Il sentiero della luce (719)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.
Ed ora leggiamo i versetti 14, 15 e 16 dalla sura dei Romani:
«وَیَوْمَ تَقُومُ السَّاعَةُ یَوْمَئِذٍ یَتَفَرَّقُونَ»، «فَأَمَّا الَّذِینَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ فَهُمْ فِی رَوْضَةٍ یُحْبَرُونَ»، «وَأَمَّا الَّذِینَ کَفَرُوا وَکَذَّبُوا بِآیَاتِنَا وَلِقَاءِ الْآخِرَةِ فَأُولَـئِکَ فِی الْعَذَابِ مُحْضَرُونَ»
E il Giorno in cui giungerà l'Ora, in quel Giorno verranno separati. (30:14)
Coloro che avranno creduto e compiuto il bene, gioiranno in un prato fiorito. (30:15)
Mentre coloro che saranno stati miscredenti e avranno tacciato di menzogna i Nostri segni e l'incontro nell'altra vita, saranno condotti al castigo. (30:16)
Questi versetti spiegano che nel Giorno della Resurrezione, la gente verrà divisa in due gruppi; da una parte ci saranno i fedeli benefattori, dall’altra coloro che in vita hanno rinnegato Dio ed hanno agito iniquamente. Nel Giorno del Giudizio, quindi, tutto ciò che in questa vita creava divisione nella società, l’età, la cultura, il ceto sociale, il sesso, la razza, la lingua, la ricchezza ed ecc… non avrà più alcun effetto. L’unico discrimine saranno la fede e la mancanza di fede, che come conseguenza hanno le buone e le cattive azioni.
Bisogna però ricordare che in base al Corano, la sola fede non basta per entrare in paradiso ed essa, deve essere accompagnata dalle buone azioni. Per andare all’inferno, però, negare Dio e’ sufficiente; le cattive azioni, qualora ci siano, sono quindi un aggravante. Rinnegare Dio e’ la più grande ingiustizia che l’uomo possa commettere, non nei confronti di Dio, ma nei confronti di se stesso.
Dalla riflessione su questi versetti e’ possibile risalire ad almeno due concetti importanti:
Primo – Il giorno della Resurrezione sarà il giorno della divisione dei puri dagli immondi; il giorno in cui i pii verranno separati dagli iniqui.
Secondo – Le buone azioni hanno un valore quando sono motivate dalla fede e dalla voglia di obbedienza al Signore.
Terzo – Rinnegare i segni divini ed il giorno del Giudizio, e’ segno di ostinazione ed ingiustizia nell’anima umana.
Quarto – Il destino dell’uomo nel Giorno del Giudizio, dipende dal suo operato in vita.
Ed ora leggiamo i versetti 17 e 18 della sura dei Romani:
«فَسُبْحَانَ اللَّـهِ حِینَ تُمْسُونَ وَحِینَ تُصْبِحُونَ»، «وَلَهُ الْحَمْدُ فِی السَّمَوَاتِ وَالْأَرْضِ وَعَشِیًّا وَحِینَ تُظْهِرُونَ»
Rendete gloria ad Allah, alla sera e al mattino. (30:17)
A Lui la lode nei cieli e sulla terra, durante la notte e quando il giorno comincia a declinare. (30:18)
Alcuni interpreti del sacro Corano sono convinti che questi versetti indichino i momenti della preghiera, che i musulmani effettuano ritualmente per cinque volte al giorno. Bisogna ricordare il Signore all’alba, a mezzogiorno ed al tramonto, ed unirsi alla lode ad Egli che viene recitata da tutto il Creato e tutto ciò che esiste. Questo modo di fare, ricollegandosi al concetto dei versetti precedenti, e’ il modo migliore per stare lontani dal peggiore delle ingiustizie, ovvero la rinnegazione di Dio. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La lode di Dio e’ un valore, in tutte le ere, in tutti i tempi, su tutta la terra e pure nei cieli. Nonostante ciò, dai sacri testi si apprende che alcuni momenti sono più indicati per la preghiera.
Secondo – Lodare Dio e ritenerlo immune da qualsiasi errore o imperfezione, crea nell’uomo le condizioni giuste per poter ricevere la Sua grazia.
Ed ora il versetto 19 della sura Ar-Rum:
«یُخْرِجُ الْحَیَّ مِنَ الْمَیِّتِ وَیُخْرِجُ الْمَیِّتَ مِنَ الْحَیِّ وَیُحْیِی الْأَرْضَ بَعْدَ مَوْتِهَا وَکَذَلِکَ تُخْرَجُونَ»
Dal morto trae il vivo e dal vivo trae il morto e ridà vita alla terra che già era morta. Così vi farà risorgere. (30:19)
Rispondendo a coloro che rinnegavano e rinnegano la Resurrezione nell’aldilà, il Corano cita esempi della Resurrezione in questa stessa vita terrena. In pratica, ricorda il versetto, Dio e’ perennemente intent a far vivere e a far morire anche in questa vita; in inverno, la terra muore e la vegetazione scompare, ma in primavera, quella stessa terra fiorisce mettendo in mostra la vita. Le materie di cui ci cibiamo non sono “vive” ma poi si trasformano in materia viva nel nostro organism. In pratica, la natura, e’ teatro di questa eterna fuoriuscita della vita dalle mani della morte, e dalle morte che sopraggiunge in mezzo alla vita. Tutto ciò non e’ forse una dimostrazione che nel giorno del Giudizio, la Resurrezione e’ cosa molto facile?
Secondo gli esegeti del Corano, questo versetto ha pure un’altra interpretazione. La frase “trae il vivo dal morto ed il morto dal vivo”, significa che Dio fà sì che dalle persone infedeli, quindi de facto morte, nascano figli fedeli e quindi realmente vivi; può anche succedere il contrario.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Per le persone sagge e oneste, e’ praticamente impossibile rinnegare la Resurrezione del Giorno del Giudizio. Quando ciò avviene anche in questo mondo, e’ chiaro che nell’altra vita ciò e’ facile per Dio.
Secondo – Fino alla fine dei tempi, la natura sarà teatro dell’alternarsi tra la vita e la morte.
MUSICA
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