Ott 13, 2019 11:30 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.

 

Ecco il versetto numero 9 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

 

«أَمَّنْ هُوَ قَانِتٌ آنَاءَ اللَّیْلِ سَاجِدًا وَقَائِمًا یَحْذَرُ الْآخِرَةَ وَیَرْجُو رَحْمَةَ رَبِّهِ  قُلْ هَلْ یَسْتَوِی الَّذِینَ یَعْلَمُونَ وَالَّذِینَ لَا یَعْلَمُونَ  إِنَّمَا یَتَذَکَّرُ أُولُو الْأَلْبَابِ»

[Non è migliore] chi passa in devozione le ore della notte, prosternato e ritto, timorato per l'Altra vita e speranzoso nella misericordia del suo Signore... Di': “Sono forse uguali e coloro che sanno e coloro che non sanno?”. Solo gli uomini dotati di intelletto riflettono. (39:9)

 

Dopo aver parlato delle persone che si ricordano di Dio solo nei momenti di difficoltà, il versetto appena letto parla invece delle persone che sono sempre animate dall’amore e dal ricordo di Dio, in qualsiasi situazione. Sono quelle persone che molte volte si svegliano nel cuore della notte per pregare e attirare su di sè la Misericordia divina e allontanarsi dal castigo dell’inferno.

Una delle caratteristiche dei prescelti divini, è la loro passione per la preghiera nel pieno della notte; per i musulmani, è anche importante la lettura del Corano nella notte. Le persone comuni, hanno problemi persino ad effettuare le preghiere giornaliere comuni e hanno grandi difficoltà pure al momento del digiuno. I veri fedeli, invece, hanno grande passione per la preghiera e i doveri religiosi, ma praticano anche preghiere e invocazioni supererogatorie, che di solito recitano nel cuore della notte e prima dell’alba.

Secondo le descrizioni date dalla teologia islamica, queste persone vivono tra un doppio senso di timore e speranza; speranza nella Misericordia divina e timore della punizione divina per i loro peccati. Questa doppia sensazione è la chiave della salvezza; non perdono mai la speranza nel perdono divino ed allo stesso tempo, non si sentono superbi per la loro fede.

La seconda parte del versetto ordina al profeta di dichiarare alla gente che le persone saggie e quelle stupide non sono la stessa cosa e che pure le persone dotate di intelletto comprendono tale differenza. Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre come minimo le conclusioni che seguono:

Primo – Nella cultura islamica, la notte non è solo il momento del riposo, ma è anche il momento dell’amore, e della preghiera dedicata a Dio, l’Amato più importante che ci sia.

Secondo – I veri sapienti, sono assidui nel pregare e nel confidarsi con il Signore.

Terzo – Circa la paura del castigo divino e la speranza nella Sua Misericordia, bisogna sempre mantenere l’equilibrio tra questi due sentimenti. Così fanno gli uomini di Dio.

Ed ora leggiamo il versetto numero 10 della sura Az-Zumar:

 

«قُلْ یَا عِبَادِ الَّذِینَ آمَنُوا اتَّقُوا رَبَّکُمْ  لِلَّذِینَ أَحْسَنُوا فِی هَـذِهِ الدُّنْیَا حَسَنَةٌ  وَأَرْضُ اللَّـهِ وَاسِعَةٌ  إِنَّمَا یُوَفَّى الصَّابِرُونَ أَجْرَهُم بِغَیْرِ حِسَابٍ»

Di': “O Miei servi che credete, temete il vostro Signore!”. Coloro che in questa vita fanno il bene, [avranno] un bene. Vasta è la terra di Allah. Coloro che sono perseveranti riceveranno la loro incalcolabile ricompensa. (39:10)

 

Questo versetto enumera alcune delle caratteristiche dei veri credenti, che nel Corano vengono detti servi di Dio. Il loro segno più immediato è il timore del Signore; queste persone non peccano perchè si vergognano di infrangere la legge di Dio. Il non peccare però non è sufficiente; è importante accompagnare ciò con l’affetto e la bontà nei confronti del prossimo e le opere di bene. In altre parole, il timore di Dio è come un freno che non ci fa cadere nei burroni, mentre le buone azioni sono come l’accelleratore che ci porta avanti sulla nostra strada.

Seguire il bene, nella parola e nelle azioni, è la condizione della fede in Dio. Chi sostiene di essere fedele ma non parla e non agisce bene, è solo un menzognero.

Una parte di questo versetto, contiene un concetto molto importante; ai fedeli si dice che se nella propria città o nel proprio Paese hanno problemi a professare la propria religione, devono migrare; la Terra di Dio è vasta, recita il versetto, ricordando che la fede è più importante dell’amor patrio. Nella storia dell’Islam, i primi fedeli che erano della città della Mecca, lasciarono tutti i loro averi e si trasferirono a Medina, per poter salvaguardare la propria fede, visto che erano perseguitati dai pagani della Mecca.

Migrare e lasciare la propria città e il luogo a cui si è affezionati, è difficile e talvolta doloroso, ma se lo si fa per la fede, è un atto che verrà premiato da Dio.

Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – La fede, il timore di Dio e la Misericordia, sono questioni importanti e senza di loro, l’uomo non raggiunge la felicità.

Secondo – Se per conservare la fede, l’unica via rimasta è lasciare la propria casa e la propria città, è necessario che ciò avvenga; chi lo fa deve ricordarsi che verrà sostenuto dal Signore.

Terzo – La premiazione divina arriverà ma ciò a condizione che ognuno di noi si dia da fare. L’impegno e la resistenza rende forte l’uomo e lo fa crescere sempre di più.

Davood Abbasi