Feb 04, 2017 04:13 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.

Ed ora leggiamo il versetto 47 della sura Ar-Rum:

«وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا مِن قَبْلِکَ رُسُلًا إِلَى قَوْمِهِمْ فَجَاءُوهُم بِالْبَیِّنَاتِ فَانتَقَمْنَا مِنَ الَّذِینَ أَجْرَمُوا وَکَانَ حَقًّا عَلَیْنَا نَصْرُ الْمُؤْمِنِینَ»

 

E già mandammo, prima di te, messaggeri ai loro popoli. E si recarono da loro con prove evidenti. Poi ci vendicammo di quelli che commettevano crimini: nostra cura è soccorrere i credenti. (30:47)

 

Nel versetto che abbiamo appena letto, si ricorda l’invio dei messaggeri divini alle popolazioni terrestri. Il bello e’ che il versetto precedente a questo parlava del dono dell’invio del vento e della pioggia ad opera di Dio per far rivivere la terra. Secondo alcuni esegeti, il susseguirsi di questi versetti vuole darci un messaggio preciso; il fatto che lo stesso Dio che ha provveduto alla nostra creazione e che attraverso fenomeni naturali come il sole, le nubi, il vento e la pioggia garantisce la nostra sopravvivenza, ha anche tenuto in considerazione le nostre necessità spirituali inviando tra le diverse popolazioni i propri messaggeri.

E’ chiaro che coloro che percepiscono il messaggio degli inviati divini si mettono in condizione di ricevere maggiori doni da Dio. Coloro invece che si oppongono alla giustizia con la disobbedienza alle leggi divine, ebbene devono attendere le conseguenze e la punizione del Signore.

Da questo versetto apprendiamo che:

Primo – Dio ha inviato agli uomini messaggeri con segni ben chiari ed inequivocabili in modo che dopo di essi la gente non possa dire di non aver saputo.

Secondo – Dio punisce solo che sà cosa e’ il bene e nonostante ciò opera il male. Punire che non sa’ e non ha ricevuto il messaggio di guida divino sarebbe stato ingiustizia.

Terzo – La vittoria finale dei fedeli sui rinnegatori e del bene sul male e’ una promessa divina.

 

Ed ora leggiamo i versetti 48 e 49 della sura dei Romani:

«اللَّـهُ الَّذِی یُرْسِلُ الرِّیَاحَ فَتُثِیرُ سَحَابًا فَیَبْسُطُهُ فِی السَّمَاءِ کَیْفَ یَشَاءُ وَیَجْعَلُهُ کِسَفًا فَتَرَى الْوَدْقَ یَخْرُجُ مِنْ خِلَالِهِ  فَإِذَا أَصَابَ بِهِ مَن یَشَاءُ مِنْ عِبَادِهِ إِذَا هُمْ یَسْتَبْشِرُونَ»،

 

Allah è Colui Che invia i venti che sollevano una nuvola; la distende poi nel cielo come vuole e la frantuma, e vedi allora le gocce uscire dai suoi recessi. Quando poi ha fatto sì che cadano su chi vuole tra i Suoi servitori, questi ne traggono lieta novella, (30:48)

 

«وَإِن کَانُوا مِن قَبْلِ أَن یُنَزَّلَ عَلَیْهِم مِّن قَبْلِهِ لَمُبْلِسِینَ»

anche se, prima che cadessero su di loro, erano disperati. (30:49)

 

In questi versetti si spiega in pratica il ciclo della pioggia e di come per volere di Dio, l’acqua discende sulla terra dal cielo. Oggi più che mai l’uomo può capire l’imponenza dell’opera divina nella natura, quando per trasportare gas o liquidi da una zona all’altra deve spendere somme ingenti di soldi nella costruzione di dotti. Dio invece conduce la pioggia nei diversi punti della terra tenendo in vita gli abitanti di essa. Il versetto lascia intendere che la pioggia non e’ solo una garanzia per la sopravvivenza ma pure un qualcosa che accarezza lo spirito e l’anima umana. Osservare la scena rasserenante della pioggia che disseta i fiori e le piante, e’ sicuramente un qualcosa che aiuta l’uomo a liberarsi dalla tristezza. Senza pensare agli agricoltori o agli allevatori la cui attivita’ dipende direttamente dalle precipitazioni. La pioggia e’ la novella della Grazia di Dio e per questo e’ un dono ineguagliabile anche per lo spirito.

Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Non dobbiamo mai considerare casuali e scontati i fenomeni naturali perchè essi sono invece il segno della forza e della saggezza divina nel Creato.

Secondo – La volontà di Dio e’ che i fenomeni naturali procedano in base a precise leggi instaurate da Egli stesso nel Creato.

Terzo -  L’attenzione ai doni interminabili del Signore e’ una cura alla tristezza umana. Accanto ad ogni difficoltà c’e’ anche un qualcosa di bello ed accanto ad ogni cosa che ci manca c’e’ anche un qualcosa che abbiamo.

Davood Abbasi