Iran, la Guida suprema e l'Imam Khomeini
TEHRAN - Sabato prossimo, il quattro giugno 2022, l'Iran commemora il 33esimo anniversario della scomparsa del defunto fondatore della Repubblica islamica, l'Imam Khomeini.
In occasione il Leader della Rivoluzione Islamica terrà il suo discorso annuale che sarà un evento pubblico dopo due anni a causa della Pandemia di Covid-19. A questo proposito vi proponiamo le parti salienti del discorso del sommo ayatollah Khamenei nello scorso anno.
"Per nessun sistema di governo mondiale, il crollo è stato previsto così frequentemente come per la Repubblica Islamica. Dall’inizio i nemici dicevano che sarebbe durato solo due mesi...ma la Repubblica islamica è diventata sempre più forte".
"Fin dal primo giorno della rivoluzione, i malvagi e coloro che non potevano digerire e tollerare questo grande fenomeno, sia all'interno che all'esterno del Paese, dicevano che la Repubblica Islamica non sarebbe durata per altri due mesi, sei mesi o un anno ".
“Alla fine, uno o due anni fa, quando gli Stati Uniti hanno detto la stessa cosa quando un loro alto funzionario ha dichiarato che la Repubblica Islamica non avrebbe compiuto il 40 anni. Mai viste cosi' tante previsioni di decadimento e collasso nei confronti di un sistema politico come quello della Repubblica islamica".
"Il glorioso segreto della permanenza della Repubblica Islamica risiede in due parole: Repubblica e Islamica; il capolavoro del grande Imam fu la creazione e la realizzazione dell’idea della Repubblica Islamica, grazie alla sua profonda conoscenza della gente e dell’Islam".
"Tutti devono sentire il dovere, non solo di votare, ma di spronare il prossimo a partecipare. Questo è un invito a ciò che è giusto. “E vicendevolmente si raccomandano la giustizia...” (Corano, 103:3).
"Alcuni vogliono abbassare le braccia e rinunciare ai doveri di partecipare alle elezioni con pretesti assurdi. È quello che vogliono i nemici, i nemici dell'Iran, i nemici dell'islam e i nemici della democrazia religiosa"
"I problemi del Paese si risolvono nelle urne facendo la scelta giusta, non evitando di scegliere. Astenersi alle elezioni in certi momenti può essere un peccato, uno dei peggiori peccati capitali".
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