Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (860)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.
Ed ora leggiamo i versetti numero 21 e 22 della sura del Perdonatore:
«أَوَلَمْ یَسِیرُوا فِی الْأَرْضِ فَیَنظُرُوا کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الَّذِینَ کَانُوا مِن قَبْلِهِمْ کَانُوا هُمْ أَشَدَّ مِنْهُمْ قُوَّةً وَآثَارًا فِی الْأَرْضِ فَأَخَذَهُمُ اللَّـهُ بِذُنُوبِهِمْ وَمَا کَانَ لَهُم مِّنَ اللَّـهِ مِن وَاقٍ»،
Non hanno viaggiato sulla terra e osservato quel che avvenne a coloro che li precedettero, che pure erano più potenti di loro e [lasciarono] maggiori vestigia sulla terra? Li afferrò Allah a causa dei loro peccati e non ebbero protettore alcuno contro Allah. (40:21)
«ذَلِکَ بِأَنَّهُمْ کَانَت تَّأْتِیهِمْ رُسُلُهُم بِالْبَیِّنَاتِ فَکَفَرُوا فَأَخَذَهُمُ اللَّـهُ إِنَّهُ قَوِیٌّ شَدِیدُ الْعِقَابِ»
Così [avvenne] perché non credettero nonostante i loro messaggeri avessero recato loro prove inequivocabili. Allora Allah li afferrò. In verità Egli è il Forte, il Severo nel castigo. (40:22)
Questi versetti invitano la gente a studiare la storia dei popoli passati e ad accorgersi del fatto che molti, per via dei loro peccati, hanno avuto un trsite destino. Il versetto incoraggia le persone a viaggiare sulla terra e a osservare i resti dei palazzi e delle regie del passato dove un tempo vivevano i re ingiusti, di cui però oggi non rimane nulla, se non un mucchio di rovine.
L’osservazione di questi reperti, ci può aiutare a prendere la giusta lezione e farci capire che chi è nel torto, prima o poi conosce la sconfitta, anche se è molto potente.
Il Corano spiega che Dio ha svolto il suo dovere di guidare la gente con l’invio dei profeti ma i popoli, invece di accettare la via della verità, si sono opposti ad essa e per questo sono stati colpiti dal castigo divino, che non credevano vero e possibile.
Dalla riflessione su questi due versetti apprendiamo che:
Primo – Viaggiare e fare turismo con lo scopo di conoscere e prendere le giuste lezioni dal passato, è un qualcosa a cui invita il Corano.
Secondo – Lo studio della storia, per poter condurre oggi una vita migliore, è un’azione saggia e sensata.
Terzo – Non bisogna mai ritenere imbattibile la propria potenza militare, industriale, scientifica ed economica, anche perchè qualsiasi potere è nulla a confronto con la forza divina.
Quarto – La punizione per i peccati non si limita solo all’aldilà e alle volte il castigo divino si palesa anche in questa vita terrena.
Quinto – Dio punisce solo coloro che sono già stati messi in guardia e non coloro che non sanno.
Ed ora leggiamo i versetti 23 e 24 della sura di Ghafir o del Perdonatore:
«وَلَقَدْ أَرْسَلْنَا مُوسَى بِآیَاتِنَا وَسُلْطَانٍ مُّبِینٍ»،
Già inviammo Mosè, con i Nostri segni ed autorità evidente, (40:23)
«إِلَى فِرْعَوْنَ وَهَامَانَ وَقَارُونَ فَقَالُوا سَاحِرٌ کَذَّابٌ»
a Faraone, Hâmân e Qârûn. Essi dissero: “È un mago, un impostore”. (40:24)
Questi versetti fanno riferimento ad uno degli esempi storici del castigo divino: ossia quello che andò a colpire il Faraone d’Egitto dei tempi di Mosè (la pace sia con lui).
Il profeta Mosè presentò i suoi miracoli per guidare personaggi ingiusti come il Faraone ed il suo ministro, Haman, e persone malvagie come il ricco Qarun. Queste persone, però, invece di accettare la parola di Mosè, lo accusarono di essere un prestigiatore, definendo menzogna le sue affermazioni veritiere.
Nel corso della storia, i governanti del male, hanno sempre usato la stessa tecnica, quella di accusare le persone giuste e smentire le loro parole.
Anche perchè, il Faraone d’Egitto, come gli ingiusti del nostro tempo, non potrebbero più approfittare delle genti, nel caso accettassero il messaggio divino. Proprio per questo definiscono bugia la parola dei profeti.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – I profeti non solo avevano il compito di guidare la gente verso il monoteismo, ma lottavano anche per sconfiggere il male e le ingiustizie delle società.
Secondo – Alle volte, la potenza e la ricchezza, fanno sì che le persone arrivino a rinnegare la verità e la parola divina.
Terzo – Le parole ed i ragionamenti dei profeti erano chiari e comprensibili, ma gli interessi mondani spingevano i governanti del male a rinnegare le loro parole.
Ed ora leggiamo il versetto 25 della sura del Perdonatore:
«فَلَمَّا جَاءَهُم بِالْحَقِّ مِنْ عِندِنَا قَالُوا اقْتُلُوا أَبْنَاءَ الَّذِینَ آمَنُوا مَعَهُ وَاسْتَحْیُوا نِسَاءَهُمْ وَمَا کَیْدُ الْکَافِرِینَ إِلَّا فِی ضَلَالٍ»
Quando poi portò loro la verità che veniva da Noi, ordinarono: “Vengano uccisi i figli di coloro che credono insieme con lui e lasciate in vita [solo] le femmine”. La trama dei miscredenti non conduce a buon fine. (40:25)
Il Faraone d’Egitto ed il suo ministro Haman, misero a punto una serie di complotti perfidi contro Mosè e i credenti.
In primis ordinarono di uccidere tutti coloro che avevano accettato la fede e di risparmiare solo le loro donne.
Con queste repressione, pensavano di porre fine al movimento creato da Mosè (la pace sia con lui). Nonostante questo ed altri complotti, Mosè condusse alla vittoria i credenti del suo popolo ed il Faraone e i suoi cortigiani vennero sconfitti.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Uccidere e imprigionare, è il metodo usato da sempre dai governanti del male e per questo oggi, i credenti non devono scoraggiarsi dinanzi a queste azioni.
Secondo – I nemici della fede, attraverso la guerra o la diffusione della decadenza morale, cercano di distruggere la generazione dei giovani fedeli.
Terzo – I nemici di Dio sono perennemente intenti a tramare contro i fedeli ma le loro azioni non daranno esito se i fedeli saranno fermi nel loro credo e nelle loro azioni giuste. La promessa di Dio è quella di aiutare i credenti ed il Signore mantiene le promesse.
Davood Abbasi