Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (731)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi inizia la lettura della sura Luqman, la 31esima del sacro testo, meccana per la maggiorparte e composta da 34 versetti. Il nome della sura proviene dal dodicesimo versetto, quando si cita appunto Luqman. La vera identità del personaggio che dà il nome a questa sura è avvolta nel mistero, nonostante lo sforzo dell'esegesi. La tradizione è concorde sul fatto che fu longevo (“muammar”) e molti autori ritengono che appartenesse al popolo degli ‘Âd. Molti hanno ritenuto che fosse uno schiavo nero che esercitava il mestiere di falegname, altri gli hanno attribuito dignità regale. Il Corano ci parla della sua saggezza, delle sue doti morali e della sua fede nell'Unicità di Dio (gloria a Lui l'Altissimo). Luqmân istruisce suo figlio a coltivare in sé la fede e l'assiduità rituale, a raccomandare il bene e a condannare il male, alla pazienza e alla modestia.
Ora ecco il versetto numero 7 di questa sura:
«وَإِذَا تُتْلَى عَلَیْهِ آیَاتُنَا وَلَّى مُسْتَکْبِرًا کَأَن لَّمْ یَسْمَعْهَا کَأَنَّ فِی أُذُنَیْهِ وَقْرًا فَبَشِّرْهُ بِعَذَابٍ أَلِیمٍ»
Quando gli si recitano i Nostri versetti, volge le spalle superbo come se non li avesse sentiti, come se avesse un peso nelle orecchie. Dagli annuncio di un doloroso castigo. (31:7)
Alcune persone, divulgando discorsi e argomenti inutili e futili, cercano di intrattenere la gente e distrarla dale questioni realmente importanti e da ciò che e’ la ragione e la giustizia. Queste persone, spiega il Corano, non sono nemmeno disposte a dare ascolto ai versetti del testo sacro e quindi, conseguentemente, non riflettono approposito e non possono comprendere la verità che vi e’ in essi. La radice di questa indifferenza e’ la superbia; queste persone si ritengono al di sopra dei credenti e dei profeti, e non sono disposte ad ascoltare. E’ chiaro che questo tipo di approccio distrugge lo spirito umano e lo guida verso una fine infelice, caratterizzata da un duro castigo. Ciò perchè queste persone non sono ignoranti e la loro mancanza di fede non e’ dovuta alla mancanza di sapienza ma alla superbia.
Da questo versetto apprendiamo che:
Primo – La superbia nello spirito impedisce di cogliere la verità e la giustizia e porta le persone alla rovina ed alla perdizione.
Secondo – Dare ascolto a questioni inutile e superficiali sottrae inesorabilmente il posto alla verità ed alla giustizia che invece le persone dovrebbe cercare e comprendere.
Ed ora leggiamo i versetti 8 e 9 della sura di Luqman:
«إِنَّ الَّذِینَ آمَنُوا وَعَمِلُوا الصَّالِحَاتِ لَهُمْ جَنَّاتُ النَّعِیمِ»،
Coloro che credono e compiono il bene avranno i Giardini pieni di doni, (31:8)
«خَالِدِینَ فِیهَا وَعْدَ اللَّـهِ حَقًّا وَهُوَ الْعَزِیزُ الْحَکِیمُ»
dove rimarranno in perpetuo: la promessa di Allah e’ veridica. Egli è l'Invincibile, il Saggio. (31:9)
Al contrario di coloro che seguono questioni futili, ci sono coloro che hanno fede nell’origine dell’esistenza e nel Creatore e soprattutto credono anche nell’altra vita; per questo non si limitano ad avere fede, ma compiono anche buone azioni per raggiungere il premio del Signore. E’ gente che riflette sui versetti del Corano, che cerca di comprenderli e che accetta la fede dopo aver pensato e ragionato. Invece di essere superbi ed ingrati, sono obbedienti e si arrendono al verdetto della giustizia e del Signore. A queste persone Dio ha promesso l’eterno Paradiso e questa e’ chiaramente una promessa sulla cui verità non vi e’ alcun dubbio, dato che Dio essendo saggio non promette cose impossibili o non fa promesse che non possa mantenere ed ha una potenza illimitata, che lo rende invincibile.
Da questi versetti possiamo trarre molteplici conclusioni tra le quali citiamo le seguenti:
Primo – La fede, da sola, non può farci raggiungere il paradiso. Oltre alla fede ci vogliono anche le buone opere per poter raggiungere la felicità eterna.
Secondo – Il paradiso e’ la casa del Signore e lì i fedeli verranno premiati con doni spirituali ma anche materiali.
Terzo – Bisogna sempre ritenere esatte e veritiere le promesse divine semplicemente perchè sono tali. Le promesse di un Dio Onnipotente e Saggio sono diverse da quelle degli uomini che hanno pur sempre una forza limitata.
Leggiamo ora i versetti 10 ed 11 della sura di Luqman:
«خَلَقَ السَّمَاوَاتِ بِغَیْرِ عَمَدٍ تَرَوْنَهَا وَأَلْقَى فِی الْأَرْضِ رَوَاسِیَ أَن تَمِیدَ بِکُمْ وَبَثَّ فِیهَا مِن کُلِّ دَابَّةٍ وَأَنزَلْنَا مِنَ السَّمَاءِ مَاءً فَأَنبَتْنَا فِیهَا مِن کُلِّ زَوْجٍ کَرِیمٍ»
Ha creato i cieli senza pilastri che possiate vedere, ha infisso le montagne sulla terra, ché altrimenti si sarebbe mossa e voi con essa e l'ha popolata di animali di tutte le specie. Abbiamo fatto scendere un'acqua [dal cielo] e abbiamo fatto germogliare ogni tipo di magnifica specie [di piante]. (31:10)
«هَـذَا خَلْقُ اللَّـهِ فَأَرُونِی مَاذَا خَلَقَ الَّذِینَ مِن دُونِهِ بَلِ الظَّالِمُونَ فِی ضَلَالٍ مُّبِینٍ»
Questa la creazione di Allah. Mostratemi allora quello che hanno creato gli altri [che adorate] all'infuori di Lui. No, gli ingiusti sono in errore palese. (31:11)
Questi versetti si riferiscono a cinque dei segni della potenza divina nel Creato: l’efficienza del sistema delle stelle e dei pianeti ed il fatto che stiano in piedi senza la presenza di colonne che li sostengano, la creazione di montagne imponenti che sono motivo della stabilità della Terra, la Creazione delle diverse specie di esseri nei cieli, sulla terra e nei mari, la pioggia e la crescita delle piante. Ognuno di questi cinque segni mostra un’unica cosa: la potenza infinita e illimitata del Creatore che ha realizzato tutto ciò senza soci. Nonostante tutti questi segni, di cui il Corano parla accennando a questioni scientifiche che talvolta erano oscure all’uomo di 14 secoli fà, purtroppo esistono persone che rinnegano Dio o che gli associano statue, uomini o altri esseri. Chi ha partecipato alla Creazione, si chiede quindi il Corano? Qualcuno e’ in grado di creare persino un moscerino? La conclusione dell’ultimo versetto letto ricorda che chi associa altri dèi al Signore non fa’ altro che far del male a se stesso.
Riflettendo su questi versetti sono tante le conclusioni che possiamo trarre ma noi ne citiamo solo quattro:
Primo – Il fatto che miliardi di stelle e di pianeti stiano in pratica galleggiando intorno a noi e’ un segno del potere divino. Il Corano spiega che ciò avviene attraverso delle colonne invisibili che la scienza moderna ha chiamato “forze”.
Secondo – L’acqua, la terra, le piante e tutta la natura sono un qualcosa di prezioso al cospetto di Dio. Ciò significa che rispettare l’ambiente e non danneggiarlo e inquinarlo e’ anche un qualcosa di religiosamente valido e meritorio.
Terzo – Per conoscere sempre meglio Dio, uno degli esercizi e’ paragonare la sua forza e la sua capacità a quella degli altri.
Quarto – Coloro che adorano esseri all’infuori di Dio, non fanno altro che fare del male a se.
Davood Abbasi