Il sentiero della luce (720)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.
Ed ora leggiamo il versetto 20 della sura Ar-Rum:
«وَمِنْ آیَاتِهِ أَنْ خَلَقَکُم مِّن تُرَابٍ ثُمَّ إِذَا أَنتُم بَشَرٌ تَنتَشِرُونَ»
Fa parte dei Suoi segni l'avervi creati dalla polvere, ed eccovi uomini che si distribuiscono [sulla terra]. (30:20)
In questa parte della sura dei Romani si parla della potenza di Dio, soprattutto dell’incredibile argomento della “creazione”. L’origine di tutti gli esseri umani che popolano la terra, ricorda il Corano, e’ proprio la polvere e la terra, che non hanno certo anima. Secondo alcuni esegeti, l’altro modo di interpretare il versetto e’ che la fonte di nutrimento degli esseri umani, e’ proprio la terra esanime. Da essa affiorano i vegetali e dei vegetali si cibano gli animali; insomma, diretto o indiretto, il nutrimento divino proviene direttamente dalla terra. Bisogna riflettere un attimo e chiedersi come sia possibile che attraverso un ciclo complesso, la terra senz’anima si trasformi in un capolavoro come i neuroni, le cellule del cervello umano, a cui dobbiamo poi tutto il nostro progresso di oggi.
Da questo versetto possiamo trarre numerose conclusioni tra le quali citiamo le seguenti:
Primo – Chi cerca di conoscere meglio l’essere umano finisce per conoscere meglio anche Dio. L’uomo e’ un capolavoro nel Creato e la migliore delle creature divine.
Secondo – Tutti noi uomini siamo stati creati dalla terra e ad essa ritorneremo. Quindi dobbiamo abbandonare la superbia e la vanagloria.
Ed ora leggiamo il versetto 21 della sura dei Romani:
«وَمِنْ آیَاتِهِ أَنْ خَلَقَ لَکُم مِّنْ أَنفُسِکُمْ أَزْوَاجًا لِّتَسْکُنُوا إِلَیْهَا وَجَعَلَ بَیْنَکُم مَّوَدَّةً وَرَحْمَةً إِنَّ فِی ذَلِکَ لَآیَاتٍ لِّقَوْمٍ یَتَفَکَّرُونَ»
Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono. (30:21)
Dopo aver parlato della creazione, quì il Corano cita un altro dei grandi doni divini, ovvero la questione del matrimonio, ed il fatto che Dio abbia creato gli uomini in modo che vivano in coppie ed in maniera che l’uomo e la donna si completino a vicenda e vivano insieme. Questo legame garantisce il proseguimento della generazione umana e crea la famiglia come nucleo responsabile della societa’.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – L’uomo e la donna, secondo l’Islam, sono di un’unica essenza; altre dottrine sostengono apertamente che la donna sia di una origine più bassa o inferiore rispetto all’uomo.
Secondo – Nella cultura e negli insegnamenti islamici, la famiglia modello e’ quella in cui i coniugi sono ognuno motivo di serenità dell’altro e non motivo di tensione o stress.
Terzo – L’amicizia e l’affetto, e’ il regalo che Dio ha fatto alle coppie per rendere stabile e duraturo il loro legame.
Quarto – L’affetto e’ il motivo che crea all’inizio il legame tra l’uomo e la donna ed e’ ciò che deve persistere per rendere duraturo questo legame.
Ed ora il versetto 22 della sura dei Romani:
«وَمِنْ آیَاتِهِ خَلْقُ السَّمَوَاتِ وَالْأَرْضِ وَاخْتِلَافُ أَلْسِنَتِکُمْ وَأَلْوَانِکُمْ إِنَّ فِی ذَلِکَ لَآیَاتٍ لِّلْعَالِمِینَ»
E fan parte dei Suoi segni, la creazione dei cieli e della terra, la varietà dei vostri idiomi e dei vostri colori. In ciò vi sono segni per coloro che sanno. (30:22)
Questo versetto cita la creazione dei cieli e della terra dopo la questione della creazione dell’uomo per richiamare proprio su questa verità l’attenzione. Nonostante l’esistenza di satelliti, telescopi spaziali ed ecc…, l’uomo non ha ancora scoperto nemmeno la minima parte dei segreti dello spazio. Lo stesso pianeta Terra riserva ancora tanti misteri ancora da svelare.
Dopo questo invito alla riflessione, il riferimento e’ a due caratteristiche della società umana; la differenza esistente tra le lingue e le razze. In pratica ciò viene considerato un dono divino ed e’ vero. Immaginate che tutti gli uomini fossero identici, con lo stesso colore della pelle, con la stessa lingua e la stessa voce. Come sarebbe stato possibile distinguere una persona da un’altra?
Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:
Primo – Le scienze sperimentali, oltre ad aiutare l’uomo a beneficiare e a sfruttare la natura, ci fanno conoscere meglio il creato e quindi rafforzano la nostra fede in Dio.
Secondo – Dal punto di vista delle persone sagge, le differenze di colore, di razza e di lingua che esistono tra gli uomini sono un dono. Le persone ignoranti, però, usano questo dono per accusare gli altri.
Terzo – Ogni lingua e’ bella ed ha il proprio valore. Lo stesso vale per le razze. Nessuno ha il diritto di ritenere “superiore” la sua lingua e la sua razza.