Il sentiero della luce (828)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di essa.
Iniziamo con i versetti numero 34 e 35 della sura Sad:
«وَلَقَدْ فَتَنَّا سُلَیْمَانَ وَأَلْقَیْنَا عَلَى کُرْسِیِّهِ جَسَدًا ثُمَّ أَنَابَ»،
Mettemmo alla prova Salomone, mettendo un corpo senz’anima sul suo trono. Poi si pentì. (38:34)
«قَالَ رَبِّ اغْفِرْ لِی وَهَبْ لِی مُلْکًا لَّا یَنبَغِی لِأَحَدٍ مِّن بَعْدِی إِنَّکَ أَنتَ الْوَهَّابُ»
e disse: “Signore, perdonami e concedimi una sovranità che nessun altro avrà dopo di me. In verità Tu sei il Munifico”. (38:35)
Questi versetti parlano di una delle prove difficili che Salomone superò nella sua vita. La spiegazione su questa prova, non è citata dal Corano, e quindi l’interpretazione che daremo è basata su documenti ed altri riferimenti storici.
Il più attendibile di questi, racconta che Salomone (la pace sia con lui), aveva il sogno di avere tanti figli, in modo che uno di loro, che fosse forte e coraggioso, potesse succedergli come re e guida della gente. In ciò però dimenticò Dio, e per questa ragione nessuna delle sue mogli diede al mondo un bambino, se non una che però diede al mondo un figlio malato, che il Corano paragona ad un corpo senz’anima. Posero quel bambino sul trono di Salomone, ed allora lui comprese di essere stato punito per essersi dimenticato di Dio e non avere chiesto a Lui il dono di un degno erede. Per tale ragione, Salomone si pentì e chiese il perdono del Signore. In altre versioni, si spiega che Salomone stesso si ammalò gravemente tanto da trasformarsi in un qualcosa di simile ad un corpo senz’anima, quando sedeva sul suo trono.
Nel versetto successivo, dopo la richiesta del perdono, Salomone chiese a Dio di dargli poteri e concedergli il dono di poter mostrare miracoli alla gente per poterla guidare sul retto sentiero ed avere un regno ineguagliabile.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Dio mette alla prova i fedeli per far crescere il loro spirito e avvicinarli a se. Tutti gli uomini, persino i profeti, vengono messi alla prova.
Secondo – Alcuni profeti, oltre ad avere la responsabilità della guida della gente, raggiunsero anche il potere e questi due elementi, non sono in contrasto l’uno con l’altro.
Terzo – Nelle nostre preghiere non dobbiamo accontentarci di cose piccole. E’ bene essere ambiziosi come Salomone e chiedere doni importanti.
Ed ora leggiamo i versetti 36, 37 e 38 della sura Sad:
«فَسَخَّرْنَا لَهُ الرِّیحَ تَجْرِی بِأَمْرِهِ رُخَاءً حَیْثُ أَصَابَ»،
Gli assoggettammo il vento, soffiava al suo comando [fin] dove voleva inviarlo, (38:36)
«وَالشَّیَاطِینَ کُلَّ بَنَّاءٍ وَغَوَّاصٍ»،
e [gli asservimmo] tutti i dèmoni, [ e di loro] tutti i costruttori e nuotatori di ogni specie. (38:37)
«وَآخَرِینَ مُقَرَّنِینَ فِی الْأَصْفَادِ»
E altri ancora incatenati a coppie. (38:38)
Questi versetti spiegano come le preghiere di Salomone vennero esaudite e come Dio mise a sua disposizione poteri particolari che nessun re prima di lui aveva avuto a disposizione. Fenomeni particolari ed eccezionali che mostravano che lui non era un semplice re ma un messaggero del Signore.
Il primo dono fu quello di assoggettare al volere di Salomone il vento, che era in grado di condurre Salomone dovunque lui volesse. Il secondo dono fu quello di mettere al suo servizio i Jinn, i demoni creati dal fuoco di cui il Corano testimonia l’esistenza. Alcuni di loro, spiegano i versetti, contribuirono alla grandiosità del regno di Salomone costruendo palazzi e ponti mentre altri erano nuotatori e rendevano servizio nella marina. Altri demoni, che avevan disobbedito a Salomone, erano in catene come gli altri prigionieri.
E così Dio, per via della sua grande Misericordia, aveva messo a disposizione di Salomone il vento, e gli aveva donato il potere di regnare sugli uomini e sui demoni.
Dalla riflessione su questi versetti, possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – I demoni sono dotati di intelletto e ragione e possono anche essere specializzati; per questo, gli uomini, possono farsi aiutare da loro per alcune azioni.
Secondo – Nell’amministrazione delle nazioni e l’attuazione dei grandi progetti, è importante avvalersi delle forze specializzate, mettendo al centro la meritocrazia.
Terzo – Le persone ed i gruppi che danneggiano la società e ostruiscono il corso naturale della vita altrui, devono essere arrestati e messi sotto sorveglianza. Ciò che Salomone aveva fatto con i demoni ribelli.
Davood Abbasi