May 11, 2024 08:11 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l'interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l'ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, oggi comincereremo con la lettura e un semplice commento del sessantottesimo brano del Corano, la Sura Al Qalam, Il Calamo, di cui il nome deriva appunto dal contenuto del primo versetto. Stando alle fonti islamiche questa nobile Sura è stata rivelata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla città santa di Mecca e come molte altre sure coraniche, parla soprattutto di argomenti che riguardano il Giorno del Giudizio e la Creazione, e tutto ciò che riguarda la vita sociale ed individuale dell'uomo. Questa nobile Sura comprende 52 versetti di cui la maggior parte dedicata appunto agli argomenti particolarmente importanti tra cui la straordinaria personalittà e generosita dell’ultimo Messaggero di Dio, il nobile Profeta Mohammad, Pace e Bnedizioni su di lui, il suo comportamento con gli amici e la sua immensa clemenza con i nemici trattando inoltre il tema della resurrezione, il destino dei credenti e miscredenti nel Giorno del Giudizio e molti altri principi morali raccomandati dal Nobile Profeta dell'Islam Mohammad, e dai profeti che lo hanno preceduto, siano lodati dal Signore.

Oggi conosceremo meglio dal versetto 1 al versetto 7 di questa nobile Sura coranica.

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Amici, ascoltiamo ora i versetti 1 e 2 della Sura Al Qalam, Il Calamo:

بِسْمِ اللَّـهِ الرَّحْمَـنِ الرَّحِیمِ

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

 

ن وَالْقَلَمِ وَمَا یَسْطُرُونَ

“Nûn.Per il calamo e ciò che scrivono” (68:1)

مَا أَنْتَ بِنِعْمَةِ رَبِّکَ بِمَجْنُونٍ

“Per Grazia di Allah tu non sei un folle”, (68:2)

 

Questa sura, come le altre 28 sure del Corano, inizia con lettere disgiunte. Come abbiamo detto nella spiegazione delle Sura precedenti, forse il significato di queste lettere è che Dio ha composto il suo libro con le stesse lettere dell'alfabeto a disposizione di tutti gli esseri umani, ma il Sacro Corano rappresenta un miracolo in quanto nessuno è mai riuscito a realizzare un versetto come il suo e non sarà in grado di inventarlo.

Questa sura inizia con il giuramento alla penna e alla scrittura, che esprime la speciale attenzione dell'Islam alla conoscenza e alla cultura, e fa capire che la penna, i suoi proprietari e gli studiosi sono particolarmente rispettati nell'Islam. Allah, Gloria a Lui l’Altissimo, ha assegnato due angeli ad ogni uomo, uno sulla sua destra che annota il bene che esso compie e uno sulla sua sinistra che registra il male; ma oltre ad accennare a queste angeliche presenze e alla loro funzione, il versetto richiama l’attenzione sull’importanza del calamo, strumento di conoscenza e di diffusione della conoscenza.

Come nei primi versetti rivelati al Profeta, anche in questa Sura dopo il comando di leggere, vengono enfatizzati il calamo e il suo ruolo nel progresso della conoscenza e della consapevolezza umana e nel liberarlo dal buio dell'ignoranza.

Dopo aver giurato sul calamo e su ciò che è scritto con esso, Dio indicò una delle calunnie che gli infedeli erano soliti usare contro i profeti - accusandoli di follia - e disse: Per la grazia del tuo Signore, avete una vita perfetta e mente sana. Ma gli avversari ti accusano di follia e ti chiamano pazzo.

Tra gli arabi beduini, c'era questa idea che i poeti e coloro che dicevano parole diverse e non convenzionali, avessero l’intelletto posseduto dagli esseri sovranaturali, e su questa base, fossero delle persone folli.

Da questi versetti impariamo che:

1. Giurare sul Calamo nel Sacro Corano esprime la particolare importanza e la posizione specia della conoscenza e dei pensatori nel pensiero islamico.

2. Giurare sulla penna è un segno che l'Islam incoraggia le persone a leggere, scrivere e studiare, anche nell'epoca e nel tempo in cui la maggioranza delle persone era analfabeta.

3. Dio l’Altissimo ha garantito l'infallibilità e l'immunità del Profeta da qualsiasi malinteso nel ricevere la Rivelazione, da ogni forma di possessione demoniaca e follia, in modo che la rivelazione divina raggiunga le mani umane senza alcuna modifica o distorsione.

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E ora ascoltiamo i versetti 3 e 4 della Sura Al Qalam:

وَإِنَّ لَکَ لَأَجْرًا غَیْرَ مَمْنُونٍ

“e in verità ci sarà per te infinita ricompensa”, (68:3)

 

وَإِنَّکَ لَعَلَى خُلُقٍ عَظِیمٍ

“e in verità di un’immensa grandezza è il tuo carattere”. (68:4)

 

Come già in altri brani, Allah, Gloria a Lui l’Altissimo, si rivolge direttamente al Profeta Muḥammad, Pace e Benedizioni su di lui, per rassicurarlo e aiutarlo a sopportare l’ostilità della sua gente e conferma le eccezionali caratteristiche del Suo Inviato Muḥammad.

È chiaro che il Messaggero di Dio eccelleva in tutte le perfezioni, non solo rispetto ad altre persone, ma anche rispetto ad altri profeti. Pur essendo stato l'ultimo dei profeti Divini, Dio l’Onnisciente, nella descrizione del suo profeta, sottolinea soprattutto la sua anima nobile e generosa e lo identifica con questa caratteristica.

Questa enfasi mostra l’importanza delle maniere gentili nel chiamare le persone a Dio e il suo ruolo efficace nell’accettare la verità dalle persone, come è rivolta al Profeta in altri versetti:

Se fossi irascibile, violento e dal cuore duro, tutti si disperderebbero intorno a te (e nessuno ascolterebbe le tue parole, per non parlare di credere in te).

Naturalmente, trattare bene coloro che scelgono la strada sbagliata non è un compito facile e richiede molta perseveranza e pazienza. Per questo motivo, Dio il Misericordioso promette, una ricompensa ininterrotta e permanente per il Suo Messaggero.

Da questi versetti impariamo che:

1. Prestare attenzione alla grazia e alla ricompensa di Dio rende una persona più solida contro le difficoltà e i problemi.

2. Per invitare le persone sulla retta via non basta solo avere ragione e dire la verità, sono necessarie anche un buon carattere, pazienza e perseveranza.

3. Le persone di fede dovrebbero seguire l'esempio del Messaggero di Dio e comportarsi con gli altri con gentilezza nelle relazioni familiari e sociali.

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E infine ascoltiamo i versetti 5 e 6 e 7 della nobile Sura Al Qalam, Il Calamo:

 

فَسَتُبْصِرُ وَیُبْصِرُونَ

“Vedrai, e pure loro vedranno”, (68:5)

بِأَیْیِکُمُ الْمَفْتُونُ

“chi di voi ha perso la ragione”. (68:6)

إِنَّ رَبَّکَ هُوَ أَعْلَمُ بِمَنْ ضَلَّ عَنْ سَبِیلِهِ وَهُوَ أَعْلَمُ بِالْمُهْتَدِینَ

“Il tuo Signore ben conosce chi si allontana dalla Sua via e ben conosce coloro che seguono la retta via”. (68:7)

 

Proseguendo con il tema dei versetti precedenti, che confutavano la calunnia dei politeisti di chiamare pazzo il Profeta, questi versetti dicono: Sarà presto chiaro chi è pazzo? Messaggero di Dio o coloro che lo calunniano?

O Profeta, di' ai politeisti della Mecca che ti chiamano pazzo e fuorviato: il futuro renderà chiaro che io sono fuorviato o siete voi in errore? Sono io sulla strada giusta o lo siete voi?

  Oggi, a distanza di circa 1400 anni dalla rivelazione di questi versetti, le prove storiche mostrano che, nonostante le continue accuse e cospirazioni dei nemici contro l’Islam, questa religione sta progredendo nel mondo e il politeismo e l'idolatria sono stagnanti e in declino. In altre parole, giorno dopo giorno la veridicità del Corano e dell'Islam diventa più chiara per l'umanità e di conseguenza vengono fornite le basi per la tendenza di moltissime persone a questa religione pura.

Da questi versetti impariamo che:

1. Nei confronti di chi ci è ostile non dovremmo insistere per far capire chi è sulla strada giusta e chi è veramente fuorviato, ma dovremmo dire: sarà il tempo a rivelare chi aveva ragione e chi era fuorviato.

2. Non dovremmo giudicare gli altri e il loro futuro in questo mondo e nell'aldilà . l’attitudine giusta è quella di  lasciare tutto alla conoscenza di Dio l’Onnisciente.

 

 

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