Dic 26, 2016 08:27 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.

Ed ora leggiamo il versetto 27 della sura Ar-Rum:

  «وَهُوَ الَّذِی یَبْدَأُ الْخَلْقَ ثُمَّ یُعِیدُهُ وَهُوَ أَهْوَنُ عَلَیْهِ وَلَهُ الْمَثَلُ الْأَعْلَى فِی السَّمَوَاتِ وَالْأَرْضِ وَهُوَ الْعَزِیزُ الْحَکِیمُ»

Egli è Colui Che inizia la creazione e la reitera e ciò Gli è facile. A lui appartiene la similitudine più sublime nei cieli e sulla terra. È Lui l'Eccelso, il Saggio! (30:27)

Enumerando i segni della potenza del Signore, quì, nella sura dei Romani, si ricorda che Dio non solo ha creato gli uomini, ma che lì farà rivivere con facilità nel Giorno del Giudizio.

Anche se, bisogna spiegare, che i termini “facile” e “difficile” riguardano la realtà esistenziale di esseri come noi dal potere limitaro; per Dio non esistono cose facili o difficili; sempre per la sua infinita Grazia, il testo delle sacre scritture ispirate ai suoi messaggeri e’ tale da essere comprensibile per gli uomini. Da questo versetto apprendiamo i seguenti concetti:

Primo – Le caratteristiche divine sono al di sopra dell’immaginazione umana e nulla può essere paragonato a Lui. Egli e’ al di sopra di ogni cosa, e’ l’unico Creatore mentre tutto il resto e’ stato creato.

Secondo – La saggezza divina impone l’esistenza di un’altra vita dopo questa e sarebbe insensato se la vita dell’uomo avesse fine con la morte materiale.

Ed ora leggiamo il versetto numero 28 della sura dei Romani:

«ضَرَبَ لَکُم مَّثَلًا مِّنْ أَنفُسِکُمْ هَل لَّکُم مِّن مَّا مَلَکَتْ أَیْمَانُکُم مِّن شُرَکَاءَ فِی مَا رَزَقْنَاکُمْ فَأَنتُمْ فِیهِ سَوَاءٌ تَخَافُونَهُمْ کَخِیفَتِکُمْ أَنفُسَکُمْ کَذَلِکَ نُفَصِّلُ الْآیَاتِ لِقَوْمٍ یَعْقِلُونَ»

Da voi stessi, trae una similitudine: ci sono, tra gli schiavi che possedete, alcuni che fate vostri soci, alla pari, in ciò che Allah vi ha concesso? Li temete forse quanto vi temete [a vicenda]? Così esplicitiamo i Nostri segni per coloro che ragionano. (30:28)

Quì il Corano adopera una similitudine traendo spunto dalla società del periodo del profeta dell’Islam, una società dove veniva praticata la schiavitù. Dio quì chiede se i signori della Mecca dessero qualcosa del loro patrimonio ai propri schiavi o dessero loro il diritto di decider per le loro questioni importanti.

E’ chiaro che la risposta e’ negativa. Lo stesso vale, ricorda il versetto, per gli dèi che certa gente associa a Dio. Può un qualcosa o un qualcuno che sono alla fine un qualcosa che e’ stato creato da Dio, arrivare ad eguagliarlo o partecipare con Lui alla gestione degli affari del Creato? Bisogna comunque ricordare che l’Islam si battè per abolire lo schiavismo e non venne accettato alla Mecca, agli albori, proprio perchè proclamava l’uguaglianza tra tutti; in questo versetto un esempio probabilmente molto tangibile per la società del tempo viene citato per chiarire che Dio e’ unico ed e’ errato associargli altre divinità.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Il migliore giudice e’ la coscienza. Noi non reputiamo nostri soci i nostri impiegati, i nostri servitori od operai; ed allora come facciamo invece ad associare a Dio ciò che e’ parecchio inferior a Lui?

Secondo – I versetti del Corano si riferiscono alla mente umana con chiari ragionamenti e invitano l’uomo a riflettere e a ragionare.

Ed ora leggiamo il versetto numero 29:

«بَلِ اتَّبَعَ الَّذِینَ ظَلَمُوا أَهْوَاءَهُم بِغَیْرِ عِلْمٍ فَمَن یَهْدِی مَنْ أَضَلَّ اللَّـهُ وَمَا لَهُم مِّن نَّاصِرِینَ»

Gli ingiusti cedono, invece, alle loro passioni senza sapere. Chi può guidare colui che Allah allontana? Essi non avranno chi li soccorra. (30:29)

Coloro che associano altre divinità a Dio, spiega questo versetto, si ostinano a non usare la ragione e quindi a seguire le proprie passioni. Purtroppo questa non è una via indolore perchè può procurare all’uomo tante sofferenze ed addirittura, a lungo andare, creare un suo totale smarrimento. Da questo versetto apprendiamo che:

Primo -  Ogni sorta di deviazione dalla retta via, la via della fede nell’unico Dio, e’ innanzitutto un’ingiustizia dell’uomo nei confronti di se stesso, dei profeti e di Dio.

Secondo – Anche nei nostri giorni vi sono associatori come i buddhisti e gli induisti che accoppiano all’adorazione di Dio, quella di statue, idoli ed animali. Un qualcosa che non e’ compatibile con la ragione e la saggezza dell’uomo moderno.