Nov 28, 2018 12:27 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Anche oggi proseguiamo la lettura della trentasettesima del Corano, la sura As-Safat, o delle Schiere Angeliche, nome ispirato dal primo versetto, che parla delle file degli angeli che servono il Signore.

Questo brano del Corano e’ stato trasmesso dall’Arcangelo Gabriele al profeta quando egli si trovava alla Mecca. Essa parla per lo piu’ delle basi del credo e della fede e ricorda soprattutto le azioni di Abramo per promuovore l’adorazione dell’unico Dio. La sura contiene anche delle spiegazioni sugli angeli e sui demoni creati dal fuoco, i Jinn.

Ecco i versetti numero 161, 162 e 163 della sura As-Safat:

   «فَإِنَّکُمْ وَمَا تَعْبُدُونَ»،

 

In verità né voi, né ciò che adorate, (37:161)

 

«مَا أَنتُمْ عَلَیْهِ بِفَاتِنِینَ»

potreste tentare [nessuno], (37:162)

 

«إِلَّا مَنْ هُوَ صَالِ الْجَحِیمِ، »

se non chi sarà bruciato nella Fornace. (37:163)

 

In questa parte il Corano spiega ai miscredenti che le loro idee distorte sugli angeli e i Jinn non possono faro altro che deviare persone credulone che non fanno uso del proprio intelletto. Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo arrivare alle seguenti conclusioni:

Primo – Dio ha creato libero l’uomo ed ha voluto che la Sua creature fosse libera nella scelta della salvezza o della perdizione. Nessuno può costringere altri a seguire una delle due vie.

Secondo – L’uomo ha il potere di scegliere la sua strada ma non è in grado di garantire l’esito della sua scelta; in altre parole, un uomo che ha scelto la strada della perdizione, non può fare si che l’esito della sua scelta sia la salvezza e l’eterno godimento.

 

Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 164, 165 e 166 della sura As-Safat:

 

«وَمَا مِنَّا إِلَّا لَهُ مَقَامٌ مَّعْلُومٌ»،       

“Non c'è nessuno di noi che non abbia un posto stabilito. (37:164)

 

«وَإِنَّا لَنَحْنُ الصَّافُّونَ»

In verità siamo schierati in ranghi. (37:165)

 

«وَإِنَّا لَنَحْنُ الْمُسَبِّحُونَ، »

In verità siamo noi che glorifichiamo Allah!” (37:166)

 

I miscredenti avevano idee errate sugli angeli. Li ritenevano di sesso femminile per iniquità, dato che ritenevano deboli e inferiori le donne; i versetti che abbiamo ascoltato riportavano direttamente le parole degli angeli che testimoniano di avere delle missioni e degli incarichi ben precisi e che sono sempre in fila, intenti alla preghiera del Signore e pronti ad eseguire il Suo volere. Da questi versetti apprendiamo le seguenti conclusioni:

Primo – Iddio amministra il Creato attraverso degli strumenti tra cui figurano gli angeli.

Secondo – Gli angeli non sono figli di Dio ma creature del Signore che eseguono i Suoi ordini e che rispettano un ordine specifico in questo loro fare.

Terzo – Nel mondo degli angeli, ognuno di loro ha una missione specifica e vi sono dei gradi e dei livelli anche tra di loro.

Ed ora leggiamo i versetti 167, 168, 169 e 170 della sura delle Schiere Angeliche:

«وَإِن کَانُوا لَیَقُولُونَ»،  

Anche se dicevano: (37:167)

 

«لَوْ أَنَّ عِندَنَا ذِکْرًا مِّنَ الْأَوَّلِینَ»

“Se avessimo avuto un monito [tramandatoci] dagli antichi, (37:168)

 

«لَکُنَّا عِبَادَ اللَّـهِ الْمُخْلَصِینَ»،

saremmo stati servi sinceri di Allah!”. (37:169)

 

«فَکَفَرُوا بِهِ  فَسَوْفَ یَعْلَمُونَ، »

Invece non vi prestarono fede, presto sapranno. (37:170)

 

Secondo le testimonianze storiche, prima dell’arrivo del profeta dell’Islam, i pagani della penisola araba parlando alle comunità di cristiani ed ebrei dicevano che se Dio avesse inviato loro un messaggero, lo avrebbero seguito; il Corano ricorda che Dio inviò loro un suo profeta per guidarli verso il bene, ma loro, con scuse varie, si rifiutarono di obbedirgli e lo accusarono di essere un menzognero; il Corano spiega che Dio li punira’ per non aver mantenuto la parola e per aver rinnegato qualcuno di cui in realtà conoscevano la sincerità.

Ecco dunque le conclusioni che possiamo trarre dalla breve riflessione su questi versetti:

Primo – Dio ha inviato i profeti ed i testi sacri alla gente affinchè nell’altra vita non abbiano più nulla da reclamare e non possano dire di non aver saputo, e di non aver conosciuto la verità.

Secondo – Sono molti coloro che sostengono di accettare la giustizia ma poi si sottraggono ad essa quando se la trovano davanti.

Ed ora leggiamo i versetti 171, 172 e 173:

«وَلَقَدْ سَبَقَتْ کَلِمَتُنَا لِعِبَادِنَا الْمُرْسَلِینَ»،                                              

 

Già la Nostra Parola pervenne agli inviati Nostri servi. (37:171)

 

«إِنَّهُمْ لَهُمُ الْمَنصُورُونَ»،

Saranno loro ad essere soccorsi, (37:172)

 

«وَإِنَّ جُندَنَا لَهُمُ الْغَالِبُونَ»

e le Nostre schiere avranno il sopravvento. (37:173)

 

Questi versetti invitano i fedeli a non perdersi d’animo e a essere forti nella loro fede, dato che la promessa divina di far trionfare il bene e chi lo sostiene, non verrà meno. Ecco dunque alcune riflessioni che possiamo fare a questo punto:

Primo – La tradizione di Dio è far vincere la giustizia sul torto ed il bene sul male.

Secondo – La vittoria della dottrina dei profeti sulle altre è sicura; in altre parole, le religioni divine segneranno il futuro dell’umanità e tutte le altre dottrine inventate dall’uomo, sono condannate alla scomparsa.

Terzo – I fedeli, anche se in pochi, possono avere il sopravvento perchè forti del soccorso del Signore.

Davood Abbasi