Il sentiero della luce (844)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.
Ecco il versetto numero 24 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:
«أَفَمَن یَتَّقِی بِوَجْهِهِ سُوءَ الْعَذَابِ یَوْمَ الْقِیَامَةِ وَقِیلَ لِلظَّالِمِینَ ذُوقُوا مَا کُنتُمْ تَکْسِبُونَ»
Forse colui che nel Giorno della Resurrezione tenterà di preservare il suo volto dal peggiore dei castighi...[riuscirà a farlo]? E sarà detto agli ingiusti: “Gustate quel che avete meritato [e che avete fatto]!”. (39:24)
In questo versetto si parla di chi cerca di allontanare da sè il castigo attraverso il proprio volto. Cosa significa? Secondo gli esegeti, nel Giorno del Giudizio, i peccatori avranno mani e piedi legati e per questa ragione, cercheranno invano di allontanare da sè il fuoco, attraverso il proprio volto. È naturale che anche questa parte sensibile del corpo verrà bruciata, infliggendo un dolore ancor maggiore ai malfattori.
Secondo questo versetto, a coloro che entreranno nell’inferno, nell’altra vita, verrà detto di assaggiare ciò che le loro azioni in vita hanno procurato loro; questo versetto è molto particolare, perchè ai peccatori non si dice di assaggiare l’esito delle loro azioni, ma le loro azioni stesse. Per questo molti esegeti credono che le punizioni dell’inferno, siano in realta’ le stesse azioni ingiuste dell’uomo, che nell’altra vita assumono le loro sembianze originali. Ad esempio nel Corano si dice che chi s’impossessa illegalmente degli averi degli orfani, si sta di fatto cibando del fuoco, senza accorgersene. Quindi chi in vita commette questo peccato, nell’altra vita mangierà fuoco, ma ciò sarà solo la vera entità della sua azione e non una punizione divina per essa.
Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:
Primo – La punizione divina nell’aldilà, è l’esito delle azioni umane in questa vita o per meglio dire, lo stesso peccato che si presenta con le sue sembianze veritiere.
Secondo – Dai diversi versetti si evince che l’uomo osserverà nell’altra vita le azioni che ha commesso in questa vita.
Ed ora leggiamo i versetti 25 e 26 della sura Az-Zumar:
«کَذَّبَ الَّذِینَ مِن قَبْلِهِمْ فَأَتَاهُمُ الْعَذَابُ مِنْ حَیْثُ لَا یَشْعُرُونَ»،
Già coloro che li precedettero tacciarono di menzogna; giunse loro il castigo da dove non se lo aspettavano. (39:25)
«فَأَذَاقَهُمُ اللَّـهُ الْخِزْیَ فِی الْحَیَاةِ الدُّنْیَا وَلَعَذَابُ الْآخِرَةِ أَکْبَرُ لَوْ کَانُوا یَعْلَمُونَ»
Allah fece provare loro l'ignominia in questa vita; ma il castigo nell'Altra vita è certamente più grande, se lo sapessero. (39:26)
Qui si parla del destino di coloro che nel corso della storia hanno dato dei bugiardi ai profeti ed ai messaggeri del Signore; questi versetti dicono che questa gente, è stata punita pure in vita, o in maniera materiale o in maniera spirituale.
Qui bisogna spiegare che la punizione divina, può essere fisica e visibile, ma può anche essere immateriale. In altre parole, può essere come quella influtta ai popoli di Noè, Lot, o al Faraone del periodo di Mosè, e può anche essere spirituale e in certi termini invisibile.
Oggi, per esempio, molte società umane progredite, sono afflitte da acuti problemi alla psiche; ciò è l’esito dell’allontanamento dalla religione e da Dio.
Dalla nostra breve riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo - Parte del castigo dei peccatori viene inflitto loro in questa stessa vita terrena, e può essere un castigo fisico oppure inerente alla psiche.
Secondo – La punizione che i peccatori ricevono in vita, è nulla a confronto con ciò che affronteranno nell’aldilà.
Terzo – Dio è Onnipotente ed ha mille modi per punire coloro che hanno fatto del male, e di solito li colpisce da dove meno se lo aspettano.
Ed ora ecco i versetti 27 e 28 della sura Az-Zumar:
«وَلَقَدْ ضَرَبْنَا لِلنَّاسِ فِی هَـذَا الْقُرْآنِ مِن کُلِّ مَثَلٍ لَّعَلَّهُمْ یَتَذَکَّرُونَ»،
Già in questo Corano abbiamo proposto agli uomini parabole di ogni genere, affinché riflettano. (39:27)
«قُرْآنًا عَرَبِیًّا غَیْرَ ذِی عِوَجٍ لَّعَلَّهُمْ یَتَّقُونَ»
[Abbiamo dato loro] un Corano arabo, esente da tortuosità, affinché temano [Allah]. (39:28)
L’argomento della quale la sura torna a parlare è la compiutezza del Corano, che racchiude tutto ciò che aiuta a guidare gli esseri umani verso la felicità.
In altre parole, questo libro è come una luce che rischiara la notte e mostra la via per poter attraversare il percorso della vita.
La riflessione sulla Creazione e sui mille aspetti ad essa legati, l’esposizione delle leggi inerenti alla vita, il racconto dell’esistenza delle genti del passato e del loro destino, la rivelazione dei segreti della vita dopo la morte, sono solo alcuni degli argomenti trattati dal testo sacro di cui l’uomo ha bisogno per poter individuare la via della felicità.
Il Corano viene inoltre descritto come un testo chiaro, che si esprime con un linguaggio chiaro e comprensibile, privo di qualsiasi imperfezione.
Uno degli obiettivi del Corano, è quello di indurre la gente a temere il Signore, abbandonare le cattive azioni e svolgere buone azioni.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Il Corano è un testo completo che raccoglie ciò di cui l’essere umano ha bisogno per trovare la giusta via nella sua vita.
Secondo – Alcune volte, i paragoni e le parabole, hanno sulla gente un effetto maggiore della predica. Per questo il Corano utilizza molte volte i paragoni e le metafore per esprimere i concetti.
Terzo – Il linguaggio coranico è chiaro e comprensibile. Il testo è privo di qualsiasi tipo di errore e di imperfezione.
Davood Abbasi