Iraniani famosi (24): Rudaki, il padre della poesia persiana (2a parte)
Questa settimana vi presentiamo uno dei più famosi iraniani di tutti i tempi, il grande poeta e musicista classico persiano Rudakì.
Nella puntata precedente vi abbiamo spiegato che Abu Abdullah Jaafar Ibne Mohammad Rudakì, nacque nell’858 del calendario cristiano a Rudak, uno dei villaggi vicini a Samarcanda che al tempo era, con la dinastia dei Samanidi, il cuore della persianità.
Ed infatti fu proprio Rudakì che scrisse per la prima volta, dopo l’invasione araba della Persia, le poesie usando l’alfabeto persiano e per questo viene considerato il padre della letteratura classica persiana.
Abbiamo visto che di lui ci sono giunti solo 960 versi di cui 115 riguardanti il Kelileh va Demneh, la traduzione in versi dell’opera indiana Panchatantra che racconta storie di animali narrate da due sciacalli.
In base alle ricerche dell’orientalista tedesco Paul Hern, alcuni dei versi di Rudakì riguardano la storia di Sinbad ed addirittura uno dei suoi versi rievocherebbe una delle storie della mille e una notte.
Questi risultati sono molto probabilmente esatti perchè Sandbad Namè, ovvero la storia dei viaggi di Sinbad e’ un libro che venne portato in Iran in era Sasanide e tradotto in lingua Pahlavì. Rudakì avrebbe realizzato una versione in versi di questa storia che solo successivamente sarebbe stata trasformata in prosa persiana da Abulfawares Ghanarezi. Purtroppo, come abbiamo detto, delle storie di Sinbad narrate in versi da Rudakì, c’e’ giunto solo qualche verso.
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Il resto dei versi di Rudakì sono lodi, liriche e canti funebri. Per quanto riguarda le lodi, bisogna dire che questo e’ uno stile in cui si cimentavano di solito i poeti perchè ricevevano tributi da un re o da una corte, ed in questo stile Rudakì e’ considerato da tutti i poeti a lui succeduti come il vero maestro e come una persona ineguagliabile.
Certo, il grande maestro, non ebbe tanta fortuna perchè per ragioni a noi oscure venne ad un certo punto della sua vita messo in disparte da Nasr II, emiro della dinastia dei Samanidi a Bukhara. Ma infine perse la sua benevolenza e ritornò alla sua città di nascita e morì in povertà e cecità.
La lirica e’ un’altro degli stili musicali dell’Iran ed anche Rudaki ci ha lasciato versi molto belli in questo senso.
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