Il sentiero della luce (819)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore.
Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.
Ecco i versetti numero 149,150, 151 e 152 della sura As-Safat:
«فَاسْتَفْتِهِمْ أَلِرَبِّکَ الْبَنَاتُ وَلَهُمُ الْبَنُونَ»،
Poni loro questa domanda: “Il tuo Signore avrebbe figlie e loro figli?”. (37:149)
«أَمْ خَلَقْنَا الْمَلَائِکَةَ إِنَاثًا وَهُمْ شَاهِدُونَ»،
Abbiamo forse creato angeli femmine ed essi ne furono testimoni? (37:150)
«أَلَا إِنَّهُم مِّنْ إِفْکِهِمْ لَیَقُولُونَ»،
Non è forse vero che, nella loro calunnia, dicono: (37:151)
«وَلَدَ اللَّـهُ وَإِنَّهُمْ لَکَاذِبُونَ»
“Allah ha generato”. In verità sono bugiardi! (37:152)
Dopo aver ripercorso la vita di alcuni profeti, qui la sura As-Safat inizia a parlare delle credenze false e inesatte dei pagani della Mecca approposito del Signore. Queste persone, infatti, immaginavano il Signore come un essere umano, quindi con dei figli, e supponevano che gli angeli fossero le sue figlie.
Il Corano stigmatizza queste idee dei politeisti della Mecca, anche perche’ loro odiavano le bambine e molte volte le uccidevano e per questo la domanda che si pone il testo sacro è come mai volessero figli maschi per se, ritenendo Dio solo padre di figlie femmine. Il Corano qui sottolinea che dinanzi al Signore, non c’è differenza tra maschio e femmina e che nessuno è intrinsicamente superiore all’altro, ma certo risponde agli idolatri con il loro ragionamento.
Il Corano chiede poi ai miscredenti di esporre, se presenti, le prove di ciò che dicono; chiaramente non ne hanno e non erano presenti al momento della creazione degli angeli per poterne stabilire il sesso. Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre alcune conclusioni:
Primo – I profeti cercavano di porre domande ai miscredenti ed ai rinnegatori per indurli a pensare e a scoprire i propri errori.
Secondo – Al contrario di altre tradizioni religiose o alcune raffigurazioni artistiche, l’Islam spiega che gli angeli non sono ne di sesso maschile ne di sesso femminile.
Ed ora leggiamo i versetti 153, 154, 155, 156 e 157 delle Schiere Angeliche:
«أَصْطَفَى الْبَنَاتِ عَلَى الْبَنِینَ»،
Avrebbe forse preferito le figlie ai figli? (37:153)
«مَا لَکُمْ کَیْفَ تَحْکُمُونَ»،
Che cosa avete? Come giudicate? (37:154)
«أَفَلَا تَذَکَّرُونَ»
Non riflettete? (37:155)
«أَمْ لَکُمْ سُلْطَانٌ مُّبِینٌ»،
Vi basate su un'autorità incontestabile? (37:156)
«فَأْتُوا بِکِتَابِکُمْ إِن کُنتُمْ صَادِقِینَ ، »
Portate la vostra Scrittura, se siete veritieri. (37:157)
Il Corano, in questi versetti, continua a rimproverare gli associatori della Mecca per le loro dicerie sul conto del Signore e sul fatto che Egli abbia delle figlie. Il Corano usa un ragionamento logico per respingere tale idea, e ricorda che in nessuna delle sacre scritture precedenti tale nozione è stata comunicata. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Coloro che pensano che le figlie femmine siano un male e i figli maschi un bene e poi credono che il Signore abbia solo figlie femmine, sono intrappolati nelle superstizioni e nelle idee sbagliate.
Secondo – Le idee dell’uomo su Dio devono essere basate su motivazioni valide dal punto di vista della ragione e della logica e non possono basarsi su ipotesi campate per aria.
Ed ora leggiamo i versetti 158, 159 e 160 della sura As-Safat:
«وَجَعَلُوا بَیْنَهُ وَبَیْنَ الْجِنَّةِ نَسَبًا وَلَقَدْ عَلِمَتِ الْجِنَّةُ إِنَّهُمْ لَمُحْضَرُونَ»،
Stabiliscono una parentela tra Lui e i dèmoni, ma i dèmoni sanno bene che dovranno comparire. (37:158)
«سُبْحَانَ اللَّـهِ عَمَّا یَصِفُونَ»،
Gloria ad Allah, Egli è ben più alto di quel che Gli attribuiscono! (37:159)
«إِلَّا عِبَادَ اللَّـهِ الْمُخْلَصِینَ»
Eccetto i servi devoti di Allah. (37:160)
Alcuni idolatri ritenevano che il Jinn fosse la moglie di Dio ed altri ritenevano che i Jinn fossero partecipi nell’amministrazione del Creato e per questo li adoravano. Il Corano pero’ respinge queste superstizioni e ricorda che i Jinn sono delle creature di Dio che come gli uomini dovranno rispondere del loro operato nel giorno del Giudizio. Alla fine di questi versetti, il Corano ricorda che Dio è al di sopra di tutte le superstizioni e invenzioni degli esseri umani e che nessuno all’infuori dei profeti e dei prescelti di Dio è riuscito a descriverLo nella maniera giusta.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Quando l’uomo rinuncia al senno ed alla ragione, è in grado di partorire qualsiasi superstizione e credenza ingiusta persino sul Signore.
Secondo – I Jinn sono esseri dotati di libero arbitrio come l’essero umano e nel Giorno del Giudizio dovranno rispondere delle proprie azioni.
Terzo – Nessuno può sostenere di aver conosciuto a fondo Dio, a meno coloro che sono stati prescelti da Lui stesso.
Davood Abbasi