Il sentiero della luce (789)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Dalla puntata precedente abbiamo iniziato la lettura della sura Ya Sin, la 36esima sura del sacro Corano, definita “il cuore” di questo testo sacro in alcune tradizioni. Secondo alcuni esegeti, e’ anche possibile che le due lettere che compongono il nome della sura, unificate, compongano uno dei soprannomi del profeta dell’Islam, Muhammad (pace e benedizione divina su di lui e sulla sua famiglia). Meccana per la maggiorparte, prende nome dal primo versetto.
Ecco ora i versetti numero 5 e 6:
«تَنزِیلَ الْعَزِیزِ الرَّحِیمِ»،
Rivelazione dell’Invincibile, del Misericordioso, (36:5)
«لِتُنذِرَ قَوْمًا مَّا أُنذِرَ آبَاؤُهُمْ فَهُمْ غَافِلُونَ»
Per ammonire il popolo i cui padri non vennero ammoniti, e che per questo e’ composto da ignoranti (36:6)
In questi versetti si sottolinea, in primo luogo, il fatto che il Corano e’ parola del Signore e non parola del profeta, anche se e’ poi il profeta ad essere il mediatore attraverso cui questa parola raggiunge gli uomini. Un concetto su cui soffermarsi e’ che nella vita di Muhammad, il profeta dell’Islam, le parti del Corano erano facilmente distinguibili dalle sue affermazioni personali; anche leggendo i testi storici, coloro che hanno una minima conoscenza della lingua araba, possono ben distinguere le due cose.
Nel seguito i versetti ricordano che il Corano e’ un monito ed un avvertimento per un popolo che vivendo in una zona arida e sperduta del mondo, la penisola araba, era rimasto privo, fino ad allora, di una guida divina. In quella zona, secondo i testi islamici, c’erano state persone che avevano invitato al bene ma non veri e propri messaggeri del Signore. Da questa breve riflessione sui versetti letti possiamo trarre almeno due conclusioni:
Primo – Dio riunisce in se tutte le caratteristiche di un essere completo; e’ Forte e Invincibile ed allo stesso tempo Amorevole e Misericordioso.
Secondo – Avvertire la gente e risvegliarla dall’ignoranza e dall’indifferenza e’ sempre stata una delle tradizioni divine che si realizzava attraverso i profeti.
Ed ora leggiamo il versetto numero 7 della sura:
«لَقَدْ حَقَّ الْقَوْلُ عَلَى أَکْثَرِهِمْ فَهُمْ لَا یُؤْمِنُونَ»
Già si è realizzato il Decreto contro la maggior parte di loro: non crederanno. (36:7)
Questo versetto ricorda che buona parte della gente non fa’ attenzione agli avvertimenti dei messaggeri e per questo va incontro al castigo dell’altra vita. Qui pero’ e’ necessario precisare che il fuoco dell’inferno, sara’ riservato a chi non si pentira’ delle sue cattive azioni fino alla fine dei suoi giorni oppure avra’ il ruolo di leader dell’ingiustizia, nel senso che con le sue parole e con le sue azioni, dirigera’ molta gente verso il male e le azioni ingiuste.
Al contrario, coloro che prima della morte comprenderanno e riconosceranno i propri errori chiedendo aiuto, e coloro che pur avendo sbagliato non indurranno pure gli altri nell’errore, verranno salvati da Dio dal fuoco eterno.
E quindi, dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Nella religione non e’ importante che i fedeli siano tanti o pochi. Anche se la maggiorparte della gente fosse infedele, i fedeli dovrebbero seguire la via del bene senza indugi.
Secondo – Ignorare le verita’ metafisiche e cio’ che non si vede, conduce l’uomo ad opporsi a Dio ed alla religione.
Ed ora leggiamo i versetti 8 e 9 della sura Ya Sin:
«إِنَّا جَعَلْنَا فِی أَعْنَاقِهِمْ أَغْلَالًا فَهِیَ إِلَى الْأَذْقَانِ فَهُم مُّقْمَحُونَ»،
Sì, porremo ai loro colli gioghi che saliranno fino al mento: saranno irrigiditi. (36:8)
«وَجَعَلْنَا مِن بَیْنِ أَیْدِیهِمْ سَدًّا وَمِنْ خَلْفِهِمْ سَدًّا فَأَغْشَیْنَاهُمْ فَهُمْ لَا یُبْصِرُونَ»
E metteremo una barriera davanti a loro e una barriera dietro di loro, poi li avvilupperemo affinché non vedano niente. (36:9)
Questi versetti rivelano quale sara’ il supplizio riservato ai rinnegatori di Dio in questa e nell’altra vita. All’inferno non avranno modo di muoversi e saranno immobili, e oltre a bruciare sopporteranno una perenne umiliazione.
Coloro che in questa vita non erano disposti ad aprire gli occhi sulle verita’, e che rinnegavano Dio, l’inizio e la fine di tutto cio’ che esiste, nell’altra vita verranno fatti resuscitare cechi; in altre parole, erano cechi in questa vita e verranno fatti rinascere cechi.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Nel giorno del giudizio i peccatori saranno in catene. Quelle catene sono le catene dei peccati e delle passioni che loro stessi si sono procurati in questa vita.
Secondo – I rinnegatori pensano al loro oggi ma dimenticano il domani; in pratica hanno chiuso gli occhi sul futuro e questo e’ uno dei tipi di non vedenza.
Davood Abbasi