Usa con Aukus vanno alla guerra
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CALIFORNIA- L'intesa Aukus: Stati Uniti, Australia e Inghilterra hanno svelato i dettagli di un piano per fornire all’Australia sottomarini d’attacco a propulsione nucleare ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 15, 2023 09:52 Europe/Rome
  • Usa con Aukus vanno alla guerra

CALIFORNIA- L'intesa Aukus: Stati Uniti, Australia e Inghilterra hanno svelato i dettagli di un piano per fornire all’Australia sottomarini d’attacco a propulsione nucleare ...

dall’inizio degli anni ’30 per contrastare le ambizioni della Cina nell’Indo-Pacifico. Nell’ambito del patto Aukus, Stati Uniti, Regno Unito e Australia hanno svelato i dettagli del loro piano per creare una nuova flotta di sottomarini a propulsione nucleare, volti a contrastare l’influenza della Cina nella regione indo-pacifica. Si tratta di uno dei principali obiettivi della partnership Aukus, il patto militare siglato tra i tre Paesi nel settembre del 2021 contro le ambizioni cinesi nell’Indo-Pacifico. Nel lanciare la partnership, Canberra ha anche stracciato il contratto da 56 miliardi di euro con il costruttore navale francese Naval Group per 12 sottomarini.

Questo mentre il governo cinese ha appena compiuto un passo importante preparando il terreno per i colloqui tra l'Iran e l'Arabia Saudita al fine di ripristinare le relazioni tra i due paesei , l’amministrazione Biden e due dei più stretti alleati degli Stati Uniti si apprestavano a dar vita a un vertice in una base militare in California per annunciare ufficialmente i nuovi preparativi di guerra in Asia orientale. L’incontro di lunedì a San Diego ha visto la partecipazione dei primi ministri di Inghilterra e Australia – Rishi Sunak e Anthony Albanese – nel quadro del cosiddetto “AUKUS”, il patto di natura prettamente militare sottoscritto dai tre paesi nel 2021. Al centro dell’evento c’è stata la presentazione del piano senza precedenti per mettere a disposizione dell’Australia un numero imprecisato di sottomarini da guerra a propulsione nucleare, in previsione di un conflitto diretto con Pechino nel prossimo futuro.

L’accordo a tre dovrebbe servire a rafforzare la sicurezza australiana in uno scenario regionale caratterizzato dalla crescente aggressività cinese nell’imporre i propri interessi economici e strategici. Questa è per lo meno la versione della propaganda ufficiale promossa dai tre alleati. Il vero obiettivo è piuttosto di integrare Canberra nei progetti anti-cinesi di Washington, facendo di questo paese-continente un avamposto dell’offensiva contro Pechino, evidentemente con tutti i rischi che ne deriverebbero. Concretamente, il futuro delineato a San Diego prospetta la possibilità per l’Australia di arrivare a costruire sul proprio territorio una nuova classe di sottomarini, basati sul design britannico e sulla tecnologia militare americana. La realizzazione del piano, se mai sarà ultimato, dovrebbe avvenire in tempi molto lunghi.

Già a breve, tuttavia, l’Australia potrebbe “beneficiare” dell’intensificata presenza militare USA, quasi sempre presentata come un dispiegamento non permanente ma “a rotazione”. Il pericoloso percorso su cui dovrebbe avviarsi l’Australia in collaborazione con Washington e Londra prevede tre fasi. Nella prima, i militari australiani si uniranno ai colleghi americani e inglesi per ricevere l’addestramento necessario a bordo dei sottomarini dei due alleati che “visiteranno” i porti del paese oceanico. Quando Canberra disporrà di un numero sufficiente di uomini così addestrati e avrà costruito gli impianti necessari, saranno acquistati dagli Stati Uniti da tre a cinque sottomarini a propulsione nucleare “classe Virginia”.

Questa fornitura dovrebbe essere finalizzata nella prima metà del prossimo decennio. Qualche anno più tardi inizierà invece la costruzione di un nuovo mezzo navale in collaborazione tra Gran Bretagna e Australia e, solo in seguito, ovvero tra non meno di vent’anni, quest’ultimo paese produrrà sottomarini per la propria flotta in maniera autonoma. L’intero progetto è stato offerto all’opinione pubblica internazionale e, soprattutto, a quella australiana come una specie di iniziativa benefica destinata ad assicurare pace e prosperità, oltre a migliaia di nuovi posti di lavoro. Secondo il presidente americano Biden, i tre alleati “condividono l’impegno per una regione indo-pacifica libera e aperta, prospera e sicura”, così da modellare “un futuro radicato nei nostri valori comuni”.

Al di là della retorica e delle apparenze, ciò di cui si è discusso in California è la messa in moto di un sistema per produrre mezzi militari offensivi tra i più potenti e sofisticati; in una parola, per pianificare la guerra contro la Cina. I sottomarini nucleari hanno dimensioni maggiori e sono in grado di operare per lunghi periodi e su lunghe distanze senza necessità di rifornimenti.

Tra la classe dirigente e i media in Australia è evidente la soddisfazione per avere siglato un accordo che permette o dovrebbe permettere di soddisfare le ambizioni da media potenza di questo paese. C’è senza dubbio qualcosa di patetico e assieme potenzialmente tragico in una simile ostentazione di auto-compiacimento, visto che la disponibilità di sottomarini a propulsione nucleare espone ancora di più l’Australia a rischi enormi in caso di guerra tra USA e C

 

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