Dic 11, 2019 05:08 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.

Ecco il versetto numero 38 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

 

«وَلَئِن سَأَلْتَهُم مَّنْ خَلَقَ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضَ لَیَقُولُنَّ اللَّـهُ  قُلْ أَفَرَأَیْتُم مَّا تَدْعُونَ مِن دُونِ اللَّـهِ إِنْ أَرَادَنِیَ اللَّـهُ بِضُرٍّ هَلْ هُنَّ کَاشِفَاتُ ضُرِّهِ أَوْ أَرَادَنِی بِرَحْمَةٍ هَلْ هُنَّ مُمْسِکَاتُ رَحْمَتِهِ  قُلْ حَسْبِیَ اللَّـهُ  عَلَیْهِ یَتَوَکَّلُ الْمُتَوَکِّلُونَ»

Se domandassi loro: “Chi ha creato i cieli e la terra?”, certamente risponderebbero: “Allah”. Di': “Considerate allora coloro che invocate all'infuori di Allah. Se Allah volesse un male per me, saprebbero dissiparlo? Se volesse per me una misericordia, saprebbero trattenere la Sua misericordia?”. Di': “Allah mi basta: in Lui confidino coloro che confidano”. (39:38)

 

Questo versetto rivela che i contemporanei del profeta dell’Islam, credevano nel Dio di Abramo, ma associavano a lui anche altre divinità, pensando che avessero un ruolo nella gestione del Creato e nel destino delle persone.

Gli associatori, non esistevano solo ai tempi del profeta Mohammad (la pace sia con lui), e ci sono anche oggi. Questa gente chiede ai suoi dèi ed ai suoi idoli fasulli ciò che loro non possono dare. Le statue di pietra, di legno o in alcuni casi fatte coi datteri, non erano in grado di aiutare nessuno, eppure venivano adorate. Anche oggi, molte volte, le persone arrivano ad adorare nel vero senso della parola altri esseri umani, senza capire che anche loro sono creature di Dio e non possono garantire nemmeno la loro stessa salvezza.

I veri fedeli, dopo aver compiuto il proprio dovere, affidano a Dio l’esito delle loro azioni e accettano di buon grado, ciò che viene riservato loro dal destino.

Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – Gli idolatri riconoscevano il Dio di Abramo, ma adoravano anche altri dèi, credendo che fossero in grado di intercedere tra loro ed il Dio di Abramo.

Secondo – Il danno ed il guadagno sta nelle mani del Signore e quindi, invece di affidarci ad altri esseri umani, che sono stati creati come noi, dobbiamo pregare e sperare nell’aiuto divino.

Ed ora leggiamo i versetti 39 e 40 della sura Az-Zumar:

 

قُلْ یَا قَوْمِ اعْمَلُوا عَلَى مَکَانَتِکُمْ إِنِّی عَامِلٌ فَسَوْفَ تَعْلَمُونَ»،

Di': “O popol mio, agite alla vostra maniera, io agirò [alla mia]”. Quanto prima saprete (39:39)

 

«مَن یَأْتِیهِ عَذَابٌ یُخْزِیهِ وَیَحِلُّ عَلَیْهِ عَذَابٌ مُّقِیمٌ»

chi sarà colpito da un ignominioso castigo e chi riceverà un duraturo castigo. (39:40)

 

Questi versetti invitano le persone a non accettare le leggi ingiuste della società in cui vivono. Il profeta dell’Islam, dichiarò chiaramente prima ai suoi parenti e poi alla sua società il fatto che non poteva condividere la ridicola adorazione delle statue e degli dèi; allo stesso modo, in ogni società, le persone che seguono la via del Signore e che quindi sanno di seguire la via giusta, devono essere forti e dichiarare a tutti il loro rifiuto alle cattive azioni ed alle consuetudini errate. Più avanti, il Corano, dice al profeta di intimare ai miscredenti di stare attenti alle conseguenze delle loro azioni, che procureranno loro tante dolore, in questa e nell’altra vita.

Ecco le conclusioni che possiamo trarre dalla lettura di questi versetti:

Primo – I fedeli sono forti e pieni di buona volontà e non si lasciano andare alle deviazioni che possono essere anche abbondanti nella società.

Secondo – I leaders divini, dichiarano con chiarezza e fermezza le loro posizioni. Loro non sono mai disposti a rinunciare e a fare concessioni su quelle che sono le leggi del Signore.

Ed ora leggiamo il 41esimo versetto della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

 

«إِنَّا أَنزَلْنَا عَلَیْکَ الْکِتَابَ لِلنَّاسِ بِالْحَقِّ فَمَنِ اهْتَدَى فَلِنَفْسِهِ وَمَن ضَلَّ فَإِنَّمَا یَضِلُّ عَلَیْهَا وَمَا أَنتَ عَلَیْهِم بِوَکِیلٍ»

 

Su di te abbiamo fatto scendere il Libro per gli uomini, secondo verità. Chi ne è ben diretto, lo fa per se stesso, chi svia, si svia a suo danno. Tu non sei responsabile di loro. (39:41)

 

Questo versetto ricorda ancora una volta un concetto fondamentale, il profeta ha la missione di riferire senza eccessi e difetti il messaggio divino, ma non è responsabile della beatitudine o della perdizione delle persone. In altre parole, lui deve riferire la verità che gli viene comunicata, in modo che ci sia il terreno fertile per la guida delle genti, ma è chiaro che poi sono le persone stesse, che per volontà di Dio, hanno la libertà di scegliere. È facile indovinare che il profeta, in quanto amorevole ed affettuoso, fosse desideroso del fatto che tutti lo seguissero trovando la via del Paradiso, ma è chiaro che ciò non poteva accadere nella realtà.

Dalla riflessione su questo versetto possiamo trarre quindi alcune conclusioni:

Primo – Il Corano rivela la verità e spiega i segreti dell’Esistenza. Il Corano è stato comunicato agli uomini per indicare loro la via giusta.

Secondo – Gli uomini sono liberi nella scelta della loro via; questo è ciò che Dio ha voluto; scelgono e solo responsabili delle loro scelte.

Terzo – Il dovere dei profeti, è quello di comunicare il messaggio divino e non quello di obbligare la gente ad accettare la fede.

 

 

Davood Abbasi