Gen 14, 2020 08:53 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcuni mesi abbiamo avviato la lettura della 39esima sura del sacro Corano, la sura Az-Zumar (I Gruppi), meccana e dedicata per lo più, come vedremo, a concetti basilari dell’Islam come il Monoteismo e la Resurrezione dopo la morte. Prende nome dai versetti 71 e 73.

Ecco i versetti numero 59 e 60 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

 

«بَلَى قَدْ جَاءَتْکَ آیَاتِی فَکَذَّبْتَ بِهَا وَاسْتَکْبَرْتَ وَکُنتَ مِنَ الْکَافِرِینَ»،

No, già ti giunsero i Miei segni e li tacciasti di menzogna, ti mostrasti altero e fosti uno dei miscredenti! (39:59)

 

«وَیَوْمَ الْقِیَامَةِ تَرَى الَّذِینَ کَذَبُوا عَلَى اللَّـهِ وُجُوهُهُم مُّسْوَدَّةٌ  أَلَیْسَ فِی جَهَنَّمَ مَثْوًى لِّلْمُتَکَبِّرِینَ»

Nel Giorno della Resurrezione vedrai coloro che inventavano menzogne contro Allah con i volti anneriti. Non c'è nell'Inferno una dimora per gli arroganti? (39:60)

 

I versetti spiegano che persino coloro che sono finiti all’inferno, al contrario delle loro stesse dichiarazioni, sono stati guidati da Dio e durante la loro vita, hanno ricevuto il messaggio del Signore, portato sulla Terra dai suoi messaggeri. Tutti gli uomini sono in grado di percepire il messaggio delle sacre Scritture, a loro basta usare la forza della ragione e del senno.

Il Corano spiega che la superbia è ciò che ha distolto le persone dal ricevere il messaggio divino; un qualcosa che le ha portate all’inferno, dove il castigo è l’annerimento dei volti. In realtà, il volto cupo è l’umiliazione dei peccatori che è risultato diretto delle loro azioni. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Dio ha dato agli uomini gli strumenti necessari per trovare la giusta via, dando loro la mente per pensare e inviando loro le sacre Scritture.

Secondo – La vera origine della miscredenza è la superbia.

Terzo – Nel Giorno del Giudizio, l’apparenza ed il cuore delle persone diverrà la stessa cosa e chi avrà avuto il cuore nero, diverrà nero anche in volto.

Ed ora leggiamo il versetto 61 della sura Az-Zumar o dei Gruppi:

«وَیُنَجِّی اللَّـهُ الَّذِینَ اتَّقَوْا بِمَفَازَتِهِمْ لَا یَمَسُّهُمُ السُّوءُ وَلَا هُمْ یَحْزَنُونَ»

Allah condurrà al successo coloro che Lo avranno temuto, nessun male li colpirà e non saranno afflitti. (39:61)

 

Al contrario del gruppo precedente di persone di cui si parlava, che per la loro superbia si erano smarriti ed erano finiti all’inferno, qui si parla di un altro gruppo di persone, timorate di Dio, che per questa loro caratteristica, verranno salvate e raggiungeranno la felicità. Per felicità si intende un piacere eterno, stabile, senza fine; ed è quindi uno stato diverso da quello che conosciamo in vita; mangiar un buon cibo, essere allegri, sono tutti stati che comunque finiscono e durano poco. Pertanto, è nell’interesse dell’uomo astenersi dai peccati e rinunciare a fugaci piaceri mondani per ottenere la felicità eterna dell’altra vita. Dalla breve riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Essere timorati in questa vita ha come esito la felicità eterna dell’altro mondo.

Secondo – L’essere timorati è uno scudo che difende l’uomo dai mali e dalle impurità. Nel Giorno del Giudizio, i timorati saranno lontani dal castigo e non saranno tristi.

Ed ora leggiamo i versetti 62 e 63 della sura dei Gruppi o Az-Zumar:

«اللَّـهُ خَالِقُ کُلِّ شَیْءٍ  وَهُوَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ وَکِیلٌ»،

Allah è il Creatore di tutte le cose e di tutte le cose è il Garante. (39:62)

 

«لَّهُ مَقَالِیدُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ وَالَّذِینَ کَفَرُوا بِآیَاتِ اللَّـهِ أُولَـئِکَ هُمُ الْخَاسِرُونَ»

Egli detiene le chiavi dei cieli e della terra. Coloro che non credono nei segni di Allah sono i perdenti. (39:63)

 

Questi versetti discutono l’argomento del Monoteismo e della Miscredenza. Qui il Corano ribadisce che l’amministrazione di tutto ciò che esiste è nelle mani di Colui che ha creato; anche perchè ai tempi del profeta, c’era chi pensava che Dio avesse creato e poi abbandonato le sorti dell’universo nelle mani degli dèi.

Questi versetti però ribadiscono la verità su questo argomento e riferiscono che le chiavi dei cieli e della Terra sono nelle mani del Signore e che per questo, adorare altri esseri all’infuori di Lui è privo di senso.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Il Creato dipende da Dio, sia nella creazione che nella sua sussistenza. Dio, in altre parole, è il Creatore, il Guardiano e l’Amministratore di tutto ciò che esista.

Secondo – Il Monoteismo è un concetto che ha delle conseguenze precise su tutti gli aspetti della vita dell’uomo e non è una questione inerente solo alla preghiera ed alla sfera individuale.

 

Davood Abbasi