Il sentiero della luce (728)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi proseguiamo la lettura della sura Ar-Rum (I Romani), la 30esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 60 versetti. Il nome della sura proviene dal secondo versetto, quando si cita la sconfitta dei Romani, quella ovvero subita da Eraclio nel 614 d.C. dinanzi ai persiani.
Ed ora leggiamo i versetti 50 e 51 della sura Ar-Rum:
«فَانظُرْ إِلَى آثَارِ رَحْمَتِ اللَّـهِ کَیْفَ یُحْیِی الْأَرْضَ بَعْدَ مَوْتِهَا إِنَّ ذَلِکَ لَمُحْیِی الْمَوْتَى وَهُوَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ قَدِیرٌ»،
Considera le tracce della misericordia di Allah, come Egli ridà la vita alla terra, dopo che era morta. Indubbiamente, Egli è Colui che fa rivivere i morti. Egli è onnipotente. (30:50)
«وَلَئِنْ أَرْسَلْنَا رِیحًا فَرَأَوْهُ مُصْفَرًّا لَّظَلُّوا مِن بَعْدِهِ یَکْفُرُونَ»
Se inviassimo loro un vento che ingiallisse [le coltivazioni], rimarrebbero ingrati. (30:51)
Questi versetti ribadiscono che Dio ha in mano la pioggia ed il vento; può mandarli come dono per far rivivere le terre morte e può pure usare i venti caldi per distruggere le piantagioni degli uomini. La pioggia, in altre parole, ha un ruolo chiave nella vita sulla terra; da’ l’acqua, riempie i pozzi, mitiga il clima, ed ecc... . Gli uomini, devono trarre vantaggio dai doni divini ma non devono limitare la loro visione all’effetto mondano di essi; la pioggia che ravviva la terra, ci indica che nell’altra vita Dio fara’ rivivere facilmente i morti. Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Il Corano ritiene “dono divino” la pioggia che da’ la vita alla terra ed agli esseri viventi.
Secondo – La pioggia fa’ rivivere la terra e questo e’ un segno della potenza di Dio e della sua capacita’ di trasformare la morte in vita, ossia ciò che avverrà anche nell’altro mondo.
Terzo – Le persone che hanno bassa capacita’ di sopportare, perdono la propria fede dinanzi ai problemi ed alle avversità.
Ed ora passiamo ai versetti 52 e 53:
«فَإِنَّکَ لَا تُسْمِعُ الْمَوْتَى وَلَا تُسْمِعُ الصُّمَّ الدُّعَاءَ إِذَا وَلَّوْا مُدْبِرِینَ»،
Tu non potrai far sì che sentano i morti o far sì che i sordi sentano il richiamo quando ti volgono le spalle. (30:52)
«وَمَا أَنتَ بِهَادِ الْعُمْیِ عَن ضَلَالَتِهِمْ إِن تُسْمِعُ إِلَّا مَن یُؤْمِنُ بِآیَاتِنَا فَهُم مُّسْلِمُونَ»
Non sei tu a guidare i ciechi dal loro obnubilamento: solo potrai far udire quelli che credono nei Nostri segni e sono sottomessi. (30:53)
Questi versetti suddividono le persone in quattro gruppi; il primo gruppo e’ delle persone apparentemente vive, che però non hanno nessun tipo di percezione della verità e che quindi non accettano la fede. Il secondo gruppo e’ quello di coloro che non sono disposti ad ascoltare l’invito dei profeti; si tengono alla lontana dagli insegnamenti della regione e quindi si privano volutamente della sorgente della verità. Il terzo gruppo e’ di coloro che odiano la giustizia e che sono immerse nella prevaricazione e nel peccato. L’ultimo e’ il gruppo dei fedeli che sono alla ricerca della verità con gli occhi e le orecchie e che quando comprendono che una cosa e’ vera e giusta, la accettano con sincerità.
Questi versetti dimostrano che nella terminologia coranica, tranne i vivi ed i morti detti nel senso corporeo, vi sono anche i vivi ed i morti sotto il profilo spirituale. In questo caso qualcuno può anche morire ma rimanere vivo dal punto di vista spirituale; questo, secondo il Corano, e’ ad esempio il caso dei martiri. C’e’ invece chi e’ apparentemente vivo ma di fatto e’ spiritualmente morto, come coloro che si sono smarriti e che hanno voltato le spalle alla luce degli insegnamenti divini.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – Se l’uomo non ha la predisposizione ad ascoltare la verità, nemmeno le parole di un profeta possono avere effetto su di lui.
Secondo – Non basta avere occhi, orecchie e cervello. Bisogna vedere se si ha la buona volontà di usarli per trovare e comprendere la verità e la giustizia.
Terzo – L’ostinazione ad opporsi alla verità, fa sprofondare l’uomo nello tenebre dello smarrimento dalle quali c’e’ poca speranza di salvezza.
Quarto – Il dovere dei profeti e dei capi religiosi e’ quella di avvisare, informare e di guidare la gente ma non di obbligarla.
Quinto – Aver fede in cuore e’ importantissimo ma non basta; bisogna anche essere disposti ad obbedire e mettere in atto ciò che e’ giusto.
Ed ora leggiamo il versetto 54 della sura dei Romani:
«للَّـهُ الَّذِی خَلَقَکُم مِّن ضَعْفٍ ثُمَّ جَعَلَ مِن بَعْدِ ضَعْفٍ قُوَّةً ثُمَّ جَعَلَ مِن بَعْدِ قُوَّةٍ ضَعْفًا وَشَیْبَةً یَخْلُقُ مَا یَشَاءُ وَهُوَ الْعَلِیمُ الْقَدِیرُ»
Allah è Colui Che vi ha creati deboli, e quindi dopo la debolezza vi ha dato la forza, e dopo la forza vi riduce alla debolezza e alla vecchiaia. Egli crea quello che vuole, Egli è il Sapiente, il Potente. (30:54)
L’asse portante del discorso in questa sura o brano, sono i doni divini e le prove che dimostrano l’esistenza di un unico Dio. Questo versetto enumera le diverse fasi della vita umana e ricorda che gli esseri umani iniziano la vita con la debolezza e l’insicurezza dell’infanzia e che poi, raggiungono la forza da adulti per poi divenire nuovamente deboli nella vecchiaia. Questo stesso andamento dimostra che l’uomo e’ davvero impotente dinanzi al Signore e non può arrestare o cambiare il corso naturale della sua vita.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – L’inizio e la fine dell’uomo in questa vita e’ la debolezza. Chi si trova tra due fasi di debolezza non dovrebbe mai lasciarsi ingannare da un breve periodo di forza. Al contrario dovrebbe utilizzare questo periodo per comportarsi nel migliore dei modi e fare ciò che gli possa servire nell’altra vita.
Secondo – Le fasi di forza e di debolezza dell’uomo sono state ideate in base alla saggezza infinita del Signore.
Davood Abbasi