May 08, 2019 11:56 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di essa.  

Ecco ora i versetti numero 59, 60 e 61 della sura di Sad:

 

«هَـذَا فَوْجٌ مُّقْتَحِمٌ مَّعَکُمْ  لَا مَرْحَبًا بِهِمْ  إِنَّهُمْ صَالُو النَّارِ»

Questa è una folla che si precipita insieme con voi: non avranno il benvenuto e cadranno nel Fuoco. (38:59)

 

«قَالُوا بَلْ أَنتُمْ لَا مَرْحَبًا بِکُمْ  أَنتُمْ قَدَّمْتُمُوهُ لَنَا  فَبِئْسَ الْقَرَارُ»

Diranno: “Non c'è benvenuto per voi, per voi che ci avete preparato tutto ciò!”. Qual tristo rifugio. (38:60)

 

«قَالُوا رَبَّنَا مَن قَدَّمَ لَنَا هَـذَا فَزِدْهُ عَذَابًا ضِعْفًا فِی النَّارِ»

Diranno: “Signore, raddoppia il castigo nel Fuoco a chiunque ce lo abbia preparato”. (38:61)

 

Coloro che si trovano all’inferno, non accolgono i gruppi che mano a mano entrano e li criticano. In base ai versetti del Corano, i leaders della perdizione, coloro che hanno indotto in errore le masse, vengono maledetti dai loro seguaci terreni, e questi stessi leader rispondono con altre cattiverie.

I seguaci dei capi della perdizione, però, quando li vedono, chiedono a Dio di raddoppiare su di loro il castigo, dato che sono stati loro a indurre gli altri a seguire il peccato e il male.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Gli inquilini dell’inferno si insultano e si odiano a vicenda ed ognuno incolpa l’altro della sua disgrazia.

Secondo – La condizione dell’uomo nell’aldilà sarà una materializzazione delle sue azioni in questa vita; l’inferno ed il paradiso, sono quindi, luoghi dove le azioni umane si materializzano sottoforma di premi o castighi.

Terzo – Non è possibile addossare agli altri un peccato commesso da noi stessi. È vero che i capi della perdizione possono indurre e incitare al peccato, e infatti verranno puniti più degli altri, ma ad ogni modo chi li segue ha la sua fetta di responsabilità che non può essere scaricata su nessuno. I leaders del male e i loro seguaci, entreranno nell’inferno insieme.

Ed ora leggiamo i versetti 62, 63 e 64 della sura Sad:

«وَقَالُوا مَا لَنَا لَا نَرَى رِجَالًا کُنَّا نَعُدُّهُم مِّنَ الْأَشْرَارِ»،

 

Diranno: “Perché mai non vediamo [tra noi] quegli uomini che consideravamo miserabili, (38:62)

 

«أَتَّخَذْنَاهُمْ سِخْرِیًّا أَمْ زَاغَتْ عَنْهُمُ الْأَبْصَارُ»

dei quali ci facevamo beffe e che evitavamo di guardare?”. (38:63)

«إِنَّ ذَلِکَ لَحَقٌّ تَخَاصُمُ أَهْلِ النَّارِ»

Invero saranno queste le mutue recriminazioni della gente del Fuoco. (38:64)

 

Le persone che entreranno nell’inferno, spiega il Corano, durante la loro vita, si ritenevano il meglio della società e consideravano umili, di minore importanza e lontani dalla felicità alcuni fedeli; in alcune circostanze, prendevano in giro i fedeli e li deridevano. Queste persone, quando entrano nell’inferno, pretendono di vedere anche quelle persone che loro consideravano dei ceti bassi, quelle persone che secondo il loro punto di vista non meritano niente.

Quando all’inferno non vedono però quella gente, che si trova invece in Paradiso, iniziano a chiedersi se abbiano commesso un errore a deriderle o se quelle persone siano comunque all’inferno ma da un’altra parte.

Il Corano ribadisce, che queste saranno frasi che i malfattori diranno sicuramente all’inferno.

Anche oggi, i grandi capi del torto, i capi dei governi imperialisti e prepotenti, che riducono in fame intere popolazioni, ritengono insulse le persone che si ribellano contro di loro e le presentano come terroriste ed un pericolo per l’ordine.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Molte volte, chi prende in giro gli altri in questa vita va all’inferno mentre chi viene preso in giro raggiunge la felicità eterna.

Secondo – Non bisogna mai giudicare in base alle apparenze. Alcune persone che ci sembrano inferiori in questa vita, potrebbero avere una posizione privilegiata in paradiso.

Ed ora leggiamo i versetti 65 e 66 della sura Sad:

«قُلْ إِنَّمَا أَنَا مُنذِرٌ  وَمَا مِنْ إِلَـهٍ إِلَّا اللَّـهُ الْوَاحِدُ الْقَهَّارُ»،

Di': “Io non sono altro che un ammonitore. Non c'è altro dio all'infuori di Allah, l'Unico, il Dominatore, (38:65)

 

«رَبُّ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَمَا بَیْنَهُمَا الْعَزِیزُ الْغَفَّارُ »

il Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è frammezzo, l'Eccelso, il Perdonatore”. (38:66)

 

Al termine dei versetti sull’inferno, il Signore ordina al profeta di ricordare ai rinnegatori di Dio e agli associatori che lui è solo un ammonitore e che lui li invita a riflettere e prendere coscienza e di abbandonare l’adorazione di altri all’infuori di Dio e di abbandonare la negazione del Signore.

In questo bellissimo passo il Corano ricorda che Dio è l’unica divinità, che ha un potere illimitato e che nessuno può resistere a Lui. Egli è il Creatore dei cieli e della Terra e nonostante la sua forza infinita, è molto gentile e magnanime nei confronti di coloro che si pentono dei propri peccati.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Oltre a dare la buona novella del Paradiso, i profeti mettevano in guardia pure dall’Inferno, in modo che la gente si risvegliasse dal torpore dell’ignoranza e dell’indifferenza.

Secondo – Tutto ciò che esiste sottosta’ ad un’unica gestione e direzione, quella divina.

Terzo – Dio ha una potenza illimitato ed anche una Misericordia illimitata. Ciò al contrario delle potenze terrene, dove i capi sono privi di cuore e di pietà.

 

Davood Abbasi