Il sentiero della luce (725)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.
Ed ora leggiamo il versetto 39 della sura Ar-Rum:
«وَمَا آتَیْتُم مِّن رِّبًا لِّیَرْبُوَ فِی أَمْوَالِ النَّاسِ فَلَا یَرْبُو عِندَ اللَّـهِ وَمَا آتَیْتُم مِّن زَکَاةٍ تُرِیدُونَ وَجْهَ اللَّـهِ فَأُولَـئِکَ هُمُ الْمُضْعِفُونَ»
Ciò che concedete in usura, affinché aumenti a detrimento dei beni altrui, non li aumenta affatto presso Allah. Quello che invece date in elemosina bramando il volto di Allah, ecco quel che raddoppierà. (30:39)
Questo versetto e’ un biasimo dell’usura a fronte della buona consuetudine dell’elemosina. In pratica, se si fa’ qualcosa per ubbidire al Signore, ciò verra’ sicuramente premiato ma se una azione ha altri obbiettivi e non Iddio, allora e’ chiaro che non puo’ avere valore religioso e divino. Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Quando si da’ un prestito a qualcuno o si dona qualcosa alle persone, non e’ importante quanto si dona e che cosa si dona, e’ importante che ciò venga fatto con giuste intenzioni e per amore di Dio.
Secondo – Ciò che dona valore ad una semplice azione, e’ proprio l’intenzione di soddisfare il volere del Signore; le azioni che non hanno un simile obbiettivo sono prive di valore spirituale.
Terzo – Il mondo viene talvolta paragonato ad un grande mercato; in esso c’e’ chi fa’ affari con la gente per raggiungere la ricchezza in questa vita’; c’e’ invece chi fa’ affari con Dio per raggiungere l’eterna felicità.
Ma ora il versetto 40 della sura dei Romani:
«اللَّـهُ الَّذِی خَلَقَکُمْ ثُمَّ رَزَقَکُمْ ثُمَّ یُمِیتُکُمْ ثُمَّ یُحْیِیکُمْ هَلْ مِن شُرَکَائِکُم مَّن یَفْعَلُ مِن ذَلِکُم مِّن شَیْءٍ سُبْحَانَهُ وَتَعَالَى عَمَّا یُشْرِکُونَ»
Allah è Colui Che vi ha creati, poi vi ha nutriti, poi vi darà la morte e quindi vi darà la vita. C'è una delle vostre divinità che faccia qualcuna di queste cose? Gloria a Lui! Egli è ben più alto di ciò che Gli associano. (30:40)
Questo versetto mette in risalto il ruolo senza eguali del Signore nel Creato e ricorda che la Creazione, il sostentamento, la morte e la resurrezione degli uomini, sono tutti strumenti nelle mani di Dio. Perchè, si chiede il versetto, certa gente associa al Signore cose o persone come delle divinita’? Queste cose o persone hanno un qualsivoglia ruolo nel destino degli uomini? Se i miscredenti del passato avessero riflettuto e se quelli del presente riflettessero su questa domanda, sicuramente capirebbero che la risposta e’ negativa. Di solito, l’adorazione di oggetti o esseri umani e’ un’eredita’ del passato ma le persone devono capire che non tutto ciò che viene dal passato e’ oro colato.
Da questo versetto possiamo trarre come minimo le seguenti conclusioni:
Primo – Il passato, il presente ed il futuro e la nostra ricchezza o poverta’ sono nelle mani del Signore. Ciò dovrebbe bastare a convincerci di adorare solo ed unicamente Lui.
Secondo – Le regole e le leggi della natura sono creazione di Dio e non un qualcosa a parte rispetto ad Egli. Non esiste potenza che non abbia origine in Dio e chi cerca di ergersi come un potere indipendente o avverso a Lui, non e’ che condannato all’annichilimento.
Ed ora leggiamo i versetti 41 e 42 della sura dei Romani:
«ظَهَرَ الْفَسَادُ فِی الْبَرِّ وَالْبَحْرِ بِمَا کَسَبَتْ أَیْدِی النَّاسِ لِیُذِیقَهُم بَعْضَ الَّذِی عَمِلُوا لَعَلَّهُمْ یَرْجِعُونَ»، «قُلْ سِیرُوا فِی الْأَرْضِ فَانظُرُوا کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الَّذِینَ مِن قَبْلُ کَانَ أَکْثَرُهُم مُّشْرِکِینَ»
La corruzione è apparsa sulla terra e nel mare a causa di ciò che hanno commesso le mani degli uomini, affinché Allah faccia gustare parte di quello che hanno fatto. Forse ritorneranno [sui loro passi]? (30:41)
Di': “Percorrete la terra e considerate ciò che è avvenuto a coloro che vi hanno preceduto. La maggior parte di loro erano associatori”. (30:42)
Secondo questi versetti esiste un collegamento diretto tra gli ideali della gente e ciò che poi si viene a verificare nelle societa’ umane. Secondo il Corano, la radice dei problemi di ogni societa’ e’ o il fatto che si rinnega e si dimentica Dio, o il fatto che ad Egli vengono associate altre divinità. Una persona che non si crede dinanzi a Dio, compie facilmente i peccati e mette se e la propria famiglia in pericolo. Le conseguenze dei suoi peccati, infatti, lo colpiscono in questa vita e pure nell’altra.
Il Corano raccomanda quindi ai musulmani di viaggiare e di studiare la storia dei popoli del passato per osservare ciò che ne e’ stato di loro e poter prendere le giuste conclusioni che li aiutino a vivere meglio il loro oggi. Chi studia la storia comprende la verita’ della promessa coranica: il fatto che i popoli malfattori vennero puniti anche in questa stessa vita, se non con il castigo divino, perlomeno con le conseguenze dei propri errori.
Oggi esistono in diversi punti della Terra i siti che mostrano lo sfarzo, la ricchezza e la potenza di imperi del passato; imperi che però sono scomparsi per l’ingiustizia, lo sperpero, il lusso che avevano creato a scapito della gente comune.
E secondo il Corano, ogni male ed ogni peccato ha la sua radice nel Shirk ossia l’associazione di altre divinita’ al Signore; al contrario il Tawhid o il Monoteismo e’ quel concetto che in pratica e’ indicato come l’elisir della felicita’.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Le cattive azioni dell’uomo influiscono anche sull’ordine della natura ed hanno un ruolo nell’avvento di catastrofi; oggi lo vediamo anche attraverso l’effetto dell’inquinamento creato dall’uomo.
Secondo – L’ambiente, terra o mare che sia, sono dei doni concessi noi come prestito dal Signore. Noi non siamo padroni della Terra e non abbiamo il diritto di rovinarla.
Terzo – Viaggiare e per usare il termine odierno, il turismo culturale, ossia un turismo che sia mirato a capire il passato e a trarne lezioni per il presente, e’ un qualcosa che e’ stato raccomandato dall’Islam.
Quarto – Se la maggiorparte della gente, in una societa’, incorre nell’errore e nel peccato, quella societa’ verra’ colpita, presto o tardi, dall’ira divina e pertanto bisogna lasciare tale societa’.
Davood Abbasi