Ue, la minaccia del blocco fondi alla Palestina
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BRUXELLES (Pars Today Italian) - In questi giorni, i Paesi dell’UE hanno deciso di riconsiderare il loro supporto umanitario ai territori palestinesi.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Dic 07, 2023 04:47 Europe/Rome
  • Ue, la minaccia del blocco fondi alla Palestina

BRUXELLES (Pars Today Italian) - In questi giorni, i Paesi dell’UE hanno deciso di riconsiderare il loro supporto umanitario ai territori palestinesi.

La Germania, per esempio, ha stabilito una sospensione temporanea per effettuare una “revisione finanziaria”, mentre l’Austria ha annunciato lo stop al trasferimento di 20 milioni di euro e la Svizzera ha sospeso i finanziamenti a 11 ong che difendono i diritti umani. La stessa Commissione ha annunciato l’introduzione di una clausola “anti-incitamento” in tutti i nuovi contratti con le Organizzazioni Non Governative palestinesi, che per ricevere i fondi dovranno dichiarare che non inciteranno all’odio e saranno sottoposti al “monitoraggio di una terza parte” per la verifica del rispetto della clausola. Secondo Amnesty, applicare tale clausola solo alle Ong palestinesi “è indice dello stigma nei loro confronti” e “incoraggia altri a incitare all’odio”, suonando come “un gesto politico”.

Amnesty International, in particolare, ha attaccato il “doppio standard” fortemente “discriminatorio” da parte delle istituzioni e degli Stati europei, che evidenzia a suo dire un “approccio selettivo ai diritti umani”. A tal proposito, ha esaminato un caso concreto: quello della Svezia, che ha dichiarato che in futuro chiederà ai partner palestinesi di condannare Hamas come condizione per i finanziamenti, mentre non ha mai chiesto a ong o organismi governativi israeliani con cui coopera – che anzi “hanno invocato uccisioni, trasferimenti forzati e l’uso di armi nucleari nei confronti dei palestinesi” – di condannare tali crimini.

Amnesty International insieme 95 organizzazioni criticano aspramente gli Stati europei per l’approccio mantenuto verso la crisi in atto a Gaza, sostenendo che la loro credibilità sia “già stata danneggiata dalle restrizioni ai diritti alla libertà di espressione e di riunione di persone e gruppi che protestano contro le violazioni delle norme umanitarie internazionali da parte delle autorità israeliane”, con cui è stato “indebolito lo spazio civico”.

 

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