Il sentiero della luce (786)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Amici, in queste settimane stiamo leggendo la 35esima sura del sacro Corano, ossia la sura di Fatir o del Creatore. Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto che ricorda la creazione degli angeli ad opera del Signore.
Nella nostra lettura siamo giunti ai versetti numero 42 e 43 della sura di Fatir o del Creatore:
«وَأَقْسَمُوا بِاللَّـهِ جَهْدَ أَیْمَانِهِمْ لَئِن جَاءَهُمْ نَذِیرٌ لَّیَکُونُنَّ أَهْدَى مِنْ إِحْدَى الْأُمَمِ فَلَمَّا جَاءَهُمْ نَذِیرٌ مَّا زَادَهُمْ إِلَّا نُفُورًا»،
Giurano [in nome] di Allah, con solenni giuramenti, che se giungesse loro un ammonitore, agirebbero più rettamente di qualsiasi altra comunità. Poi, quando giunge loro un ammonitore, ciò non fa che accrescere la loro avversione, (35:42)
«اسْتِکْبَارًا فِی الْأَرْضِ وَمَکْرَ السَّیِّئِ وَلَا یَحِیقُ الْمَکْرُ السَّیِّئُ إِلَّا بِأَهْلِهِ فَهَلْ یَنظُرُونَ إِلَّا سُنَّتَ الْأَوَّلِینَ فَلَن تَجِدَ لِسُنَّتِ اللَّـهِ تَبْدِیلًا وَلَن تَجِدَ لِسُنَّتِ اللَّـهِ تَحْوِیلًا»
la loro superbia sulla terra e le loro trame malvagie. Ma la trama malvagia non fa che avvolgere i suoi artefici. Si aspettano un'altra consuetudine [diversa] da quella che fu adottata per i loro avi? Non troverai mai un cambiamento nella consuetudine di Allah, non troverai deviazione alcuna nella consuetudine di Allah. (35:43)
Nei testi di storia islamica si legge che quando i politeisti della Mecca appresero che la comunita’ ebraica, in tempi passati, aveva ucciso alcuni dei messaggeri divini, giurarono solennemente che avrebbero obbedito senza indugi ad un inviato di Dio, se un giorno egli fosse arrivato tra le loro genti. Nonostante ciò, quando Mohammad, la pace sia su di lui e sulla sua immacolata famiglia, iniziò l’invito all’adorazione del Dio unico, lo accusarono di menzogna e misero in atto i complotti piu’ variegati per opporsi al profeta e impedire che la gente lo seguisse.
La realta’ e’ che loro volevano un profeta che agisse in base ai loro gusti, e quindi accrescesse la loro ricchezza. Quando pero’ Mohammad, la pace sia su di lui, disse che davanti a Dio tutti erano eguali e quindi con diritti eguali, ecco che i ricchi della Mecca iniziarono a storcere il naso, dato che non potevano accettare di essere uguali ai loro schiavi. L’Islam diceva che il valore di ogni persona sta nella sua bonta’, nel quanto riesca astenersi dai peccati, non nella ricchezza, nella tribù, nella lingua o nel colore della pelle.
E quindi, ecco che iniziarono stratagemmi sporchi, menzogne, complotti per indebolire il profeta e la fede e impedire che la gente accettasse il suo messaggio; ma come spiega il Corano, tali azioni riprovevoli non possono intaccare cio’ che Dio ha voluto e non fanno che ritorcersi contro chi le compie. Questa e’ una tradizione divina, spiega il Corano, e quindi un qualcosa che si ripete sempre nel corso della storia umana.
Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Non ci si puo’ fidare di un giuramento qualsiasi; molte volte la gente non mantiene la parola data anche con la massima convinzione.
Secondo – L’uomo ha bisogno di perenni moniti per svegliarsi dal torpore dell’ignoranza.
Terzo – La miscredenza di molta gente non e’ motivata dalla mancanza di conoscenza ma dalla mancanza di buona fede e di dovuta modestia nei confronti di Dio.
Quarto – Il mondo viene gestito da Dio in base ad una serie di tradizioni e linee guida che bisogna conoscere per poter raggiungere la felicita’.
Ed ora leggiamo il versetto numero 44 della sura di Fatir o del Creatore:
«أَوَلَمْ یَسِیرُوا فِی الْأَرْضِ فَیَنظُرُوا کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الَّذِینَ مِن قَبْلِهِمْ وَکَانُوا أَشَدَّ مِنْهُمْ قُوَّةً وَمَا کَانَ اللَّـهُ لِیُعْجِزَهُ مِن شَیْءٍ فِی السَّمَاوَاتِ وَلَا فِی الْأَرْضِ إِنَّهُ کَانَ عَلِیمًا قَدِیرًا»
Non hanno viaggiato sulla terra? Non hanno visto ciò che è avvenuto a coloro che li precedettero, che [pure] erano più forti di loro? Nulla, nei cieli e sulla terra, potrebbe annullare [la potenza di] Allah. In verità Egli è sapiente, potente. (35:44)
Questo versetto ricorda che prima del periodo del profeta, i popoli che sono stati ingrati e ribelli nei confronti del Signore, e che quindi hanno seguito cattive consuetudini diffondendo il male, sono stati spazzati via; cio’ e’ un qualcosa, spiega il Corano, che e’ possibile apprendere viaggiando e visitando le cio’ che rimane delle citta’ delle civilta’ passate, ovvero i siti archeologici.
In verita’, cosa rimane oggi del Faraone d’Egitto del periodo di Mosè, o di altri dittatori famosi della storia? Loro erano forti ma hanno potuto resistere alla volonta’ divina?
Lo studio della storia, mostra soprattutto che l’ingiustizia non rimane mai per sempre e si ritorce sempre contro chi la compie. Cio’ puo’ aiutarci a non commettere gli errori del passato e a non avere quindi un cattivo destino.
Ecco infine le conclusioni che possiamo trarre dalla nostra riflessione:
Primo – Il Corano, invita i musulmani a viaggiare e soprattutto visitare cio’ che rimane delle citta’ dei popoli e delle civilta’ passate.
Secondo – Nella religione islamica e’ pertanto importante la salvaguardia dei reperti del passato, dato che visitarli e’ una lezione per i credenti che il Corano invita ad apprendere.
Terzo – Non dobbiamo mai lasciarci ingannare dalla ricchezza e dalla potenza dei dittatori; la loro fine e’ ben definita.
Quarto – Non dobbiamo mai sentirci invincibili perche’ e’ probabile che in passato, anche qualcuno piu’ forte di noi sia stato sconfitto.
Davood Abbasi