Il sentiero della luce (836)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi si conclude la lettura della trentottesima sura del Corano, la sura Sad, articolata in 88 versetti e rivelata al profeta nella città della Mecca. Il nome della sura proviene dal primo versetto di essa.
Ecco ora i versetti numero 84 e 85 della sura Sad:
«قَالَ فَالْحَقُّ وَالْحَقَّ أَقُولُ»،
[Allah] disse: “[Questa è] la Verità, Io dico in Verità, (38:84)
«لَأَمْلَأَنَّ جَهَنَّمَ مِنکَ وَمِمَّن تَبِعَکَ مِنْهُمْ أَجْمَعِینَ»
che riempirò l'Inferno di te e di tutti quelli di loro che ti seguiranno”. (38:85)
Dopo che Satana disse che avrebbe cercato di sviare gli uomini dalla retta via fino al Giorno del Giudizio, per vendicarsi contro colui che aveva motivato il suo allontanamento dalla schiera degli angeli, Iddio ricordò che in verità avrebbe riempito l’inferno con Satana stesso e tutti coloro che lo avessero seguito. Invece, coloro che avessero compreso il messaggio divino, seguendo la via dei profeti, avrebbero raggiunto il Paradiso. Dalla riflessione su questi due versetti, possiamo quindi conclude che:
Primo – La parola di Dio è verità, e Dio stesso è giustizia e verità e qualsiasi cosa, in pratica prende la sua verità e la sua giutizia dall’essenza divina.
Secondo – Nel Giorno del Giudizio, ogni gruppo verrà resuscitato insieme a colui che ha seguito nella sua vita. I buoni con i buoni ed i malfattori coi malfattori.
Ed ora leggiamo i versetti 86, 87 e 88 della sura Sad:
«قُلْ مَا أَسْأَلُکُمْ عَلَیْهِ مِنْ أَجْرٍ وَمَا أَنَا مِنَ الْمُتَکَلِّفِینَ»،
Di': “Non vi chiedo ricompensa alcuna, né sono fra coloro che s’inventano falsità. (38:86)
«إِنْ هُوَ إِلَّا ذِکْرٌ لِّلْعَالَمِینَ»،
Questo non è che un Monito per le creature. (38:87)
«وَلَتَعْلَمُنَّ نَبَأَهُ بَعْدَ حِینٍ»
E tra qualche tempo ne avrete certamente notizia”. (38:88)
Questi tre versetti concludono la sura Sad e rivelano alcuni concetti chiave sulla profezia di Muhammad (la pace sia con lui) e sulla trasmissione del Corano. In base a questi versetti, al contrario di alcuni ciarlatani che nel corso della storia si sono presentati come profeti ed hanno cercato di ingannare le genti per raggiungere ricchezza e potere, tutti i profeti autentici della storia, compreso il nobile profeta dell’Islam, dichiarò sin dal primo giorno alle persone che lui non voleva nulla e non chiedeva nulla in cambio a ciò che faceva. Il profeta non voleva ne soldi, ne ringraziamenti verbali, ne potere, ne altro, ma ricordava di essere un uomo come tutti gli altri alla quale però veniva comunicato il verbo divino, e che lui aveva la missione di informare.
Il comportamento dei profeti, nelle diverse ere, era tale che persino i loro nemici li ammiravano nel proprio intimo. Il più delle volte, i profeti, non solo non hanno ottenuto nessun compenso mondano per la loro azione, ma sono stati costretti a sopportare condizioni difficili e le persecuzioni dei nemici di Dio.
Questi versetti sottolineano che l’obiettivo dei profeti e delle Sacre Scritture, è quello di trarre fuori dall’ignoranza la gente; l’ignoranza che può portare l’immersione nella vita materiale e l’indifferenza verso la vita nell’aldilà.
L’ultimo versetto, è probabilmente rivolto agli oppositori della religione, e intima loro che se ignoreranno la fede e le notizie riferite dai profeti, presto apprenderanno a proprie spese, che tutto ciò che avevano detto, era pura verità.
A proprie spese, perchè quando si ritroveranno nell’altra vita, ormai non ci sarà più la possibilità di tornare indietro, fare bene, e rimediare alla propria triste situazione.
Dalla riflessione su questi versetti, apprendiamo che:
Primo – Coloro che decidono di dedicare la vita all’invito delle persone alla fede, non devono assolutamente chiedere niente alla gente, e ciò è la condizione principale per il loro successo.
Secondo – Parlare in maniera complicata e comportarsi in maniera troppo riservata, impedisce una corretta diffusione del messaggio divino. Chi si occupa di questo incarico, deve parlare in maniera chiara e col linguaggio della gente, e comportarsi in maniera umile, sincera e leale.
Terzo – La missione del profeta dell’Islam e l’obiettivo del Corano, è di indicare la retta via a tutta l’umanità e non solo al popolo arabo o a coloro che vivevano ai tempi del profeta.
Quarto – Il Corano è il libro delle riflessioni e della saggezza ed è motivo di risveglio della coscienza umana.
Quinto – Anche se oggi alcune persone lo rinnegano, la veridicità dell’Islam e del messaggio del suo profeta sarà chiara e palese per tutti in un futuro che arriverà di sicuro.
Davood Abbasi