Gen 16, 2019 11:15 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

In occasione della puntata precedente abbiamo avviato la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di essa.

Ecco i versetti numero  5,6 e 7  della sura Sad:

«أَجَعَلَ الْآلِهَةَ إِلَـهًا وَاحِدًا إِنَّ هَـذَا لَشَیْءٌ عُجَابٌ»،

Ridurrà forse gli dèi ad un Dio unico? Questa è davvero una cosa strana”. (38:5)

 

«وَانطَلَقَ الْمَلَأُ مِنْهُمْ أَنِ امْشُوا وَاصْبِرُوا عَلَى آلِهَتِکُمْ  إِنَّ هَـذَا لَشَیْءٌ یُرَادُ»،

E i notabili se ne andarono [dicendo]: “Andatevene e rimanete fedeli ai vostri dèi: questa è davvero la cosa più augurabile. (38:6)  

 

«مَا سَمِعْنَا بِهَـذَا فِی الْمِلَّةِ الْآخِرَةِ إِنْ هَـذَا إِلَّا اخْتِلَاقٌ»

Non sentimmo niente di ciò nell'ultima religione, si tratta di [pura] invenzione. (38:7)

 

I notabili della Mecca, ai tempi del profeta dell’Islam, lo accusavano di essere un bugiardo e non erano disposti ad ascoltare la sua parola; visto che l’Islam e la sua giustizia metteva in pericolo i loro interessi, s’impegnavano nel distogliere la gente dal dare ascolto al profeta e rivolti a loro dicevano: “Avete tanti dèi e vi riferite a uno di loro per ogni attività particolare; quest’uomo invece vuole toglierveli tutti e darvene solo uno che per lo più non si vede e non si tocca”.

“Se volete essere felici, proseguivano i pagani, rimanete fedeli ai vostri dèi e non date retta alle strane parole di quest’uomo. Nessuno ha mai detto cose simili, nemmeno i nostri antenati”.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Il dovere più importante dei profeti era quella di presentare l’unico e vero Dio e di rinnegare le divinità fasulle e molteplici adorate dalle persone.

Secondo – Alla maggiorparte della gente piace vivere seguendo le tradizioni dei propri predecessori; per loro è difficile abbandonare le tradizioni passate ed accettare quelle nuove, pur sapendo che le nuove sono quelle giuste.

Terzo – I governanti rinnegatori di Dio, cercano sempre di confondere le idee alla gente e di evitare che essa trovi la retta via. Per questo distolgono la gente dalla partecipazione alle riunioni in cui viene divulgata la verità, investendo invece in strumenti che causino la deviazione delle persone.

Ed ora leggiamo il versetto numero 8 della sura Sad:

 

«أَأُنزِلَ عَلَیْهِ الذِّکْرُ مِن بَیْنِنَا  بَلْ هُمْ فِی شَکٍّ مِّن ذِکْرِی  بَل لَّمَّا یَذُوقُوا عَذَابِ»    

È [solo] su di lui che sarebbe stato fatto scendere il Monito?”. Sono perplessi a proposito del Mio Monito. Non hanno ancora gustato il [Mio] castigo! (38:8)

 

Una delle scuse citate dagli associatori della Mecca per non credere al messaggio divino, era il fatto che esso venisse comunicato solo a Muhammad (la pace sia con lui). Dicevano che tra tutti i nobili della Mecca, perchè a ricevere il messaggio divino e l’invito a ricordarlo era solo un personaggio orfano, che non era ne ricco ne potente; secondo la mentalità dei pagani, se Dio avesse voluto inviare la sua parola, avrebbe scelto uno dei capi potenti e influenti della tribù di Quraysh, quella che controllava la Mecca.

È chiaro che questo era un ragionamento materialista che considerava la ricchezza materiale come criterio per la scelta di un profeta; la guida divina, però, è una questione morale e per tale ragione, il profeta doveva essere una persona dallo spirito puro e dall’anima sincera. Dio conosce meglio di ogni altro a chi affidare la Sua profezia.

Alla fine del versetto, si parla a coloro che per ostinazione o invidia, non accettano la verità; a loro viene promesso un castigo doloroso.

Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – L’invidia e la superbia sono sentimenti che portano le persone a rinnegare la verità; molte volte, questi stati d’animo negativi, rendono le persone ostinate e poco propense ad accettare i concetti giusti.

Secondo – Il dubbio è un qualcosa di naturale ed umano; il dovere, dinanzi al dubbio, è quello di informarsi e di cercare di capire, per riuscire a risalire alla verità. Bisogna però ricordare che non tutte le cose su cui può sorgere un dubbio sono false o ingiuste.

Ed ora leggiamo i versetti numero 9, 10 e 11 della sura Sad:

«أَمْ عِندَهُمْ خَزَائِنُ رَحْمَةِ رَبِّکَ الْعَزِیزِ الْوَهَّابِ»،

Hanno forse i tesori della misericordia del tuo Signore, l'Eccelso, il Munifico? (38:9)

 

«أَمْ لَهُم مُّلْکُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَمَا بَیْنَهُمَا فَلْیَرْتَقُوا فِی الْأَسْبَابِ»،          

O posseggono la sovranità dei cieli e della terra e di quello che vi è frammezzo? E allora lasciali ascendere per le vie del cielo. (38:10)

 

«جُندٌ مَّا هُنَالِکَ مَهْزُومٌ مِّنَ الْأَحْزَابِ»

Loro sono un'armata di fazioni alleate che saranno annientate in questo stesso luogo. (38:11)

 

Il nono ed il decimo versetto si rivolgono nuovamente ai notabili della Mecca e chiedono loro come si permettano di pretendere di essere loro a scegliere il messaggero divino; non sono loro ad essere responsabili di ciò; in più il testo sacro pone l’enfasi su quanto siano superbe queste persone per credere di sapere tutto e di avere persino il diritto di decidere invece del Signore. L’11esimo versetto, invita il profeta ed i fedeli a non farsi scoraggiare dalle parole di questa gente, anche perchè a loro si comunica che queste persone subiranno una sonora sconfitta.

E così ecco ciò che possiamo dedurre dalla riflessione su questi versetti:

Primo – La guida della gente attraverso i profeti, è uno dei modi in cui si manifesta la Misericordia divina.

Secondo – La creazione di un sistema di legislazione per l’uomo, è un qualcosa che spetta al Signore, Colui che ha Creato l’uomo e tutto ciò che esiste.

Terzo – I gruppi ed i partiti che si oppongono alla verità ed alla religione, sono condannati alla sconfitta ed alla scomparsa, anche se temporaneamente, possono anche assumere ricchezza e potere.

Davood Abbasi