Il sentiero della luce (824)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
In occasione della puntata precedente abbiamo avviato la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di essa.
Ecco i versetti numero 12,13 e 14 della sura Sad:
«کَذَّبَتْ قَبْلَهُمْ قَوْمُ نُوحٍ وَعَادٌ وَفِرْعَوْنُ ذُو الْأَوْتَادِ»،
Prima di loro accusarono di menzogna [gli Inviati] il popolo di Noè, gli ‘Âd e Faraone, il Signore dei pali (38:12)
«وَثَمُودُ وَقَوْمُ لُوطٍ وَأَصْحَابُ الْأَیْکَةِ أُولَـئِکَ الْأَحْزَابُ»،
e i Thamûd, e la gente di Lot, e quelli di Al-'Aikah, erano questi i faziosi. (38:13)
«إِن کُلٌّ إِلَّا کَذَّبَ الرُّسُلَ فَحَقَّ عِقَابِ»
Non ce ne fu alcuno che non abbia tacciato di menzogna i Messaggeri: hanno meritato il Mio castigo. (38:14)
Quando i contemporanei del profeta non accettavano le sue parole, Iddio gli comunicò questi versetti nella quale si ricorda che quella gente, non era il primo gruppo a rinnegare la fede.
Tutti i profeti precedenti, erano stati accusati di essere menzogneri; ricchi e potenti, in ogni era, si ritenevano superiori agli altri e quindi pensavano pure di meritare di comunicare con Dio; per questo non credevano o volevano accettare che il Signore avesse comunicato con gente semplice, sincera e prevalentemente povera.
Bisogna fare però una distinzione importante; se una persona non crede perchè non trova davvero la verità, e’ un conto, ma se una persona comprende benissimo la verità ma la nega per tornaconto personale, a quel punto viene punita dal Signore, anche in questa vita terrena. Come il popolo di Noè, che annegò; lo stesso destino toccò ai seguaci del Faraone, che persero la vita con lui nelle acque del Nilo, o il popolo degli Ad, che venne sterminato da un ciclone violentissimo. I Thamud rinnegavano il profeta Salih, il popolo di Lot commetteva atti deplorevoli e immorali, il popolo di Shuayb che viveva in una zona piena di alberi e di frutti, non dava peso alle parole del proprio profeta; ognuna di queste popolazioni ha avuto un triste destino.
Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre queste conclusioni:
Primo - Lo studio della storia dei popoli precedenti, e soprattutto della loro fine, è un qualcosa che il Corano incoraggia a fare, anche perchè ciò aiuta gli uomini a capire e costruire un futuro migliore.
Secondo – Tutti gli esseri umani, che siano potenti come il Faraone o meno, sono impotenti dinanzi alla volontà del Signore.
Terzo – L’ostinazione nel rinnegare la verità non porta ad altro che ad un’amara fine.
Ma ora ecco quello che si legge nei versetti 15, 16 della sura Sad:
«وَمَا یَنظُرُ هَـؤُلَاءِ إِلَّا صَیْحَةً وَاحِدَةً مَّا لَهَا مِن فَوَاقٍ»،
Non aspetteranno altro che un Grido, improrogabile. (38:15)
«وَقَالُوا رَبَّنَا عَجِّل لَّنَا قِطَّنَا قَبْلَ یَوْمِ الْحِسَابِ»
Dicono: “Signore, anticipaci la nostra parte prima del Giorno del Rendiconto”. (38:16)
Gli associatori e i pagani del periodo del profeta erano talmente insolenti che andavano da lui lo sfidavano a fare arrivare il Giorno del Giudizio ed il castigo che li attendeva.
Questo comportamento era del tutto simile a quello a cui avevano assistito i profeti del passato; la loro gente, però, era stata punita e quindi lo stesso, intende dire il Corano, accadrà alle persone che rinnegano la giustizia. Qui possiamo quindi dedurre una regola generale, il fatto che le persone inique vengono sempre punite, oltre che nell’aldilà, probabilmente anche in questa vita.
Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Colui che conosce già le vicende inerenti ai popoli passati ed allo stesso tempo rimane insolente e ribelle nei confronti di Dio e del suo messaggero, è come se attendesse il castigo ed è come se preparasse da se la propria rovina.
Secondo – L’ostinazione e la superbia dei rinnegatori li porta a denigrare la fede dei credenti; la mancanza di una qualsiasi capacità di argomentare e ragionare, li porta a prendere in giro.
Terzo – Pentirsi e ritornare sulla retta via è possibile prima dell’arrivo del castigo; quando esso arrivo, pentirsi non ha più senso; a quel punto, tutti sono bravi a pentirsi.
Ed ora passiamo ai versetti 17, 18 e 19 della sura Sad:
«اصْبِرْ عَلَى مَا یَقُولُونَ وَاذْکُرْ عَبْدَنَا دَاوُودَ ذَا الْأَیْدِ إِنَّهُ أَوَّابٌ»،
Sopporta con pazienza quel che dicono e ricordati del Nostro servo Davide, così forte, così pronto al pentimento. (38:17)
«إِنَّا سَخَّرْنَا الْجِبَالَ مَعَهُ یُسَبِّحْنَ بِالْعَشِیِّ وَالْإِشْرَاقِ»،
Obbligammo le montagne a renderCi gloria con lui, alla sera e al mattino; (38:18)
«وَالطَّیْرَ مَحْشُورَةً کُلٌّ لَّهُ أَوَّابٌ»
e, insieme, gli uccelli riuniti [attorno a lui]. Tutto Gli obbedisce. (38:19)
Nemmeno Davide, che oltre ad essere un grande profeta era pure padrone di un regno, era indenne dinanzi alle critiche della gente; in questa maniera, il Corano, vuole consolare il profeta ed i fedeli e dir loro che non devono scoraggiarsi dinanzi alle accuse ed alle prese in giro. Più avanti i versetti descrivono la vita di Davide stesso, la pace sia con lui, di come pregasse, il Signore, accompagnato dalle montagne e dagli uccelli che gli obbedivano.
In base al Corano, tutti gli esseri del Creato e tutto ciò che esiste è intento alla lode e all’adorazione del Signore; questo “pregare” non è percettibile per noi, a meno che come avvenne per Davide, sia Dio stesso a darci la capacità di sentire.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La presa in giro e la propaganda dei nemici della religione è un ostacolo che non riguarda solo i nostri giorni ed esiste da sempre.
Secondo – I fedeli non devono abbattersi dinanzi alla propaganda nemica; devono essere pazienti e rimanere saldamente fedeli ai proprio ideali.
Terzo – La forza ed il potere sono pericolosi nel senso che inducono in tentazione l’uomo; a meno che una persona sia timorata di Dio e continui sempre a ricordarlo in tutte le fasi della sua vita.
Quarto – I rinnegatori possono ostinarsi a non credere, ma devono sapere che tutti gli esseri del Creato adorano il Signore.
Quinto – Quando l’uomo diventa veramente credente, entra in armonia con la natura e tutto il Creato.
Davood Abbasi