Italia, il primo Cdm: le reazioni dei partiti
ROMA - Il voto sulla piattaforma Rousseau a favore del governo Draghi non sopisce gli slanci dei dissidenti M5s.
Che tornano ad attaccare i vertici del Movimento reclamando un nuovo voto online. Altrimenti voteranno no al governo Draghi. Come ha già deciso il senatore pentastellato, Emanuele Dessì, che questa mattina ha annunciato: "Voterò no al governo Draghi". "Ne valeva la pena?", ha commentato invece ieri Alessandro Di Battista dopo la lettura della lista dei ministri. Lui ormai è fuori dal Movimento, una decisione presa dopo il risultato dellavotazione online degli istritti al M5s a favore della formazione dell'esecutivo guidato dall'ex banchiere. E questa mattina in un post su Facebook ha attaccato il nuovo esecutivo, soprattutto gli incarichi affidati ai tre esponenti di Forza Italia: Brunetta, Gelmini e Carfagna. "Nel 2008 i tre approvarono in Consiglio dei ministri il Lodo Alfano, un provvedimento per salvare Berlusconi dai processi. Ebbene io trovo immorale che politici che hanno speso tempo (e dunque denaro pubblico) non per occuparsi del Paese ma per risolvere le grane giudiziarie del loro leader, possano avere ancora ruoli così apicali", incalza l'ex deputato. Mentre Beppe Grillo, sul suo blog, scrive: "13 febbraio 2021. Vi ricorderete questa data. Perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là".
Scosso anche il centrodestra, che vede esclusa l'area 'sovranistà a favore dei moderati dopo lo strappo con Fratelli d'Italia. L'urgenza della gestione della pandemia e della crisi economica unisce i partiti di governo. Matteo Salvini promette "gioco di squadra", Silvio Berlusconi è tra i primi ad assicurare il sostegno: "Forza Italia farà la sua parte".Nicola Zingaretti promette sostegno "con lealtà e convinzione" promettendo più donne tra i sottosegretari. Matteo Renzi è entusiasta per "una squadra di alto livello