Gen 15, 2020 12:04 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune puntate abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 10 della sura Ghafir o del Perdonatore:

«إِنَّ الَّذِینَ کَفَرُوا یُنَادَوْنَ لَمَقْتُ اللَّـهِ أَکْبَرُ مِن مَّقْتِکُمْ أَنفُسَکُمْ إِذْ تُدْعَوْنَ إِلَى الْإِیمَانِ فَتَکْفُرُونَ»

Verrà gridato ai miscredenti: “L'avversione di Allah verso di voi è certamente maggiore di quanto lo era la vostra contro voi stessi, allorché eravate invitati alla fede e la rifiutavate”. (40:10)

 

Dopo aver parlato, nei versetti precedenti, dell’immensa benevolenza divina nei confronti dei fedeli e dei puri, questi versetti parlano dell’opposto, ossia della dura punizione inflitta dal Signore a coloro che per ostinazione e per via dei loro interessi mondani, hanno negato la verità dell’esistenza di Dio, pur comprendendone l’autenticità.

Quando i rinnegatori di Dio osservano l’esito delle loro azioni nell’aldilà, si ritrovano tristi ed afflitti e non sanno più come fare. Provano un’angoscia profonda e maledicono sia loro stessi sia quegli amici o quei capi del male che li hanno condotti verso tale destino.

Quando però queste persone arrivano a odiare pure se stesse, a loro viene detto che l’odio di Dio nei loro confronti è maggiore di quel sentimento che loro stessi provano contro di se. Ciò per aver rifiutato in piena coscienza la via di Dio, quando sapevano benissimo che quella era la via del bene.

Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – Opporsi alla giustizia ed al bene, rinnegare il vero e agire contro le leggi divine, attira su di noi l’ira del Signore.

Secondo – Dio non punisce mai chi non sapeva e chi non ha capito; la punizione divina colpisce chi sapeva ed ha sbagliato volontariamente.

Ed ora leggiamo il versetto numero 11 della sura Ghafir:

 

«قَالُوا رَبَّنَا أَمَتَّنَا اثْنَتَیْنِ وَأَحْیَیْتَنَا اثْنَتَیْنِ فَاعْتَرَفْنَا بِذُنُوبِنَا فَهَلْ إِلَى خُرُوجٍ مِّن سَبِیلٍ»

Diranno [i rinnegatori]: “Nostro Signore, due volte ci hai fatti morire e due volte ci hai fatti rivivere. Riconosciamo i nostri peccati, c'è una via di scampo?”. (40:11)

 

Una delle verità che i rinnegatori non riconoscono in vita, è quella della morte e della Resurrezione. Loro pensano che tutto si limiti a questa vita e che dopo la morte, non rimanga nulla dell’uomo.

Risvegliandosi nel Giorno del Giudizio, però, tutti comprendono la verità e i rinnegatori ammettono di aver negato l’esistenza di un giorno simile senza alcun motivo, e nonostante il messaggio dei profeti.

Nell’ammettere i loro errori, i rinnegatori ricordano che Dio non li ha fatti rivivere una sola volta, ma ben due. Una prima volta dopo la morte, quando sono stati nel Barzakh, ossia in un mondo intermedio; li sono morti e sono tornati poi in vita per la seconda volta nel Giorno del Giudizio.

E quindi, dal versetto si evince che ci sono due morti; una prima quella che pone fine alla vita, la seconda, che pone fine alla vita nel mondo intermedio o Barzakh; e poi, che ci sono due Resurrezioni, una dopo la prima morte, che ci porta nel mondo intermedio, e una seconda alla fine del mondo intermedio che ci porta nel Giorno del Giudizio.

I rinnegatori, ammettendo il loro errore, sperano nel perdono divino e in una nuova occasione, o perlomeno nella salvezza dal fuoco dell’inferno. Nel Giorno del Giudizio, però, queste ammissioni di colpa non hanno senso e non possono impedire la punizione dei malfattori. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Nel Giorno del Giudizio, i peccatori desiderano di poter tornare in vita. Noi che siamo ancora vivi, dobbiamo approfittarne per chiedere perdono per i nostri peccati, prima che sia troppo tardi.

Secondo – Coloro che rinnegano la vita dopo la morte, moriranno e rivivranno per ben due volte. Rivivranno una volta dopo la morte terrena e poi un’altra volta per essere presenti nel Giorno del Giudizio.

Ed ora leggiamo il versetto numero 12 della sura Ghafir:

 

«ذَلِکُم بِأَنَّهُ إِذَا دُعِیَ اللَّـهُ وَحْدَهُ کَفَرْتُمْ  وَإِن یُشْرَکْ بِهِ تُؤْمِنُوا  فَالْحُکْمُ لِلَّـهِ الْعَلِیِّ الْکَبِیرِ»

 “Questo [avviene] perché quando Allah, l'Unico, era invocato, restavate increduli e quando invece Gli attribuivano associati credevate [in essi]. Il Giudizio appartiene ad Allah, l'Altissimo, il Grande.” (40:12)

 

In questo versetto, si spiega che i rinnegatori in realtà hanno avuto questo cattivo destino per via di una sorta di miscredenza.

Ossia, la fede in altri all’infuori di Dio; dai tempi del profeta fino ad oggi, ci sono persone che ritengono altri oltre al Signore, partecipi nella creazione o nell’amministrazione del Creato.

Queste persone, non negano l’esistenza di Dio, ma non lo ritengono l’unico; molte volte credono che abbia creato ed abbandonato a se l’universo. Alle volte inventano degli idoli, dei totem, delle divinità, e credono che queste invenzioni possano salvarle; a partire da coloro che adoravano gli astri del cielo, fino a quelli che adorano gli animali, o altri fenomeni.

La questione importante è che queste persone hanno scelto volontariamente questa miscredenza e per questo, anche tornando in vita una seconda volta, commetterebbero gli stessi errori. Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:

Primo – Seguire un puro monoteismo, lontano da qualsiasi miscredenza e qualsiasi sozzura politeista, è la chiave della felicità eterna.

Secondo – Sia i rinnegatori che gli associatori verranno condotti all’inferno. Quindi i fedeli devono stare attenti a non cadere nell’errore dell’associazione di altre divinità a Dio.

 

Davood Abbasi