Il sentiero della luce (726)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.
Ed ora leggiamo il versetto 43 della sura Ar-Rum:
«فَأَقِمْ وَجْهَکَ لِلدِّینِ الْقَیِّمِ مِن قَبْلِ أَن یَأْتِیَ یَوْمٌ لَّا مَرَدَّ لَهُ مِنَ اللَّـهِ یَوْمَئِذٍ یَصَّدَّعُونَ»
Rivolgi il tuo volto alla religione stabile, prima che da Allah giunga un Giorno da cui non sarà possibile tornare indietro. In quel Giorno [gli uomini] saranno separati. (30:43)
Una delle caratteristiche della religione islamica e’ l’armonia che essa ha con l’istinto, la ragione e l’anima umana. Per questo l’Islam viene definito “stabile”; e’ come un edificio costruito su basi solide, che sono proprio la ragione e l’istinto umano; e’ quindi un qualcosa di comprensibile per gli uomini, che mira a rispondere alle loro necessità individuali e sociali. Una questione che bisogna ricordare e’ che non bisogna pretendere che l’Islam risolva tutti i problemi quando viene applicato solo in parte e solo quando conviene o e’ a favore; l’uomo deve ricordarsi che la sua opportunità per fare bene, in questa vita, e’ abbastanza corta e che deve sfruttare al meglio questa chance.
Il Giorno del Giudizio, come spiega il Corano, e’ anche il Giorno della Separazione dei fedeli dagli infedeli, dei pii dai malfattori.
Da questo versetto possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:
Primo – L’attenzione alla religione ed ai suoi insegnamenti, deve essere seria e duratura, e non saltuaria e provvisoria.
Secondo – Ciò che può salvare la società dai problemi e dalla corruzione, e’ un’attenzione sincera, profonda e a 360 gradi agli insegnamenti religiosi.
Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 44 e 45 della sura dei Romani:
«مَن کَفَرَ فَعَلَیْهِ کُفْرُهُ وَمَنْ عَمِلَ صَالِحًا فَلِأَنفُسِهِمْ یَمْهَدُونَ»، «لِیَجْزِیَ الَّذِینَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ مِن فَضْلِهِ إِنَّهُ لَا یُحِبُّ الْکَافِرِینَ»
chi sarà stato miscredente, la sua miscredenza gli si rivolgerà contro. Quanto a chi avrà compiuto il bene, è per se stesso che avrà preparato. (30:44)
Così Allah ricompenserà con la Sua grazia coloro che hanno creduto e compiuto il bene. In verità Egli non ama i rinnegatori. (30:45)
Nel Giorno del Giudizio, spiegano i versetti appena letti, i benefattori verranno divisi dai malfattori che riceveranno l’esito di ciò che hanno fatto in vita. C’e’ pero’ una questione da chiarire in base agli altri versetti del Corano; Dio punirà i malfattori solo tanto quanto la gravita’ delle loro azioni inique, ma i benefattori non verranno premiati solo in misura delle loro buone azioni ma diverse volte di più di quanto hanno meritato; questa e’ propria la bontà e la grazia divina di cui si sono privati i peccatori.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – La fede o l’infedeltà degli uomini, non ha vantaggi o svantaggi per Dio e siamo noi stessi a subire o beneficiare delle conseguenze delle nostre azioni.
Secondo – Il comportamento di Dio con i rinnegatori della sua esistenza si basa sulla sua giustizia ma il Suo comportamento nei confronti dei credenti si basa sulla sua Misericordia e Magnanimità.
Ed ora leggiamo il versetto 46 della sura dei Romani:
«وَمِنْ آیَاتِهِ أَن یُرْسِلَ الرِّیَاحَ مُبَشِّرَاتٍ وَلِیُذِیقَکُم مِّن رَّحْمَتِهِ وَلِتَجْرِیَ الْفُلْکُ بِأَمْرِهِ وَلِتَبْتَغُوا مِن فَضْلِهِ وَلَعَلَّکُمْ تَشْکُرُونَ»
E fa parte dei Suoi segni mandare i venti come nunzi per farvi gustare la Sua misericordia e far navigare la nave al Suo comando, sì che possiate procurarvi la Sua grazia. Forse sarete riconoscenti. (30:46)
Questo versetto torna a parlare delle prove dell’esistenza del Signore nel Creato e dell’ordine che comanda il mondo della natura. Il Corano invita gli uomini a riflettere anche sui fenomeni più semplici e apparentemente scontati che lo circondano; il cielo, la terra, il vento, le piante, gli animali. L’agricoltura e l’allevamento, le due attivita’ alla base del nutrimento umano, dipendono dal vento e dalla pioggia. E le navi, che servono a trasportare le merci? Sono costruite dall’uomo ma chi ha dato all’uomo il potere di costruirle e dirigerle?
Purtroppo molte persone ignorano i doni divini e li ritengono un qualcosa di “presente in natura” riuscendo a pensare che “nessuna mano superiore” abbia creato tutto cio’ che ci circonda.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – Il vento, che sposta le nubi nel cielo, dirige sulle diverse terre questi serbatoi di acqua permettendo così il proseguimento della vita nei diversi punti del globo.
Secondo – Il movimento delle navi nei mari, in realta’ e’ nelle mani del Signore e non dei capitani o degli esseri umani. Se non ci fossero stati i mari, muoversi così facilmente su grandi distanze e con grandi carichi, sarebbe stato possibile?
Terzo – Il Corano raccomanda ai fedeli di darsi da fare per ottenere in maniera lecita il proprio pane quotidiano e poter condurre una vita dignitosa. L’uomo però, deve essere riconoscente per ciò che riesce a guadagnare e ricordarsi che tutto ciò che ha e che ottiene e grazia del Signore.
Davood Abbasi