Il sentiero della luce (843)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.
Ecco il versetto numero 22 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:
«أَ فَمَنْ شَرَحَ اللَّهُ صَدْرَهُ لِلْإِسْلامِ فَهُوَ عَلى نُورٍ مِنْ رَبِّهِ فَوَیْلٌ لِلْقاسِیَةِ قُلُوبُهُمْ مِنْ ذِکْرِ اللَّهِ أُولئِکَ فی ضَلالٍ مُبینٍ»
Colui cui Allah apre il cuore all'Islàm e che possiede una luce che proviene dal suo Signore... Guai a coloro che hanno i cuori insensibili al Ricordo di Allah. Essi sono in errore evidente. (39:22)
Il Corano è la parola di Dio che arriva dal cielo e risveglia i cuori proprio come la pioggia fa rivivere la terra. Certo, solo i terreni ben predisposti rifioriscono con la pioggia e lo stesso vale per i cuori; solo quelli pronti possono usufruire della parola divina. Gli uomini, non esibiscono comportamenti uniformi dinanzi alla verità; il Corano spiega che alcuni hanno pazienza e grande spirito, mentre altri no.
Nel versetto appena letto, si ricorda che limitare il mondo ai fenomeni materiali, limita pura l’uomo stesso. L’uomo che nega l’esistenza di un Dio, cerca solo la felicità nei fenomeni materiali, e per questo restringe e limita la sua anima. La persona che crede in Dio, però, vede il mondo come un’anteprima della vita nell’aldilà ed ha una grande capacità spirituale. La fede sviluppa quindi le capacità umane e lo aiuta ad osservare un orizzonte più ampio. In questa maniera l’uomo non considera come prospettiva solo i 70/80 anni della sua vita, ma l’eternità. Una persona così ha lo spirito pronto a svegliarsi ed all’illuminarsi alla prima scintilla divina; ad una persona come questa, basta poco per riuscire ad uscire dai problemi della vita.
In contrapposizione a questo gruppo, c’è quello delle persone che restano totalmente indifferenti a qualsiasi predica o insegnamento divino. Il loro spirito è così limitato da non poter accettare, in apparenza, nulla di tutto ciò che è divino. Sono persone senza anima e dal cuore di pietra, che non hanno seguito la strada divina. Queste persone che hanno dimenticato Dio o lo rinnegano totalmente, vivono però perennemente in uno stato di preoccupazione; per loro, la morte, è la fine di tutto.
Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:
Primo – La fede in Dio rende paziente e lungimirante l’essere umano. Credere in Dio accresce le potenzialità umane e lo rende pronto ad accettare la verità.
Secondo – La persona fedele, aiutata dalla luce divina, percorre la via tortuosa della sua vita senza correre il rischio di cadere nei fossi che gli si presentano davanti.
Terzo – Rinnegare Dio rende ingiusto e atroce l’uomo. Il cuore umano diventa duro e l’uomo stesso piomba nel buio e nella perdizione.
Ed ora leggiamo il versetto numero 23:
«اللَّهُ نَزَّلَ أَحْسَنَ الْحَدیثِ کِتَابًا مُّتَشَابِهًا مَّثَانِیَ تَقْشَعِرُّ مِنْهُ جُلُودُ الَّذینَ یَخْشَوْنَ رَبَّهُمْ ثُمَّ تَلینُ جُلُودُهُمْ وَ قُلُوبُهُمْ إِلى ذِکْرِ اللَّهِ ذلِکَ هُدَى اللَّهِ یَهْدی بِهِ مَنْ یَشاءُ وَ مَنْ یُضْلِلِ اللَّهُ فَما لَهُ مِنْ هادٍ»
Allah ha fatto scendere il più bello dei racconti, un Libro coerente e reiterante, [alla lettura del quale] rabbrividisce la pelle di coloro che temono il loro Signore e poi si distende la pelle, insieme coi cuori, al Ricordo di Allah. Questa è la Guida di Allah con cui Egli guida chi vuole. E coloro che Allah svia, non avranno direzione. (39:23)
Dopo aver enumerato alcune caratteristiche del Corano, anche questo versetto paragona le reazioni dei credenti e dei non credenti all’ascolto del Corano. In primis bisogna dire che il Corano ha sicuramente uno stile inequivocabile ed anche se è stato comunicato ai fedeli dal profeta dell’Islam, non è affatto simile nemmeno al suo stesso modo di esprimersi. Il Corano ha un linguaggio particolare e a se, proprio perchè parola divina.
Anche in questo versetto, come molti altri casi, il Corano parla di una cosa ed anche del suo contrario. Uno dei modi per conoscere un fenomeno stesso è esporre cosa non è, e quindi la realtà ad essa contraria. Per questo in molti versetti, dove si parla della fede e dei fedeli, si parla pure degli infedeli, o quando si tratta l’argomento della retta via, si parla anche delle condizioni di coloro che questa via non l’hanno trovata.
Con questo metodo dei paragoni, il Corano tenta di incoraggiare l’uomo a vedere cosi come stanno le realtà positive e negative ed aiutarlo nella giusta scelta nella sua vita. L’altra realtà è che tutti i fedeli si trovano in una situazione caratterizzata sia da speranza che da timore. Timore per via dei propri difetti e dei propri peccati, e speranza affinchè questi difetti e peccati vengano perdonati dal buon Signore.
La parola divina è alla portata di mano di tutti, ma solo coloro che sono alla ricerca della verità e vogliono raggiungere la felicità eterna riescono a trarne giovamento. Coloro che negano l’originalità stessa del Corano, non riescono ad usarlo e rimangono nel buio per forza di cose.
Dalla breve riflessione su questo versetto possiamo dire che:
Primo – Il Corano è la parola migliore che ci sia.
Secondo – I versetti del Corano non sono in contraddizione tra di loro perchè seguono un unico obiettivo; sono simili e non esiste mancanza di coesione tra di essi.
Terzo – I fedeli temono quando leggono i versetti del Corano che parlano di castigo, mentre invece accresce in loro la speranza di salvezza, quando leggono i versetti del Corano che parlano della Misericordia divina.
Quarto – Dio ha pensato alla salvezza ed alla guida di tutti gli uomini e non di una ristretta cerchia di persone. Il Corano è per tutti; basta essere alla ricerca della libertà e voler essere illuminati per poterne usufruire.
Davood Abbasi