May 09, 2020 09:24 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da alcuni mesi abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.

 

Ed ora leggiamo i versetti numero 48, 49 e 50 della sura del Perdonatore:

 

«قَالَ الَّذِینَ اسْتَکْبَرُوا إِنَّا کُلٌّ فِیهَا إِنَّ اللَّـهَ قَدْ حَکَمَ بَیْنَ الْعِبَادِ»،

E coloro che erano stati superbi diranno: “In verità tutti noi ci siamo dentro. Allah ha emesso la sentenza sui Suoi servi”. (40:48)

 

«وَقَالَ الَّذِینَ فِی النَّارِ لِخَزَنَةِ جَهَنَّمَ ادْعُوا رَبَّکُمْ یُخَفِّفْ عَنَّا یَوْمًا مِّنَ الْعَذَابِ»،

Coloro che saranno nel Fuoco diranno ai guardiani dell'Inferno: “Pregate il vostro Signore, ché ci sollevi dal castigo, [anche] di un [solo] giorno”. (40:49)

 

«قَالُوا أَوَلَمْ تَکُ تَأْتِیکُمْ رُسُلُکُم بِالْبَیِّنَاتِ  قَالُوا بَلَى قَالُوا فَادْعُوا وَمَا دُعَاءُ الْکَافِرِینَ إِلَّا فِی ضَلَالٍ»

Risponderanno: “Non vi recarono le prove evidenti i vostri messaggeri?”. Diranno: “Sì!”. E quelli: “Invocate allora!”. Ma l'invocazione dei miscredenti è destinata al fallimento. (40:50)

 

 

Come spiegavano i versetti precedenti a questi che abbiamo letto, all'Inferno, i peccatori si incolpano a vicenda della loro disgrazia e soprattutto i malfattori, incolpano i sovrani del male e coloro che in vita li hanno invitati a compiere azioni ingiuste e a prendere la strada sbagliata. Qui apprendiamo la risposta di questi sovrani del male che ammettono il loro errore e ricordano che tutti insieme si trovano all'Inferno. Dio, proseguono, ha giudicato in base alla giustizia e ciò è quello che ci siamo meritati con le nostre azioni. I sovrani del male dicono ai loro seguaci che se avessero potuto, avrebbero fatto qualcosa per se stessi, ma che come si può vedere, non possono nulla.

Quando poi i peccatori perdono la speranza, chiedono ai guardiani dell'inferno di pregare per loro, almeno per alleviare il castigo divino, anche per un solo giorno; i guardiani dell'Inferno, a quel punto, chiedono loro perchè non abbiano seguito il messaggio dei profeti. I peccatori ammettono la loro colpa e a loro viene detto di invocare Dio, anche se farlo, a quel punto, non ha più alcun effetto.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Coloro che in questa vita si comportano con superbia e non si sottomettono al bene, nell'aldilà vengono afflitti dalle peggiori umiliazioni.

Secondo – Giudicare in maniera giusta l'operato degli uomini è solo opera di Dio e quindi non dobbiamo mai giudicare il prossimo.

Terzo – La punizione dell'Inferno non può essere alleviata o ridotta; fino a quando siamo in vita abbiamo la possibilità di pentirci e chiedere perdono al Signore.

Quarto – All'Inferno la punizione per gli uomini peccatori è talmente intensa che i malfattori chiedono addirittura l'aiuto dei guardiani dell'Inferno, senza però ottenere nulla.

Quinto – La tradizione divina è quella di punire solo chi è stato informato e che volontariamente ha scelto la via del male.

 

Ed ora leggiamo i versetti 51 e 52 della sura Al Ghafir o del Perdonatore:

 

«إِنَّا لَنَنصُرُ رُسُلَنَا وَالَّذِینَ آمَنُوا فِی الْحَیَاةِ الدُّنْیَا وَیَوْمَ یَقُومُ الْأَشْهَادُ»،

Aiuteremo i Nostri inviati e coloro che credono, in questa vita e nel Giorno in cui si alzeranno i testimoni, (40:51)

 

«یَوْمَ لَا یَنفَعُ الظَّالِمِینَ مَعْذِرَتُهُمْ وَلَهُمُ اللَّعْنَةُ وَلَهُمْ سُوءُ الدَّارِ»

nel Giorno in cui nessuna scusa sarà utile agli ingiusti, [saranno] maledetti e avranno la peggiore delle dimore. (40:52)

 

I seguaci dei sovrani del male pensavano che i loro potenti capi li avrebbero sempre difesi, ma nel Giorno del Giudizio si accorgono che ciò non è possibile. Al contrario, i profeti ed i loro seguaci vengono aiutati sia in questo che nell'altro mondo; in altre parole, il Signore proclama il suo sostegno incondizionato a queste persone, in questa e nell'altra vita.

In questa vita, i fedeli vengono aiutati anche moralmente con soccorsi che provengono pure dal mondo dell'invisibile e molte trame ordite contro di loro dai nemici, vengono neutralizzate per volere divino.

Il Giorno del Giudizio, è il giorno in cui i malvagi e gli ingiusti vengono puniti e umiliati. Dinanzi al tribunale divino, dove tutti assistono, le loro malefatte vengono svelate e ci sono testimoni che raccontano le carttive azioni dei malvagi. L'ammissione delle loro colpe, quindi, non ha alcun vantaggio per i peccatori che vengono condotti nella fornace.

Il Corano, come abbiamo visto in questa sura, narra le vicende dei popoli passati e le divergenze tra peccatori e benefattori per poi arrivare a narrare, l'aiuto ed il soccorso dato da Dio ai benefattori e dare quindi ai credenti di ogni era, la forza per resistere ed essere saldi nella loro fede e nelle loro buone azioni.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Una delle tradizioni divine è la vittoria dei profeti e dei credenti contro i rinnegatori di Dio. Ciò però a condizione che i fedeli non si perdano d'anima e siano forti e resistenti.

Secondo – L'esser fedeli è un vantaggio anche per questa vita mondana, e non solo un bene per l'aldilà.

Terzo – Le promesse divine sull'aiuto dei fedeli, dà loro la forza per resistere contro le insidie e le pressioni dei nemici.

Davood Abbasi