Ott 13, 2019 11:34 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.

 

Ecco i versetti numero 11,12 e 13 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

«قُلْ إِنِّی أُمِرْتُ أَنْ أَعْبُدَ اللَّـهَ مُخْلِصًا لَّهُ الدِّینَ»،

Di': “Mi è stato ordinato di adorare Allah e renderGli un culto puro; (39:11)

 

«وَأُمِرْتُ لِأَنْ أَکُونَ أَوَّلَ الْمُسْلِمِینَ»   

mi è stato ordinato di essere il primo tra coloro che Gli si sottomettono”. (39:12)

 

«قُلْ إِنِّی أَخَافُ إِنْ عَصَیْتُ رَبِّی عَذَابَ یَوْمٍ عَظِیمٍ»    

Di': “Se disobbedisco al mio Signore, temo il castigo di un Giorno grandioso”. (39:13)

 

 

Qui il profeta viene incaricato di dichiarare ai miscredenti che la sua missione è diffondere il culto puro dell’unico vero Dio, e di ripulirlo dalle superstizioni e dagli dèi che i politeisti si erano inventati, pur essendo a conoscenza delle tradizioni dei profeti precedenti come Abramo (la pace sia con lui).

Il profeta ha anche il ruolo di essere in primis, nella sua persona, il modello di vita per i fedeli; si ribadisce però che tra lui e gli altri esseri umani non c’è differenza nel giudizio divino; anche il profeta verrebbe colpito dalla punizione del Giorno del Giudizio, qualora commettesse peccati. Seguire le leggi divini e non esserGli ribelli, è la via per la salvezza: per tutti. I profeti, quelli veri, non si ritenevano al di sopra della gente, e si ponevano allo stesso livello di tutti gli altri, e questo era un grande segno della loro sincerità. I falsi profeti, invece, più che invitare la gente a seguire Dio, la invitano a seguire la loro persona, e quindi sono personaggi egoisti e superbi.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – I profeti hanno la missione di riferire alla gente il messaggio divino, e non dicono nulla che si siano inventati da se.

Secondo – Uno degli obiettivi più importanti dei profeti era quello di rendere pure il culto divino e di ripulirlo dalle superstizioni e dalle aggiunte umane.

Terzo – Presso il tribunale del Giorno del Giudizio, non ci saranno differenze tra uomini normali e profeti; tutti sono responsabili delle loro azioni ed anzi, la responsabilità dei profeti è più pesante rispetto a quella delle persone normali.

Ed ora leggiamo i versetti 14 e 15 della sura Az-Zumar:

 

 

«قُلِ اللَّـهَ أَعْبُدُ مُخْلِصًا لَّهُ دِینِی»،

Di': “È Allah che adoro e Gli rendo un culto puro. (39:14)

 

 

«فَاعْبُدُوا مَا شِئْتُم مِّن دُونِهِ قُلْ إِنَّ الْخَاسِرِینَ الَّذِینَ خَسِرُوا أَنفُسَهُمْ وَأَهْلِیهِمْ یَوْمَ الْقِیَامَةِ  أَلَا ذَلِکَ هُوَ الْخُسْرَانُ الْمُبِینُ»

Adorate [pure] ciò che volete all'infuori di Lui!”. Di': “Coloro che nel Giorno della Resurrezione [constateranno] la rovina delle loro persone e delle loro famiglie, saranno i [veri] perdenti”. Non è forse questa la perdita palese? (39:15)

 

Il profeta dell’Islam applicò pure nei fatti ciò che divulgava alla gente; adorava l’Unico Dio e non gli associava alcun pari. Rivolgendosi poi a coloro che non lo avevano seguito, il profeta, come ricorda questo versetto, disse di fare ciò che ritenevano più opportuno, ricordando loro che però andavano incontro ad un brutto destino.

In realtà, chi abbandona la fede, può al massimo godere dei piaceri mondani; la vera sconfitta, però, è quella di coloro che nel Giorno del Giudizio si accorgeranno di aver sciupato tutte le proprie opportunità e le proprie capacità per ottenere ricchezza terrena, ignorando la felicità eterna. Questa sarà la più grande delusione e la vera e propria rovina.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:

Primo – I profeti erano risoluti nell’attuazione degli ordini divini e iniziavano sempre da se stessi. Non si è mai visto un vero profeta che come dice un noto proverbio italiano, predichi bene e razzoli male.

Secondo – La responsabilità più importante dei profeti era quella di ripulire la religione e la fede in Dio dalle superstizioni, dalle creazioni umane e dalle bugie.

Terzo – I profeti avevano il compito di riferire il messaggio divino alla gente, ma sapevano che una parte della gente, non avrebbe dato peso alle loro parole. Nonostante ciò, non si scoraggiavano e proseguivano il loro compito di nunzi e ammonitori.

Quarto – L’uomo è responsabile non solo nei propri confronti ma anche nei confronti della propria famiglia. Uno dei doveri di un genitore, secondo l’Islam, è quello di dare una giusta educazione religiosa ai propri figli.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 16 della sura Az-Zumar:

 

«لَهُم مِّن فَوْقِهِمْ ظُلَلٌ مِّنَ النَّارِ وَمِن تَحْتِهِمْ ظُلَلٌ ذَلِکَ یُخَوِّفُ اللَّـهُ بِهِ عِبَادَهُ  یَا عِبَادِ فَاتَّقُونِ»

 

Avranno sopra di loro tettoie di fuoco, e tettoie di fuoco sotto di loro. Ecco ciò con cui Allah mette in guarda i Suoi servi: “O Miei servi, temeteMi!”. (39:16)

 

Questo versetto descrive la difficile situazione dei peccatori nell’altra vita. I fuoco li circonda da ogni parte e non hanno via di scampo. Questo è un monito a tutti gli uomini, che dice che se in questa vita non saranno timorati, nell’altra potrebbero ritrovarsi in questa condizione. Dalla breve riflessione su questo versetto possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Dimenticare Dio o associare a Lui dei consimili, è l’inizio della disgrazia dell’uomo. Coloro che vivono lontani da Dio, nell’aldilà non godranno della Sua Misericordia, andando incontro ad un fuoco eterno.

Secondo – Per liberarsi dal fuoco, l’essere timorati e non peccare è la via migliore. Il peccato è in pratica come una sorta di combustibile che accende il fuoco dell’inferno su di noi.

 

Davood Abbasi