Lug 14, 2020 08:29 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Da qualche settimana abbiamo iniziato la lettura del quarantunesimo brano del Corano, la sura Fussilat ("Chiaramente Esposti"), titolo che fa riferimento ai versetti del Corano, e che è preso dal terzo versetto. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 54 versetti. Inizia come altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.

Ecco quindi i versetti numero 13 e 14 della sura dei Chiaramente Esposti:  

 

«فَإِنْ أَعْرَضُوا فَقُلْ أَنذَرْتُکُمْ صَاعِقَةً مِّثْلَ صَاعِقَةِ عَادٍ وَثَمُودَ»،

Se si allontanano, di' loro: “Vi dò l'avvertimento di una folgore, uguale alla folgore [che colpì] gli ‘Âd e i Thamûd”. (41:13)

 

«إِذْ جَاءَتْهُمُ الرُّسُلُ مِن بَیْنِ أَیْدِیهِمْ وَمِنْ خَلْفِهِمْ أَلَّا تَعْبُدُوا إِلَّا اللَّـهَ  قَالُوا لَوْ شَاءَ رَبُّنَا لَأَنزَلَ مَلَائِکَةً فَإِنَّا بِمَا أُرْسِلْتُم بِهِ کَافِرُونَ»

Quando da ogni parte giunsero loro i messaggeri dicendo: “Non adorate altri che Allah”, risposero: “Se il nostro Signore avesse voluto [che credessimo], avrebbe certamente fatto scendere gli angeli. Dunque non crediamo a ciò con cui siete stati inviati”. (41:14)

 

Dopo aver enumerato i segni della potenza e della scienza divina, nei cieli e sulla terra, il brano dei Chiaramenti Esposti si rivolge ai rinnegatori e ricorda loro che l’ostinazione nel negare la verità, avrà per loro come esito solo la punizione divina.

Proprio come accadde ad alcuni popoli del passato, che videro i miracoli dei profeti ed ascoltarono il loro messaggio, ma negarono lo stesso il Signore.

Quelle genti giustificavano cosi la loro ostinazione nel rinnegare Dio, sostenendo che se Egli fosse esistito e avesse voluto comunicare con gli uomini, avrebbe mandato gli angeli e non degli uomini normali come propri messaggeri. Proprio questo loro dire e fare, fu motivo della loro disgrazia.

Dalla riflessione su questi versetti possiamo trarre le seguenti conclusioni:

Primo – Uno dei doveri dei profeti, è quello di ammonire la gente circa l’esito delle loro azioni.

Secondo – Non per forza la punizione divina si limita all’aldilà, e anche in questa vita i malfattori possono ricevere una parte del loro castigo.

Terzo – Dio, attraverso i profeti, riferisce la Sua parola alle genti in modo che nel Giorno del Giudizio, non abbiano da contestare e non possano dire di non aver appreso e di non aver saputo. Non si può punire chi non sapeva di agire in maniera errata.

Quarto – Il primo obbiettivo dell’invito dei profeti, era il Monoteismo. Nessun profeta ha invitato la gente a seguirlo o adorarlo di persona, ma ad adorare Dio.

Ed ora leggiamo i versetti 15 e 16 della sura Fussilat o dei Chiaramente Esposti:

 

«فَأَمَّا عَادٌ فَاسْتَکْبَرُوا فِی الْأَرْضِ بِغَیْرِ الْحَقِّ وَقَالُوا مَنْ أَشَدُّ مِنَّا قُوَّةً  أَوَلَمْ یَرَوْا أَنَّ اللَّـهَ الَّذِی خَلَقَهُمْ هُوَ أَشَدُّ مِنْهُمْ قُوَّةً  وَکَانُوا بِآیَاتِنَا یَجْحَدُونَ»،

 

Gli ‘Âd furono ingiustamente superbi sulla terra e dissero: “Chi è più forte di noi?”. Ma come, non avevano visto che Allah, Che li aveva creati, era più forte di loro? Negarono i Nostri Segni. (41:15)

 

«فَأَرْسَلْنَا عَلَیْهِمْ رِیحًا صَرْصَرًا فِی أَیَّامٍ نَّحِسَاتٍ لِّنُذِیقَهُمْ عَذَابَ الْخِزْیِ فِی الْحَیَاةِ الدُّنْیَا  وَلَعَذَابُ الْآخِرَةِ أَخْزَى وَهُمْ لَا یُنصَرُونَ»

Inviammo contro di loro un vento impetuoso e glaciale, in giorni nefasti, affinché gustassero ignominioso castigo già in questa vita. Ma il castigo dell'Altra vita è più avvilente e non saranno soccorsi. (41:16)

 

Nei versetti precedenti erano stati citati gli Ad e i Thamud, due popoli del passato puniti dal Signore.

Qui si parla più dettagliatamente degli Ad, una popolazione che si suppone abbia vissuto nel sud della penisola araba.

Gli Ad erano dei guerrieri molto forti ed avevano una società ricca e prospera. Costruivano le loro città sottoforma di cittadelle fortificate sulle montagne ed avevano palazzi sublimi. Si ritenevano invincibili e quando il loro profeta, Hud, li invitò all’adorazione di Dio, furono talmente superbi da dire che nessuno, nemmeno Dio, era in grado di batterli o distruggerli.

Il Corano chiede come riuscissero ad essere superbi dinanzi ad un Dio che li aveva creati. Come spiegano anche altri versetti del Corano, per una settimana tirò sulle loro città un vento gelido e impetuoso, che distrusse tutto ciò che avevano e che trasformò in rovine disabitate le loro dimore. Il Corano precisa che la loro punizione nell’aldilà, sarà ben più dura e nessuno potrà soccorrerli.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Quando la miscredenza è accompagnata dalla superbia, è probabile che la punizione divina colpisca il colpevole anche in questa vita.

Secondo – Essere fieri della propria potenza e sentirsi invincibili, è una situazione che minaccia gli individui e le società, e può portare conseguenze catastrofiche.

Terzo – I fenomeni naturali, come il vento o la pioggia, svolgono la loro missione per volere di Dio. Sia quando portano la grazia, sia quando puniscono gli uomini.

Quarto – I momenti in cui arriva la Grazia divina sono momenti fausti e sacri, mentre i momenti in cui arriva la punizione divina, sono momenti nefasti.

Ed ora leggiamo i versetti 17 e 18 della sura di Fussilat o dei Chiaramente Esposti:

 

«وَأَمَّا ثَمُودُ فَهَدَیْنَاهُمْ فَاسْتَحَبُّوا الْعَمَى عَلَى الْهُدَى فَأَخَذَتْهُمْ صَاعِقَةُ الْعَذَابِ الْهُونِ بِمَا کَانُوا یَکْسِبُونَ»،

 

Guidammo i Thamûd, ma preferirono l'accecamento, alla guida. La folgore del castigo umiliante li colpì per quel che si erano meritati. (41:17)

 

«وَنَجَّیْنَا الَّذِینَ آمَنُوا وَکَانُوا یَتَّقُونَ»

Salvammo [solo] coloro che credevano ed erano timorati [di Allah]. (41:18)

 

Dopo gli Ad, questi versetti parlano del destino dei Thamud. I Thamud erano un popolo che viveva a nord della penisola araba e che costruiva le proprie dimora tagliando la pietra delle montagne e per questo, come si apprende dal Corano, era molto forte e progredito; questo popolo possedeva campi e giardini fantastici ed era benestante.

A loro venne inviato il profeta Salih, che mostrò loro dei miracoli e li invitò ad adorare il Signore. Pur comprendendo la veridicità del messaggio di Salih, questo popolo si rifiutò di accettare il suo messaggio per via della propria superbia e fu cosi che un tuono terrificante incendiò le loro città e dopo di esso un sisma, trasformo tutto ciò che avevano in rovina.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – La Miscredenza è segno di cecità e l’ostinazione di tale cecità, non può che portare la disgrazia all’uomo.

Secondo – I doni divini o le punizioni divine, sono esito dell’operato delle persone stesse. La purezza e la fede sono segreti per la salvezza ed il peccato e la miscredenza, le chiavi della disgrazia.

Davood Abbasi

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