Il sentiero della luce (833)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da diverse settimane abbiamo avviato la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di ess
Ecco ora i versetti numero 67,68,69 e 70 della sura di Sad:
«قُلْ هُوَ نَبَأٌ عَظِیمٌ»،
Di': “Questo è un annuncio solenne, (38:67)
«أَنتُمْ عَنْهُ مُعْرِضُونَ»،
ma voi ve ne allontanate. (38:68)
«مَا کَانَ لِیَ مِنْ عِلْمٍ بِالْمَلَإِ الْأَعْلَى إِذْ یَخْتَصِمُونَ»،
Non avevo nessuna conoscenza della discussione del supremo consesso; (38:69)
«إِن یُوحَى إِلَیَّ إِلَّا أَنَّمَا أَنَا نَذِیرٌ مُّبِینٌ»
mi è stato solo rivelato che non sono che un ammonitore esplicito”. (38:70)
Dopo aver parlato delle condizioni degli uomini nel Paradiso e nell’Inferno, questi versetti ricordano che le nozioni sull’aldilà non erano note al profeta e che è la rivelazione divina ad avergli dato la possibilità di comunicare ciò agli uomini. Al profeta, viene ordinato di ricordare ai rinnegatori e agli associatori che il Corano, è un annuncio solenne da parte di Dio, sulla quale non sono disposti a riflettere. Al profeta viene ordinato di dire che lui è un ammonitore e che da sè non ha nessuna conoscenza e che tutto gli viene trasmesso da parte del Signore. Più avanti si fa riferimento alla discussione che sorse tra gli angeli al momento della creazione dell’uomo e si ricorda che il profeta non ne sapeva nulla e che è stato informato successivamente.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Nelle questioni religiose, il fatto che un concetto venga accolto o meno dalle genti, non stabilisce la sua veridicità.
Secondo – I profeti conoscevano l’aldilà e nozioni dell’ignoto perchè era Dio a comunicargliele. È chiaro che nemmeno i profeti hanno una conoscenza assoluta sulle questioni religiose e il loro sapere si limita a ciò che è stato messo a loro disposizione dal Signore.
Ed ora leggiamo i versetti numero 71 e 72 della sura Sad:
«إِذْ قَالَ رَبُّکَ لِلْمَلَائِکَةِ إِنِّی خَالِقٌ بَشَرًا مِّن طِینٍ»،
[Ricorda] quando il tuo Signore disse agli angeli: “Creerò un essere umano con l'argilla. (38:71)
«فَإِذَا سَوَّیْتُهُ وَنَفَخْتُ فِیهِ مِن رُّوحِی فَقَعُوا لَهُ سَاجِدِینَ»
Dopo che l'avrò ben formato e avrò soffiato in lui del Mio Spirito, gettatevi in prosternazione davanti a lui”. (38:72)
Dio confidò agli angeli la volontà di creare l’uomo, che venne fatto dalla terra e dall’acqua, e disse che in esso avrebbe insufflato del suo spirito, rendendolo diverso dagli altri esseri; per questo chiese loro di prosternarsi davanti a lui.
Il fatto che l’uomo sia fatto di terra e di acqua, è più o meno una metafora comprensibile; anche perchè, tutto ciò che l’uomo si nutre, proviene direttamente o indirettamente dalle piante, che hanno le radici nella terra e si nutrono di acqua.
La questione centrale è sicuramente il fatto che l’uomo, oltre al corpo terreno, ha anche uno spirito celeste, datogli in prestito da Dio.
Gli esegeti musulmani spiegano però che non è corretto pensare che lo spirito umano sia parte dello spirito divino, ma spiegano che esso è un qualcosa di celeste che Dio ha creato e collocato nell’uomo. Questo spirito dona all’uomo parte delle caratteristiche divine, come la sapienza, la scienza, il potere, la misericordia. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Gli angeli vennero creati prima dell’uomo, dato che al momento della creazione dell’uomo, Dio rivelò la sua intenzione agli angeli. Ma visto che gli angeli si prosternarono dinanzi all’uomo, possiamo comprendere che il merito non dipende solo dall’esperienza o dagli anni.
Secondo – L’uomo è un essere a due dimensioni: quella terrena e quella spirituale. Gli angeli si inchinarono davanti all’uomo per la grandiosità del suo spirito e non per il suo corpo terreno.
Terzo – È proibito inchinarsi a qualsiasi essere, tranne Dio, a meno che ad ordinarlo sia Dio stesso. Inchinarsi dinanzi all’uomo, per gli angeli, visto che era un ordine divino, era adorazione di Dio e non adorazione dell’uomo.
Ed ora passiamo alla lettura dei versetti 73 e 74 della sura Sad:
«فَسَجَدَ الْمَلَائِکَةُ کُلُّهُمْ أَجْمَعُونَ»،
Tutti gli angeli si prosternarono assieme, (38:73)
«إِلَّا إِبْلِیسَ اسْتَکْبَرَ وَکَانَ مِنَ الْکَافِرِینَ»
eccetto Iblis, che si inorgoglì e divenne uno dei miscredenti. (38:74)
In base al Corano, tutti gli angeli sono ubbidienti al Signore e non si sottraggono mai al Suo volere. Per questo, dopo aver appreso l’ordine di inchinarsi davanti all’uomo, tutti obbedirono immediatamente, eccetto Iblis, Satana, che per superbia e vanagloria non fu disposto ad inchinarsi.
Questa sua disobbedienza lo fece sprofondare in una posizione uguale ai rinnegatori. Secondo gli esegeti però, Iblis non poteva essere un angelo, perchè in quel caso non sarebbe stato in grado di disobbedire. Per questo, in base ad altre parti del Corano, si apprende che Iblis era uno dei Jinn, esseri creati dal fuoco che come gli uomini, possono essere fedeli i infedeli, credenti o ingrati nei confronti del Signore.
Secondo le spiegazioni date dal profeta, Iblis, per via delle sue lunghe preghiere, era stato accolto addirittura nelle schiere degli angeli, e per questo quando venne dato l’ordine di inchinarsi davanti all’uomo, lui era presente.
Da questi versetti apprendiamo che:
Primo – La superbia, può essere il motivo della disgrazia di una persona, anche se ha trascorso un’intera vita in maniera giusta.
Secondo – Stare in mezzo alle persone buone, non basta per garantire la salvezza e la beatitudine delle persone. Molte persone che stavano vicine ai profeti, non hanno avuto un destino felice.
Davood Abbasi