Ott 03, 2020 11:19 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Oggi concludiamo la lettura del quarantunesimo brano del Corano, la sura Fussilat ("Chiaramente Esposti"), titolo che fa riferimento ai versetti del Corano, e che è preso dal terzo versetto. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 54 versetti. Inizia come altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.

Ecco quindi il versetto numero 49 della sura dei Chiaramente Esposti:

 

«لَّا یَسْأَمُ الْإِنسَانُ مِن دُعَاءِ الْخَیْرِ وَإِن مَّسَّهُ الشَّرُّ فَیَئُوسٌ قَنُوطٌ»

L'uomo non si stanca mai di invocare il bene. Quando poi lo coglie la sventura, si dispera, affranto. (41:49)

 

Le persone di poca fede, non hanno una grande capacità di sopportare e di resistere. Queste persone vanno instancabilmente alla ricerca delle ricchezze di questo mondo e più le ottengono, più sono avide di esse.

Se però non conseguono successo nell’acquisire la ricchezza e il potere, e soprattutto se vengono afflitti da povertà o sventura, perdono la speranza e pensano che la vita per loro sia finita. L’orizzonte di queste persone, è limitato alla vita materiale; sono felici quando il mondo sorride loro e si affliggono quando non hanno successo nella loro vita mondana.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – L’uomo, di solito, è servo di sentimenti come l’avidità e vuole per se tutto ciò che gli è possibile ottenere. Gli insegnamenti dei profeti, però, dicono di donare agli altri e di pensare anche al prossimo, oltre che a se stessi.

Secondo – Il sentimento di rassegnazione in una persona è segnale della sua debolezza spirituale. Un vero fedele non si perde mai d’animo.

 

Ed ora leggiamo i versetti 50 e 51 della sura Fussilat:

 

«وَلَئِنْ أَذَقْنَاهُ رَحْمَةً مِّنَّا مِن بَعْدِ ضَرَّاءَ مَسَّتْهُ لَیَقُولَنَّ هَـذَا لِی وَمَا أَظُنُّ السَّاعَةَ قَائِمَةً وَلَئِن رُّجِعْتُ إِلَى رَبِّی إِنَّ لِی عِندَهُ لَلْحُسْنَى فَلَنُنَبِّئَنَّ الَّذِینَ کَفَرُوا بِمَا عَمِلُوا وَلَنُذِیقَنَّهُم مِّنْ عَذَابٍ غَلِیظٍ»،

Se gli facciamo gustare una misericordia da parte nostra dopo che lo ha toccato l'avversità, certamente dice: “Questo mi era dovuto; non credo che sorgerà l'Ora e se mai fossi ricondotto al mio Signore, avrò presso di Lui la migliore delle ricompense”. Allora informeremo i miscredenti di quello che avranno commesso e faremo gustare loro un penoso tormento. (41:50)

 

«وَإِذَا أَنْعَمْنَا عَلَى الْإِنسَانِ أَعْرَضَ وَنَأَى بِجَانِبِهِ وَإِذَا مَسَّهُ الشَّرُّ فَذُو دُعَاءٍ عَرِیضٍ»

Quando colmiamo di favore l'uomo, egli si sottrae e si allontana. Quando invece lo colpisce una sventura, allora invoca a lungo. (41:51)

 

Proseguendo la descrizione delle persone con una fede debole e superficiale, qui il sacro testo ricorda che queste persone, hanno dentro di loro una sorta di superbia che impedisce loro di considerare la mano di Dio nella loro vita.

Tutto quello che queste persone hanno, è esito dei doni divini, ma loro, invece di ringraziare il Signore, ritengono solo merito di se stessi ciò che possiedono. 

L’ingratitudine di queste persone le spinge verso la negazione della Resurrezione nell’altro mondo; sono cosi arroganti da dire che pure nel caso di una Resurrezione, loro avranno diritto ad un trattamento speciale e privilegiato. Il Corano spiega che però, presto queste persone avranno modo di assaggiare il castigo.

Queste persone dimenticano Dio nel momento della felicità e voltano le spalle alle leggi divine, e dichiarano di non credere in Dio. Quando invece vengono colpiti dalle sventure ed hanno bisogno, pregano ma anche in quel momento si esprimono in una maniera offensiva nei confronti di Dio, come se fosse Lui l’origine delle loro sventure.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Gli uomini deviati hanno una bassa capacità di resistere e sono anche superbi. Queste persone diventano superbe e ingrate quando raggiungono la ricchezza ed il potere e ritengono solo merito proprio la loro fortuna.

Secondo – I doni divini sono esito della Sua Misericordia, e non sono merito nostro o nostro diritto. Dio non è in debito con noi, ma è il contrario; siamo noi che dobbiamo ringraziarLo per tutto il bene che ci ha donato.

Terzo – Le prsone ricche e potenti, non necessariamente sono quelle più amate da Dio. Per questo le persone ricche e potenti non devono pensare di avere obbligatoriamente una situazione privilegiata anche nell’altra vita.

Quarto – Dobbiamo stare attenti a non dimenticare Dio nel momento del successo e della felicità, nel senso che non dobbiamo dimenticare le leggi della religione; altrimenti, la nostra ricchezza si trasforma in motivo di disgrazia.

Ed ora leggiamo gli ultimi tre versetti della sura di Fussilat o dei Chiaramente Esposti, i versetti 52, 53 e 54:

 

«قُلْ أَرَأَیْتُمْ إِن کَانَ مِنْ عِندِ اللَّـهِ ثُمَّ کَفَرْتُم بِهِ مَنْ أَضَلُّ مِمَّنْ هُوَ فِی شِقَاقٍ بَعِیدٍ»،

 

Di': “Non vedete? Se [questo Corano] viene da Allah e voi lo rinnegate, chi sarà più traviato di chi si allontana nello scisma? (41:52)

 

«سَنُرِیهِمْ آیَاتِنَا فِی الْآفَاقِ وَفِی أَنفُسِهِمْ حَتَّى یَتَبَیَّنَ لَهُمْ أَنَّهُ الْحَقُّ أَوَلَمْ یَکْفِ  بِرَبِّکَ  أَنَّهُ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ شَهِیدٌ»،

Mostreremo loro i Nostri segni nell'universo e nelle loro stesse persone, finché non sia loro chiaro che questa è la Verità”. Non ti basta che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa? (41:53)

 

«أَلَا إِنَّهُمْ فِی مِرْیَةٍ مِّن لِّقَاءِ رَبِّهِمْ أَلَا إِنَّهُ بِکُلِّ شَیْءٍ مُّحِیطٌ»

Non è forse vero che dubitano dell'incontro con il loro Signore, mentre in verità Egli abbraccia ogni cosa [nella Sua Scienza]? (41:54)

Questi versetti, che concludono il 41esimo brano o sura del Corano, pongono tutta una serie di domande ai rinnegatori.

Se il Corano fosse parola divina, opporsi ad esso non sarebbe motivo di disgrazia? Se le nozioni rivelate da esso sull’inferno ed il paradiso fossero esatte, quale sarebbe il destino dei malfattori e dei rinnegatori?

Con questa serie di domande, il Corano vuole indurre le persone alla riflessione, una riflessione ampia che deve comprendere anche i segni di Dio nel Creato e nell’intimo di ogni singola persona.

Se vi sono dubbi nel Corano, ve ne sono anhe sul Creato e l’Universo? E’ davvero possibile mettere in dubbio la Potenza e la Saggezza del Creatore?

La scienza moderna ha aiutato sempre più a scoprire l’ordine e la perfezione del sistema che regola il moto dei pianeti, la vita degli esseri viventi sulla Terra, la sussistenza di mari e montagne, le leggi che regolano il corpo umano...sono solo alcuni degli aspetti innumerevoli dell’incredibile creazione divina.

Nel Corano si usa il verbo al presente e si dice “mostriamo i nostri segni” e ciò dimostra che Dio continua ad amministrare il creato e non lo ha creato ed abbandonato a se stesso; ogni scoperta scientifica nuova, di fatto, ci permette di scoprire un nuovo aspetto inerente alla grandiosità della creazione divina.

Purtroppo ci sono persone che nutrono dubbi sulla creazione, su Dio e sul ritorno in vita dopo la morte.

Il loro non è un dubbio naturale e umano, motivato dalla naturale voglia di capire; in realtà loro capiscono bene, ma continuano ad insistere coi loro dubbi per poter negare la religione e continuare a fare i loro comodi, e soddisfare le loro voglie basse, e poter difendere senza scrupolo i propri interessi.

Queste persone, devono però sapere che Dio abbraccia ogni cosa nella sua Sapienza infinita, e che nel Giorno della Resurrezione, dovranno rispondere delle loro azioni.

Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:

Primo – Una persona sana di mente, cerca di evitare i pericoli che si presentano sul suo cammino. La probabilità dell’esistenza di un Giorno del Giudizio, dovrebbe distogliere le persone dotate di senno dal compiere peccati e azioni inique.

Secondo – Tutto il Creato è una grande classe dove è possibile apprendere lezioni di conoscenza di Dio. L’uomo, gli altri esseri, le piante, gli animali, il cielo, la Terra, i pianeti, le galassie, non fanno altro che parlarci di Dio.

Terzo – La fede in Dio è accompagnata dalla fede nel Giorno del Giudizio. L’inizio e la fine del mondo sono nelle mani del Dio Unico e Onnipotente.

Ringraziamo il signore per aver concluso il 41esimo brano del Corano, la sura Fussilat o dei Chiaramente Esposti. Dalla prossima puntata avvieremo la lettura della sura successiva.

Davood Abbasi