Fascismo in Francia
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PARIGI -Il fermento che circola all’interno delle forze armate transalpine, in conseguenza della crisi sociale in cui versa la Francia, si sta manifestando sempre più frequentemente con avvisaglie di rigurgiti golpisti, concretizzatisi nelle ultime settimane sotto forma di minacciose lettere aperte indirizzate al governo del presidente Macron.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 12, 2021 01:40 Europe/Rome
  • Fascismo in Francia

PARIGI -Il fermento che circola all’interno delle forze armate transalpine, in conseguenza della crisi sociale in cui versa la Francia, si sta manifestando sempre più frequentemente con avvisaglie di rigurgiti golpisti, concretizzatisi nelle ultime settimane sotto forma di minacciose lettere aperte indirizzate al governo del presidente Macron.

La più recente è stata pubblicata nel fine settimana dalla rivista di estrema destra Valeurs Actuelles(“Valori Attuali”) e riporta l’avvertimento di circa duemila soldati in servizio attivo per una possibile “guerra civile” che rischia di scoppiare nel prossimi futuro in Francia.

La lettera solleva alcune tradizionali fissazioni degli ambienti neo-fascisti, dalla violenza delle periferie al declino della Francia fino alla presunta islamizzazione della società transalpina. Gli anonimi firmatari denunciano inoltre l’odio diffuso per il loro paese e la sua storia, assieme alle eccessive “concessioni” che Macron avrebbe fatto all’islamismo. Tutte queste presunte piaghe, spiegano i militari, mettono in pericolo l’esistenza stessa della repubblica e rendono concreto il rischio di una “insurrezione”, con conseguente esplosione, appunto, di una “guerra civile”.

In uno scenario di questo genere, le forze armate sarebbero pronte a intervenire per “mantenere l’ordine”, ovvero a sparare sulla popolazione, come aveva chiarito senza mezzi termini una precedente lettera dai toni simili, firmata da 23 generali francesi in pensione. Quest’ultima era apparsa il 21 aprile sempre su Valeurs Actuelles e prospettava, in caso di “guerra civile”, l’intervento dei militari per “proteggere i nostri valori di civiltà e i nostri compatrioti sul territorio nazionale”, col risultato di provocare “migliaia di morti”, per i quali il governo sarebbe ritenuto responsabile.

Uno dei passaggi più significativi e inquietanti della lettera del fine settimana è il riferimento dei firmatari alle loro precedenti esperienze sia nelle missioni neo-coloniali della Francia in Afghanistan e in Africa sia nel dispiegamento dell’esercito sul suolo nazionale con compiti di polizia e mantenimento dell’ordine. Nel secondo caso viene citata l’Operazione Sentinella, lanciata a inizio 2015 assieme all’imposizione dello stato di emergenza dall’allora presidente Hollande dopo l’attentato terroristico nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo.

Il passaggio da queste operazioni a una possibile macchinazione golpista e repressiva da parte delle forze armate testimonia a sufficienza della natura delle prime, così come delle implicazioni della presenza sempre più massiccia dei militari nelle società occidentali e nella promozione degli interessi strategici dei rispettivi governi.

Da quasi un mese a questa parte sembrano essere dunque venute alla luce manovre sospette all’interno delle forze armate d’oltralpe. Il settimanale Valeurs Actuelles è il mezzo con cui si sta forse cercando di sondare il terreno per un qualche intervento di questi ambienti dell’ultra-destra. Prima ancora delle due lettere di cui si è parlato, il 17 aprile il politico ultra-conservatore Philippe de Villiers aveva firmato un articolo infuocato per invocare una “insurrezione” e accusare violentemente il “comunismo” per i mali della Francia. La lettera degli ex generali era seguita quattro giorni più tardi, in concomitanza con il 60esimo anniversario del fallito golpe militare per impedire l’indipendenza dell’Algeria.