May 06, 2020 10:32 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.

 

Ed ora leggiamo il versetto numero 29 della sura del Perdonatore:

 

  

«یَا قَوْمِ لَکُمُ الْمُلْکُ الْیَوْمَ ظَاهِرِینَ فِی الْأَرْضِ فَمَن یَنصُرُنَا مِن بَأْسِ اللَّـهِ إِن جَاءَنَا  قَالَ فِرْعَوْنُ مَا أُرِیکُمْ إِلَّا مَا أَرَى وَمَا أَهْدِیکُمْ إِلَّا سَبِیلَ الرَّشَادِ»

O popol mio, oggi la sovranità è vostra e trionfate su questa terra. Ma quando giungerà il rigore di Allah, chi ci aiuterà?”. Disse Faraone: “Vi mostro solo quello ch'io vedo e vi guido sulla via della rettitudine”. (40:29)

 

Le parole che abbiamo ascoltato vengono pronunciate da uno dei cortigiani del Faraone, che come abbiamo detto, aveva accettato l’invito di Mosè ma nascondeva la sua fede, per paura e per poter aiutare il profeta fingendosi dalla parte del Faraone. Questa persona si oppose all’idea di assassinare Mosè e mise in guardia il Faraone, ricordando che loro detenevano il potere e che un’azione contro Mosè avrebbe potuto scatenare una rivolta. In più, questo personaggio credente, disse che se Mose’ avesse mentito, presto la cosa si sarebbe venuta a sapere tra la gente, ma riflettè anche ricordando che qualora lui fosse davvero il messaggero di Dio, agire contro di lui avrebbe procurato il castigo divino al Faraone ed al suo seguito.

A quanto pare, i ragionamenti del Mumin (o del Credente) della corte del Faraone, calmarono i membri della corte, ma il Faraone insistette per uccidere Mosè; ciò è la caratteristica comune di tutti gli ingiusti della storia che si ritengono i migliori anche nel decidere. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Non dobbiamo vantarci della nostra potenza e della nostra ricchezza e ricordare sempre che se Dio volesse, potrebbe sottrarci tutto in men che non si dica.

Secondo – È dovere dei credenti mettere in guardia i peccatori e i criminali, anche se essi hanno in mano il potere e di fatto sono i governatori della società.

Terzo – Ignorare i moniti delle persone saggie e sentirsi sempre dalla parte della ragione, è un atteggiamento negativo e tipico del Faraone.

Ed ora leggiamo i versetti 30 e 31 della sura Al Ghafir o del Perdonatore:

 

«وَقَالَ الَّذِی آمَنَ یَا قَوْمِ إِنِّی أَخَافُ عَلَیْکُم مِّثْلَ یَوْمِ الْأَحْزَابِ»،

E colui che credeva disse: “O popol mio, pavento per voi un giorno come quello delle fazioni, (40:30)

 

«مِثْلَ دَأْبِ قَوْمِ نُوحٍ وَعَادٍ وَثَمُودَ وَالَّذِینَ مِن بَعْدِهِمْ وَمَا اللَّـهُ یُرِیدُ ظُلْمًا لِّلْعِبَادِ»

come quello del popolo di Noè, degli ‘Âd e dei Thamûd, o di quelli [che vissero] dopo di loro: Allah non accetta che i Suoi servi [subiscano] ingiustizia. (40:31)

 

Il Mumin o Credente della corte del Faraone, che dà nome proprio a questa sura, infatti Mumin è il suo secondo nome oltre a Ghafir o Perdonatore, quando vide che il Faraone insisteva sull’assassinio di Mosè, continuò a discutere e ricordò che prima di loro, popoli come quelli di Noè, degli Ad e dei Thamud erano letteralmente scomparsi a seguito di un castigo divino. Il popolo di Noè era stato sommerso, gli Ad erano stati uccisi da un vento impetuoso mentre i Thamud erano stati colpiti da un fulmine micidiale. Il credente della corte del Faraone ricorda che questi castighi non vennero inflitti da Dio con ingiustizia ed erano solo l’esito “mondano” delle azioni di questi popoli. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Riflettere sul destino dei popoli passati e lo studio della storia, è un qualcosa che il Corano consiglia per poter costruire meglio il futuro.

Secondo – Se in una società le azioni sbagliate e ingiuste diventano abitudine, tale società è minacciata dalla scomparsa.

Terzo – Alcune volte le calamità naturali, sono l’esito delle azioni mondane dei popoli.

Ed ora leggiamo i versetti 32 e 33 della sura al Ghafir:

 

«وَیَا قَوْمِ إِنِّی أَخَافُ عَلَیْکُمْ یَوْمَ التَّنَادِ»،

O popol mio, pavento per voi il Giorno del Reciproco Appello (40:32)

 

«یَوْمَ تُوَلُّونَ مُدْبِرِینَ مَا لَکُم مِّنَ اللَّـهِ مِنْ عَاصِمٍ وَمَن یُضْلِلِ اللَّـهُ فَمَا لَهُ مِنْ هَادٍ»

il Giorno in cui, sbandandovi, volterete le spalle e non avrete alcun difensore contro Allah. Nessuno potrà guidare colui che Allah smarrisce. (40:33)

 

Il credente del popolo del Faraone prosegue con i suoi consigli e ricorda che nel momento in cui arriverà il castigo divino, sarà impossibile sottrarsi e non ci sarà rifugio alcuno. In quel giorno, solo coloro che avranno seguito la via divina potranno trovare salvezza. Alla fine del secondo versetto letto, si dice che Allah smarrisce le persone ma in realtà lo smarrimento è esito delle azioni delle persone stesse e Dio, ha inviato sulla terra i suoi messaggeri per la guida delle genti. In altre parole, le persone che lasciano il sentiero divino e poi si perdono, sono come un bambino che lascia la mano del padre e poi cade per terra. In questo esempio è chiaro che il padre, non ha colpa. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Mettere in guardia i peccatori circa l’esito delle loro azioni, è dovere dei credenti e delle persone affettuose. Proprio come i genitori che con affetto, mettono in guardia i loro figli piccoli dal fuoco che può scottarli.

Secondo – La salvezza o la disgrazia finale è nelle mani di Dio, anche se è l’uomo a costruirla con le sue azioni.

Terzo – Non vi è via terza; o una persona trova la salvezza, o è nella perdizione. Chi non segue la guida divina si smarrisce, e non ci sono altre soluzioni.

Davood Abbasi