una serie di peccati che dirigono l’uomo verso la perdizione ed un cattivo destino.

Ed ora leggiamo il versetto numero 40 della sura del Creatore:

 

«قُلْ أَرَأَیْتُمْ شُرَکَاءَکُمُ الَّذِینَ تَدْعُونَ مِن دُونِ اللَّـهِ أَرُونِی مَاذَا خَلَقُوا مِنَ الْأَرْضِ أَمْ لَهُمْ شِرْکٌ فِی السَّمَاوَاتِ أَمْ آتَیْنَاهُمْ کِتَابًا فَهُمْ عَلَى بَیِّنَتٍ مِّنْهُ  بَلْ إِن یَعِدُ الظَّالِمُونَ بَعْضُهُم بَعْضًا إِلَّا غُرُورًا»

Di': “Avete mai visto gli associati che invocate all'infuori di Allah? Mostratemi quel che della terra hanno creato. Oppure è nella creazione dei cieli che sono associati [ad Allah]? O forse demmo loro un Libro affinché [si appoggino] ad una prova?”. No, quel che gli ingiusti si promettono a vicenda non è che un inganno. (35:40)

 

Questo versetto, con alcune semplici domande, mostra quanto fossero insensate le argomentazioni degli associatori, ovvero coloro che ritenevano che ci fossero altri dèi oltre ad Allah, il Dio unico di cui parlava l’Islam e di cui avevano parlato anche i profeti delle tradizioni monoteiste precedenti.

Gli dèi, chiede il Corano, hanno creato qualcosa? E poi, hanno mai inviato un messaggero o un profeta che consegnasse alla gente delle leggi? Il versetto cerca di indurre le persone all’uso della ragione e a far capire loro che le statue che fabbricavano con le loro mani, non potevano essere divinita’, semplicemente perche’ non erano in grado di fare nulla.

Da questo versetto possiamo trarre alcune conclusioni:

Primo – Una delle vie per invitare gli altri all’Islam, e’ risvegliare in loro la capacita’ di ragionare e di distinguere la verita’ dalla menzogna.

Secondo – Il politeismo non ha nessuna argomentazione logica che lo possa sostenere ed e’ solo esito della superstizione umana.

Terzo – Rinnegare Dio da una parte e credere in piu’ divinita’ dall’altra, sono entrambi delle ingiustizie che le persone fanno nei confronti di se stesse.

Ed ora siamo giunti alla lettura del versetto numero 41 della sura di Fatir:

 

«إِنَّ اللَّـهَ یُمْسِکُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ أَن تَزُولَا  وَلَئِن زَالَتَا إِنْ أَمْسَکَهُمَا مِنْ أَحَدٍ مِّن بَعْدِهِ  إِنَّهُ کَانَ حَلِیمًا غَفُورًا»

Allah trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino, ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori di Lui. In verità Egli è magnanimo, perdonatore. (35:41)

 

Questo versetto divino richiama la nostra attenzione sull’importanza dell’amministrazione dei cieli e della terra. Infatti, il miracolo divino che dovremmo comprendere soprattutto oggi grazie al progresso della scienza, e’ che Egli non ha solo creato, ma per usare un termine odierno, amministra e regge le redini del Creato. Considerando il sistema complesso e sbalorditivo che regola il movimento degli astri, il sistema solare e tutto cio’ che permette la vita sulla Terra, anche questo amministrare non e’ un qualcosa di scontato.

Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre la seguente conclusione:

Primo – La condizione dei cieli e della Terra, del sole, delle stelle, le loro orbite, i loro movimenti, sono governati dalla Sapienza divina che li mantiene in modo che la vita possa proseguire su questa nostra Terra.

Secondo – Il sistema preciso che governa il Creato non puo’ essere frutto del caso.

Terzo – Dio e’ Creatore ma anche Governatore del Creato e la vita proseguira’ fino a quando sara’ Lui a volerlo.

Quarto – Senza la pazienza e la magnanimita’ divina, il Creato intero cadrebbe addosso ai peccatori e agli ingiusti. L’opportunita’ che Dio da persino ai malfattori, non e’ per debolezza, ma per misericordia; i peccatori hanno tempo per ricredersi, pentirsi e rimediare alle loro malefatte in questa vita. Nell’altra, sara’ troppo tardi per pentirsi.

Davood Abbasi