Set 29, 2018 11:56 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore. Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i versetti numero 69, 70 e 71 della sura As-Safat:

 

 «إِنَّهُمْ أَلْفَوْا آبَاءَهُمْ ضَالِّینَ»

In verità hanno trovato i loro avi smarriti (37:69)

 

«فَهُمْ عَلَى آثَارِهِمْ یُهْرَعُونَ»،

e si sono lanciati sulle loro tracce. (37:70)

 

«وَلَقَدْ ضَلَّ قَبْلَهُمْ أَکْثَرُ الْأَوَّلِینَ»

E prima di loro, certamente, si smarrirono la maggior parte dei loro avi. (37:71)

 

Dopo aver descritto la situazione difficile dei peccatori all’inferno, questi versetti spiegano il perche’ della loro rovina; ecco che si apprende che alcune persone finiscono all’inferno solo perche’ in vita si sono ostinate a seguire, senza pensare e senza riflettere, le tradizioni dei propri antenati. Insomma, hanno imitato i propri padri anche se le loro azioni non erano tutte giuste.

Molte volte le tradizioni degli avi sono errate, ma per via delle condizioni sociali, le persone non le mettono in dubbio e preferiscono rispettarle; questo e’ un andamento sbagliato; il Corano sollecita le persone a ragionare su qualsiasi cosa e anche sulle tradizioni e accettare solo quelle giuste che non implicano peccati e azioni dannose.

Questo pensiero non va certo in contrasto con la salvaguardia del patrimonio culturale e delle tradizioni del passato; e’ chiaro che vanno conosciute e studiate, ma non per forza sono cose giuste da applicare. Del resto, se anche nella scienza l’uomo si fosse limitato a imitare gli avi, non avrebbe mai fatto registrare il progresso di oggi. Possono continuare a sopravvivere tra di noi, solo quelle tradizioni del passato che sono giuste, utili e sensate.

Da questi versetti apprendiamo che:

Primo – Nella cultura islamica, non e’ acconsentito imitare la fede, ne dai propri genitori, ne dai capi religiosi; ogni persone deve riflettere e pensare per conto suo e arrivare con la sua mente alla conclusione che lo porta a scegliere la fede; una fede basata sulla liberta’ di scelta ed il ragionamento ha valore, altrimenti non lo ha.

Secondo – Imitando ciecamente e inutilmente gli altri, l’uomo non costruisce altro che la sua rovina, in questo e nell’altro mondo.

Terzo – Le tradizioni degli avi devono prima essere esaminate con la ragione ed il pensiero e non devono essere accettate solo per questioni di nazionalismo, patriottismo o ragioni simili.

 

«وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا فِیهِم مُّنذِرِینَ»

Già inviammo presso di loro degli ammonitori. (37:72)

«فَانظُرْ کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الْمُنذَرِینَ»

 

Considera cosa avvenne a quelli che furono ammoniti, (37:73)

 

«إِلَّا عِبَادَ اللَّـهِ الْمُخْلَصِینَ»  

eccetto i servi devoti di Allah. (37:74)

 

 

Proseguendo il discorso sui peccatori e su coloro che hanno l’inferno come dimora ultima, il Corano spiega che la disgrazia di queste persone non e’ certo dovuta alla mancanza di guide divine e di profeti; Iddio ha inviato suoi messaggeri tra tutte le popolazioni per ammonirle; i profeti che hanno ricevuto delle Scritture sono pochi, ma quelli che invitavano al bene erano tanti; secondo alcune tradizioni islamiche, i messaggeri divini venuti sulla terra sarebbero stati addirittura 124 mila. Uno dei doveri importanti dei profeti era quello di informare la gente e liberarla dalle superstizioni, dalle nozioni inesatte, ed altresi’ dall’ingiustizia e dalla miscredenza. Purtroppo pero’ molte persone ignorano le parole di questi maestri affettuosi dell’umanita’ andando quindi incontro ad un destino orribile. L’eccezione, sono coloro che non si dimenticano mai del Signore e quindi raggiungono la felicità, anche per via della particolare Benevolenza che Dio elargisce nei loro confronti.

Dalla breve riflessione fatta su questi versetti possiamo concludere che:

Primo – Bisogna ammonire i peccatori. Il fuoco dell’inferno e’ vicino a loro come lo e’ per gli inquilini di una casa in cui e’ scoppiato un incendio.

Secondo – Se la maggioranza di una societa’ sceglie la strada del peccato, questa non e’ una scusa buona per diventare dei malfattori; bisogna opporsi e spiegare agli altri i loro errori.

Terzo – Lo studio della storia e della vita dei popoli passati, favorisce la crescita e la maturita’ dell’uomo e lo aiuta a distinguere tra bene e male.

Quarto – L’adorazione sincera del Signore, e’ uno degli elementi che lo aiuta nel raggiungere la felicita’ eterna.

Ed ora leggiamo i versetti 75, 76, 77 e 78 della sura delle Schiere Angeliche:

 

 «وَلَقَدْ نَادَانَا نُوحٌ فَلَنِعْمَ الْمُجِیبُونَ»،   

Invero Ci invocò Noè e fummo i migliori a rispondergli: (37:75)

 

«وَنَجَّیْنَاهُ وَأَهْلَهُ مِنَ الْکَرْبِ الْعَظِیمِ»

salvammo lui e la sua famiglia dall'angoscia più grande, (37:76)

 

«وَجَعَلْنَا ذُرِّیَّتَهُ هُمُ الْبَاقِینَ»

e facemmo della sua progenie, i superstiti. (37:77)

 

«وَ تَرَکْنا عَلَیْهِ فِی الْآخِرِینَ» 

Lasciammo [il ricordo] di lui ai posteri. (37:78)

 

Ed ecco che in questi versetti si ricorda Noe’, uno dei grandi messaggeri del Signore, che per molti anni invito’ la sua gente ad adorare l’unico Dio, ma pochi in realta’ lo seguirono. Alla fine Noe’ perse le speranze nel suo popolo e chiese al Signore di annientare i rinnegatori e di salvare invece i fedeli. Dio esaudi’ la sua preghiera e fu cosi che il diluvio universale lascio’ vivi solo coloro che avevano accettato la sua parola. Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Pregando, si puo’ ottenere l’aiuto divino, ma la condizione e’ quella di svolgere diligentemente il proprio dovere. Gli uomini divini si impegnavano al massimo e quando incontravano problemi molto complicati, si affidavano al Signore e in questo modo riuscivano sempre a trovare una via d’uscita.

Secondo – La sopravvivenza del genere umano e’ nelle mani di Dio. Nella storia di Noe’, Dio decide di lasciare in vita solo coloro che seguono il suo messaggero nell’Arca e che hanno accettato la fede.

Terzo – I benefattori e i puri raggiungeranno sempre la salvezza e la serenita’ e sia in questa che nell’altra vita avranno un destino felice.

 

Davood Abbasi