Il sentiero della luce (818)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore.
Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.
Ecco i versetti numero 139,140 e 141 della sura As-Safat:
«وَإِنَّ یُونُسَ لَمِنَ الْمُرْسَلِینَ»،
In verità Giona era uno degli inviati. (37:139)
«إِذْ أَبَقَ إِلَى الْفُلْکِ الْمَشْحُونِ»،
Quando fuggì sulla nave piena. (37:140)
«فَسَاهَمَ فَکَانَ مِنَ الْمُدْحَضِینَ»
Tirarono a sorte, e fu colui che doveva essere gettato (37:141)
Dopo aver parlato di diversi profeti di Dio, in questa parte si parla della vita di Giona; la sua vita e’ essenzialmente diversa da quella dei profeti citati nei versetti passati; Abramo, Mose’, Aronne, Elia e Lot avevano dei nemici e Dio li salvo’ da essi e li puni’, ma a Giona accadde qualcosa di diverso.
Giona abbandono’ il suo popolo visto che esso non gli dava ascolto; dopo che se ne ando’ pero’, la gente vide i segnali dell’arrivo del castigo divino e quindi si pentì e Dio accettò tale pentimento; punì invece Giona che era scappato sottraendosi al suo dovere.
In base alle testimonianze storiche, le cose andarono cosi’: Giona invitò la sua gente alla fede ma pochi lo seguirono; e cosi’, prima dell’arrivo del castigo divino, lui decise di lasciare la città insieme ai fedeli; raggiunse la riva del mare e con loro salì su una nave strapiena di persone e di merci. Durante il tragitto, un’orca aggredì la nave e i marinai dissero che avrebbero dovuto gettare in mare alcuni passeggeri, in modo che cibandosi di essi lasciasse stare l’imbarcazione; tirarono a sorte e Giona fu tra quelli che persero; lo gettarono quindi in mare dandolo in pasto all’orca.
Dalla riflessione su questa vicenda, possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – I profeti dovevano essere pazienti e obbedienti ed ogni loro errore, veniva punito dal Signore.
Secondo – La conoscenza della storia e del trascorso della vita dei profeti e dei popili, è una lezione per noi che oggi viviamo in un mondo pieno di ingiustizia.
Terzo – Tirare a sorte per gioco d’azzardo è proibito dall’Islam ma quando bisogna decidere per una questione importante che non riguarda il gioco, tale azione è ritenuta lecita dalla religione islamica.
Ed ora leggiamo i versetti 142, 143 e 144 della sura delle Schiere Angeliche:
«فَالْتَقَمَهُ الْحُوتُ وَهُوَ مُلِیمٌ»،
Lo inghiottì un pesce, mentre si rammaricava. (37:142)
«فَلَوْلَا أَنَّهُ کَانَ مِنَ الْمُسَبِّحِینَ»،
Se non fosse stato uno di coloro che glorificano Allah, (37:143)
«لَلَبِثَ فِی بَطْنِهِ إِلَى یَوْمِ یُبْعَثُونَ»
sarebbe rimasto nel suo ventre fino al Giorno della Resurrezione. (37:144)
Dai versetti si evince che Iddio aveva affidato all’Orca il compito di ingoiare Giona senza masticarlo; e cosi’ Giova venne inghiottito e rimase vivo nello stomaco dell’animale marino; vi sarebbe rimasto in eterno, spiega il Corano, se non fosse stato tra coloro che lodano il Signore; Giona, infatti, quando vide di essere rimasto vivo nel ventre del grosso pesce, capì che si trattava di un disegno divino, ed allora capì di aver sbagliato ad abbandonare la sua gente. Chiese allora perdono al suo Signore e fu cosi’ che Iddio gli diede un’altra opportunità; l’Orca si avvicinò alla costa e lo riemise fuori.
Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Anche gli animali, alcune volte, sono emissari del Signore, e svolgono missioni per Suo volere.
Secondo – Scappare non è la risposta adeguata ai problemi. Scappare può solo aggravare il problema.
Terzo – Chiedere perdono per i propri peccati e lodare il Signore sono pratiche che possono aiutarci a trovare una soluzione. Proprio come il nobile Giona, di cui abbiamo narrato la storia.
Ed ora leggiamo i versetti, 145,146, 147 e 148 della sura As-Safat o delle Schiere Angeliche:
«فَنَبَذْنَاهُ بِالْعَرَاءِ وَهُوَ سَقِیمٌ»،
Lo gettammo sofferente sulla nuda riva (37:145)
«وَأَنبَتْنَا عَلَیْهِ شَجَرَةً مِّن یَقْطِینٍ»،
e facemmo crescere su di lui una pianta di zucca. (37:146)
«وَأَرْسَلْنَاهُ إِلَى مِائَةِ أَلْفٍ أَوْ یَزِیدُونَ»،
Lo inviammo a centomila [uomini], o ancor di più. (37:147)
«فَآمَنُوا فَمَتَّعْنَاهُمْ إِلَى حِینٍ»
Credettero e concedemmo loro temporaneo godimento. (37:148)
Dopo essersi tratto in salvo dal ventre dell’Orca, Giona arrivò sulla riva spoglia di qualsiasi cosa mentre era ammalato e debole; il Signore fece allora crescere vicino a lui una zucca in modo che le foglie della pianta mettessero al riparo dal sole il suo corpo e aiutassero a guarire la malattia della sua pelle.
Con il volere del Signore, Giona trovò la salvezza. Tornò allora dal suo popolo e vide che quella gente, per lo più pagana, aveva accettato la fede in Dio e cosi’ il castigo divino non era arrivato. Il Signore aveva dato loro il privilegio di poter vivere felici il resto dei loro giorni.
Da questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Il popolo di Giona venne premiato dalla Benevolenza divina per la sua fede; stesso accadde pure a Giona che trovò la salvezza dopo essersi pentito.
Secondo – Non dobbiamo mai isolare e abbandonare le persone, nemmeno i peccatori e le persone cattive; c’e’ sempre la speranza che capiscano e si pentano.
Terzo – Pentirsi per le azioni errate del passato e una presa di coscienza rispetto ai propri errori e quindi la preparazione di un futuro con maggiore successo. Il popolo di Giona si pentì e Dio gettò le basi per la sua prosperità.
Davood Abbasi