Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (859)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.
Ed ora leggiamo i versetti numero 16 e 17 della sura del Perdonatore:
«یَوْمَ هُم بَارِزُونَ لَا یَخْفَى عَلَى اللَّـهِ مِنْهُمْ شَیْءٌ لِّمَنِ الْمُلْکُ الْیَوْمَ لِلَّـهِ الْوَاحِدِ الْقَهَّارِ»،
del Giorno in cui compariranno e nulla di loro sarà celato ad Allah. A chi apparterrà la sovranità in quel Giorno? Ad Allah, l'Unico, il Dominatore. (40:16)
«الْیَوْمَ تُجْزَى کُلُّ نَفْسٍ بِمَا کَسَبَتْ لَا ظُلْمَ الْیَوْمَ إِنَّ اللَّـهَ سَرِیعُ الْحِسَابِ"
In quel Giorno ciascuno sarà compensato per quello che avrà meritato: in quel Giorno non ci sarà ingiustizia. Allah è rapido al conto. (40:17)
Questi versetti parlano del Giorno del Giudizio e rivelano che in tale giorno verrà scostato il sipario e tutto verrà rivelato. Le azioni degli uomini verranno mostrate, come ciò che le persone nascondono nel loro cuore. Nulla rimarrà celato, come non lo è mai stato per Dio. In realtà, in questa vita terrena, c’è chi si illude di poter nascondere la verità anche al Signore, ma solo in quel giorno si accorge che il suo fare è stato vano. Tutte le azioni umane sono state scritte e registrate, e vengono esposte in un tribunale immenso; uno scenario terribile per chi ha agito male in questa vita.
La sovranità suprema in tale giorno appartiene a Dio; anche in questa vita è così, ma nel Giorno del Giudizio tale sovranità si manifesta e si palesa nella massima misura. E così, non ci sarà più traccia dei governatori ingiusti e dei dittatori potenti della vita terrena.
In quel giorno, Dio sarà persino sovrano degli arti e delle parti del corpo degli uomini, che testimonieranno contro i loro padroni.
Gli esegeti musulmani spiegano che il Corano vuole far capire che di fatto, il premio o il castigo delle nostre azioni nell’aldilà, è di fatto la conseguenza e l’effetto diretto delle nostre stesse azioni; in alcuni casi, non si parla nemmeno di conseguenze, ma dell’azione stessa che prende forma dinanzi a noi.
Al contrario dei tribunali umani, dove una sentenza può essere emessa dopo tanto tempo e non sempre a ragione, in quel giorno a nessuno verranno fatti soprusi e le sentenze verranno emesse velocemente; Dio è rapido al conto.
Dalla breve riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Non abbiamo mai illuderci di nascondere qualcosa a Dio, dato che nel Giorno del Giudizio tutto verrà rivelato e scoperto e nulla potrà rimaner celato.
Secondo – Nessuno sarà esente dal “conto” nel giorno del Giudizio. E la base per la sentenza su ogni persona, saranno le sue azioni, le sue intenzioni, i suoi pensieri ma non la parentela o ciò che nella vita terrena poteva avere un valore.
Terzo – Anche se Dio è la forza incontrastabile di tutto il Creato, non fa del male a nessuno e non si comporta ingiustamente con nessun essere.
Ed ora leggiamo i versetti 18, 19 e 20 della sura Ghafir o del Perdonatore:
«وَأَنذِرْهُمْ یَوْمَ الْآزِفَةِ إِذِ الْقُلُوبُ لَدَى الْحَنَاجِرِ کَاظِمِینَ مَا لِلظَّالِمِینَ مِنْ حَمِیمٍ وَلَا شَفِیعٍ یُطَاعُ»
Avvertili [o Muhammad] del Giorno che si avvicina, quando angosciati avranno i cuori in gola. Gli ingiusti non avranno né amici solleciti, né intercessori ascoltati. (40:18)
«یَعْلَمُ خَائِنَةَ الْأَعْیُنِ وَمَا تُخْفِی الصُّدُورُ»
Egli conosce il tradimento degli occhi e quel che i petti nascondono. (40:19)
«وَاللَّـهُ یَقْضِی بِالْحَقِّ وَالَّذِینَ یَدْعُونَ مِن دُونِهِ لَا یَقْضُونَ بِشَیْءٍ إِنَّ اللَّـهَ هُوَ السَّمِیعُ الْبَصِیرُ»
Allah decide con equità, mentre coloro che essi invocano all'infuori di Lui, non decidono nulla. In verità Allah è colui che tutto ascolta e osserva. (40:20)
Qui si ricorda alle persone che non devono immaginare il Giorno del Giudizio un giorno remoto e irragiungibile; è un giorno che si avvicina e che verrà sicuramente, e quindi fare tutto quello che si vuole pensando che ci sia tanto tempo, è un metodo errato.
Il Corano spiega che nel Giorno del Giudizio le persone avranno davvero paura, e sarà come avere il cuore in gola. Ciò perchè le persone vedran vicino il momento in cui tutti verranno a conoscenza delle loro malefatte. Avranno l’interno pieno di tristezza ma non potranno dire nulla.
In tali circostanze, ci saranno coloro che spereranno nell’aiuto di loro amici e conoscenti influenti, ma nell’aldilà nessuno potrà intercedere a tutti dovranno affrontare l’esito delle azioni commesse.
Si ricorda che Dio è colui che è al corrente dei tradimenti effettuati con gli sguardi; secondo gli interpreti, forse il riferimento va a quegli sguardi pieni di desiderio e quindi di peccato che vengono rivolti da uomini peccatori a donne che non sono loro mogli o sguardi che vogliono significare umiliazione e derisione; ecco Dio conosce persino quelli, e per quelli le persone dovranno rispondere.
Indubbiamente, se le persone riescono a capire che tutte le loro azioni, anche le più minime, verranno giudicate, riescono anche a controllarle.
Dalla riflessione su questi versetti possiamo quindi trarre le seguenti conclusioni:
Primo – La porta del Giorno del Giudizio, ovvero la morte, è vicina a tutti. Non dobbiamo immaginarcela remota e al contrario dobbiamo prepararci per tale momento.
Secondo – La paura del tribunale di quel giorno e la tristezza per le cattive azioni, mettono in una condizione difficile i peccatori; talmente difficile che questi non sono nemmeno in grado di gridare il loro scomforto.
Terzo – Il Giorno del Giudizio, è anche il giorno della solitudine dei criminali, un giorno in cui nessun amico potente o nessun conosciente potrà salvarli dalla punizione che si meritano.
Quarto – Credere nel fatto che Dio conosca le nostre intenzioni più remote, ci aiuta a controllare le nostre azioni.
Davood
Abbasi