Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (866)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcuni mesi abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano. La sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.
Ed ora leggiamo i versetti numero 48, 49 e 50 della sura del Perdonatore:
«قَالَ الَّذِینَ اسْتَکْبَرُوا إِنَّا کُلٌّ فِیهَا إِنَّ اللَّـهَ قَدْ حَکَمَ بَیْنَ الْعِبَادِ»،
E coloro che erano stati superbi diranno: “In verità tutti noi ci siamo dentro. Allah ha emesso la sentenza sui Suoi servi”. (40:48)
«وَقَالَ الَّذِینَ فِی النَّارِ لِخَزَنَةِ جَهَنَّمَ ادْعُوا رَبَّکُمْ یُخَفِّفْ عَنَّا یَوْمًا مِّنَ الْعَذَابِ»،
Coloro che saranno nel Fuoco diranno ai guardiani dell'Inferno: “Pregate il vostro Signore, ché ci sollevi dal castigo, [anche] di un [solo] giorno”. (40:49)
«قَالُوا أَوَلَمْ تَکُ تَأْتِیکُمْ رُسُلُکُم بِالْبَیِّنَاتِ قَالُوا بَلَى قَالُوا فَادْعُوا وَمَا دُعَاءُ الْکَافِرِینَ إِلَّا فِی ضَلَالٍ»
Risponderanno: “Non vi recarono le prove evidenti i vostri messaggeri?”. Diranno: “Sì!”. E quelli: “Invocate allora!”. Ma l'invocazione dei miscredenti è destinata al fallimento. (40:50)
Come spiegavano i versetti precedenti a questi che abbiamo letto, all'Inferno, i peccatori si incolpano a vicenda della loro disgrazia e soprattutto i malfattori, incolpano i sovrani del male e coloro che in vita li hanno invitati a compiere azioni ingiuste e a prendere la strada sbagliata. Qui apprendiamo la risposta di questi sovrani del male che ammettono il loro errore e ricordano che tutti insieme si trovano all'Inferno. Dio, proseguono, ha giudicato in base alla giustizia e ciò è quello che ci siamo meritati con le nostre azioni. I sovrani del male dicono ai loro seguaci che se avessero potuto, avrebbero fatto qualcosa per se stessi, ma che come si può vedere, non possono nulla.
Quando poi i peccatori perdono la speranza, chiedono ai guardiani dell'inferno di pregare per loro, almeno per alleviare il castigo divino, anche per un solo giorno; i guardiani dell'Inferno, a quel punto, chiedono loro perchè non abbiano seguito il messaggio dei profeti. I peccatori ammettono la loro colpa e a loro viene detto di invocare Dio, anche se farlo, a quel punto, non ha più alcun effetto.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Coloro che in questa vita si comportano con superbia e non si sottomettono al bene, nell'aldilà vengono afflitti dalle peggiori umiliazioni.
Secondo – Giudicare in maniera giusta l'operato degli uomini è solo opera di Dio e quindi non dobbiamo mai giudicare il prossimo.
Terzo – La punizione dell'Inferno non può essere alleviata o ridotta; fino a quando siamo in vita abbiamo la possibilità di pentirci e chiedere perdono al Signore.
Quarto – All'Inferno la punizione per gli uomini peccatori è talmente intensa che i malfattori chiedono addirittura l'aiuto dei guardiani dell'Inferno, senza però ottenere nulla.
Quinto – La tradizione divina è quella di punire solo chi è stato informato e che volontariamente ha scelto la via del male.
Ed ora leggiamo i versetti 51 e 52 della sura Al Ghafir o del Perdonatore:
«إِنَّا لَنَنصُرُ رُسُلَنَا وَالَّذِینَ آمَنُوا فِی الْحَیَاةِ الدُّنْیَا وَیَوْمَ یَقُومُ الْأَشْهَادُ»،
Aiuteremo i Nostri inviati e coloro che credono, in questa vita e nel Giorno in cui si alzeranno i testimoni, (40:51)
«یَوْمَ لَا یَنفَعُ الظَّالِمِینَ مَعْذِرَتُهُمْ وَلَهُمُ اللَّعْنَةُ وَلَهُمْ سُوءُ الدَّارِ»
nel Giorno in cui nessuna scusa sarà utile agli ingiusti, [saranno] maledetti e avranno la peggiore delle dimore. (40:52)
I seguaci dei sovrani del male pensavano che i loro potenti capi li avrebbero sempre difesi, ma nel Giorno del Giudizio si accorgono che ciò non è possibile. Al contrario, i profeti ed i loro seguaci vengono aiutati sia in questo che nell'altro mondo; in altre parole, il Signore proclama il suo sostegno incondizionato a queste persone, in questa e nell'altra vita.
In questa vita, i fedeli vengono aiutati anche moralmente con soccorsi che provengono pure dal mondo dell'invisibile e molte trame ordite contro di loro dai nemici, vengono neutralizzate per volere divino.
Il Giorno del Giudizio, è il giorno in cui i malvagi e gli ingiusti vengono puniti e umiliati. Dinanzi al tribunale divino, dove tutti assistono, le loro malefatte vengono svelate e ci sono testimoni che raccontano le carttive azioni dei malvagi. L'ammissione delle loro colpe, quindi, non ha alcun vantaggio per i peccatori che vengono condotti nella fornace.
Il Corano, come abbiamo visto in questa sura, narra le vicende dei popoli passati e le divergenze tra peccatori e benefattori per poi arrivare a narrare, l'aiuto ed il soccorso dato da Dio ai benefattori e dare quindi ai credenti di ogni era, la forza per resistere ed essere saldi nella loro fede e nelle loro buone azioni.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Una delle tradizioni divine è la vittoria dei profeti e dei credenti contro i rinnegatori di Dio. Ciò però a condizione che i fedeli non si perdano d'anima e siano forti e resistenti.
Secondo – L'esser fedeli è un vantaggio anche per questa vita mondana, e non solo un bene per l'aldilà.
Terzo – Le promesse divine sull'aiuto dei fedeli, dà loro la forza per resistere contro le insidie e le pressioni dei nemici.
Davood Abbasi