Il sentiero della luce
Il sentiero della luce (873)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcuni mesi abbiamo avviato la lettura del quarantesimo brano del Corano, la sura Al-Ghâfir (Il Perdonatore), che oggi concluderemo. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 85 versetti. Parla delle questioni basilari del credo islamico, come le altre sure meccane e prende nome dal terzo versetto, dove Dio viene detto “Ghafir”, Il Perdonatore. In essa si parla anche di un noto credente dell’era del Faraone e per questo e’ pure detta “Mumin” o Credente.
Ed ora leggiamo il versetto numero 82 della sura di Ghafir o del Perdonatore:
«أَفَلَمْ یَسِیرُوا فِی الْأَرْضِ فَیَنظُرُوا کَیْفَ کَانَ عَاقِبَةُ الَّذِینَ مِن قَبْلِهِمْ کَانُوا أَکْثَرَ مِنْهُمْ وَأَشَدَّ قُوَّةً وَآثَارًا فِی الْأَرْضِ فَمَا أَغْنَى عَنْهُم مَّا کَانُوا یَکْسِبُونَ»
Non hanno viaggiato sulla terra e visto quel che avvenne a coloro che li precedettero e che pure erano più numerosi di loro, più forti e lasciarono maggiori vestigia sulla terra? Quel che avevano acquisito non fu loro di nessuna utilità. (40:82)
La storia dell’uomo si può apprendere in primis studiando i testi rimasti dal passato ma soprattutto viaggiando, scavando e scoprendo ciò che rimane delle civiltà passate. Come avete appreso, il Corano invita a fare questo perchè ciò ci può dare un’idea della nostra stessa fine. Potenze del passato sono crollate e si sono dileguate per via della loro ingiustizia. Nemmeno le fortezze e i palazzi più forti, di qualsiasi materiale fossero, sono riusciti a resistere. Dalla breve riflessione su questo versetto apprendiamo che:
Primo – Lo studio della storia dei popoli passati, nella sua forma scritta o nella sua forma pratica che passa per la visita dei siti archeologici, è un qualcosa di raccomandato dal Corano.
Secondo – Per quanto una nazione o una civiltà possa essere potente e ricca, non deve ritenersi immortale e invincibile; la superbia e l’ingratitudine nei confronti di Dio, ha già distrutto tantissime civiltà del passato.
Terzo – Uno dei motivi del declino delle civiltà umane è stata la loro opposizione agli insegnamenti dei profeti divini.
Quarto – La potenza, il progresso e la ricchezza di una società umana non può impedire la punizione divina nei suoi confronti.
Ed ora leggiamo il versetto numero 83 della sura:
«فَلَمَّا جَاءَتْهُمْ رُسُلُهُم بِالْبَیِّنَاتِ فَرِحُوا بِمَا عِندَهُم مِّنَ الْعِلْمِ وَحَاقَ بِهِم مَّا کَانُوا بِهِ یَسْتَهْزِئُونَ»
Quando i loro messaggeri recarono le prove evidenti, si rallegravano della scienza che già possedevano e perciò li avvolse quel che schernivano. (40:83)
Le potenze malvagie della storia, dotate di potere e di eserciti forti, hanno sempre pensato che il progresso, la scienza, e la loro forza riuscisse a fermare la punizione divina.
Per questo rifiutavano apertamente e senza timore il messaggio dei profeti divini e si prendevano gioco della Parola del Signore. Le potenze terrene malvagie si vantavano della propria forza e del proprio sapere ed etichettavano gli insegnamenti divini e le sacre scritture come mere superstizioni. Però, non hanno avuto altro destino se non quello di incombere, una dopo l’altra. In pratica, proprio ciò che loro ritenevano equivalente al nulla, li ha puniti determinando il declino e la scomparsa del loro potere.
Secondo il Corano, la radice di tutti i mali dell’uomo è la sua superbia; questa superbia può nascere per la forza militare, economica o scientifica di una società. Si tratta di un fenomeno che è assolutamente attuale, visto che molti scienziati, sono talmente superbi e talmente inebriati dalle scoperte umane, che ritengono inutili e addirittura menzogna il messaggio religioso.
Le due guerre mondiali, però, hanno dimostrato che il progresso umano senza la moralità e la religione, non lo ha reso più felice ma lo ha avvicinato sempre più alla soglia di un burrone. Nelle società cosiddette secolari di oggi, la corruzione e svariati problemi sociali ed etici, i disturbi alla psiche, i dati sui casi di stupro e violenza nei confronti delle donne, i dati sui casi di suicidio, fenomeni orribili come la pedofilia e la prostituzione, sono tutti indicativi del fatto che il solo progresso scientifico, non può garantire la felicità ed anzi, può anche accrescere l’infelicità delle persone.
Dalla nostra breve riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – La parola dei profeti è stata accompagnata da miracoli e ragionamenti chiari che ogni persona sincera può comprendere.
Secondo – Se l’uomo diventa superbo per la sua misera scienza, ciò gli impedisce di accettare la verità inviatagli da Dio attraverso i suoi messaggeri. Ciò mentre la scienza umana, non è in grado di sostituire il ruolo degli insegnamenti religiosi; in una situazione ideale, religione e scienza devono procedere a pari passo, anche perchè al contrario di ciò che si pensa o si vuol far credere, non sono contrari l’uno all’altro ma compatibili e orientati verso la stessa direzione.
Terzo – Una delle brutte conseguenze della superbia dell’uomo, dovuta alla scienza, è quella di deridere la Parola divina. Persone che in realtà hanno raggiunto una parte infinitesimale della scienza divina, sulla quale si basa tutto il creato, negano l’esistenza di Dio voltando le spalle a tutti gli insegnamenti religiosi.
Quarto – Le civiltà che hanno ignorato gli insegnamenti divini, hanno pagato con la propria scomparsa tale errore.
Ed ora leggiamo i versetti 84 e 85 della sura di Ghafir o del Perdonatore:
«فَلَمَّا رَأَوْا بَأْسَنَا قَالُوا آمَنَّا بِاللَّـهِ وَحْدَهُ وَکَفَرْنَا بِمَا کُنَّا بِهِ مُشْرِکِینَ»،
Poi, quando videro la Nostra severità, gridarono: “Crediamo in Allah, l'Unico, e rinneghiamo coloro che [Gli] avevamo associato”. (40:84)
«فَلَمْ یَکُ یَنفَعُهُمْ إِیمَانُهُمْ لَمَّا رَأَوْا بَأْسَنَا سُنَّتَ اللَّـهِ الَّتِی قَدْ خَلَتْ فِی عِبَادِهِ وَخَسِرَ هُنَالِکَ الْکَافِرُونَ»
Ma la loro [tardiva] fede non fu loro di nessuna utilità, dopo che ebbero visto la Nostra severità. Questa è la consuetudine di Allah nei confronti dei Suoi servi. Saranno perduti i miscredenti! (40:85)
In conclusione, la sura del Perdonatore, racconta la fine delle persone superbe, quelle che negavano l’esistenza di Dio e l’utilità della Sua Parola. Alla fine dei tempi, quando osserveranno coi propri occhi la potenza divina e l’entità insignificante del loro potere e della loro scienza, si pentiranno per il proprio comportamento; purtroppo però, tale ammissione di colpa, non avrà più valore per salvarli dalle conseguenze delle loro azioni. Nella storia di Mosè e del Faraone, per esempio, quando il Faraone stava per annegare, racconta il Corano, dichiarò di aver accettato la fede; ciò però non servì e non venne accettato, perchè avveniva mentre lui era ormai spacciato e non aveva altre opzioni davanti. La sua fede sarebbe stata valida se fosse arrivata quando era ancora al potere.
Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:
Primo – Le persone superbe e ostinate, non sono disposte ad accettare la fede prima di vedere il castigo divino, ma una fede accettata in quell’istante non sarà più utile per salvarle.
Secondo – Il valore della fede sta nell’accoglierla volontariamente. Una fede dettata dalla paura o dall’obbligo non ha valore presso il Signore e non serve a salvare le persone.
Terzo – Il vero fallimento in una vita, è morire senza credere in Dio.
Davood Abbasi