Il sentiero della luce (886)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi iniziamo la lettura del quarantaduesimo brano del Corano, la sura Ash-Shûrâ ("La consultazione"), visto che il versetto 38 ricorda che i credenti “si consultano vicendevolmente”. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 53 versetti. Inizia come altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.
Ecco quindi il versetto numero 7 della sura Ash-Shura o della Consultazione:
«وَکَذَلِکَ أَوْحَیْنَا إِلَیْکَ قُرْآنًا عَرَبِیًّا لِّتُنذِرَ أُمَّ الْقُرَى وَمَنْ حَوْلَهَا وَتُنذِرَ یَوْمَ الْجَمْعِ لَا رَیْبَ فِیهِ فَرِیقٌ فِی الْجَنَّةِ وَفَرِیقٌ فِی السَّعِیرِ»
In tal modo Ti abbiamo rivelato un Corano arabo, affinché tu ammonisca la Madre delle città e coloro che [le abitano] attorno, e a finché tu avverta del Giorno della Riunione, sul quale non c'è dubbio alcuno: una parte [di loro] sarà nel Giardino, un'altra parte nella Fiamma. (42:7)
Dopo aver parlato in generale delle rivelazioni fatte ai diversi profeti, questo versetto si rivolge a Mohammad, il venerato profeta dell’Islam, l’ultimo dei profeti (la pace sia con lu), e ricorda di aver inviato a lui un Corano in lingua araba per guidare gli abitanti della città della Mecca e quelli dei dintorni di essa, e di metterli in guardia verso le loro cattive azioni, e informar loro del fatto che nel Giorno del Giudizio, avrebbero dovuto rispondere di queste azioni.
In questa parte il Corano soprannomina Giorno della Riunione il Giorno del Giudizio, per enfatizzare il fatto che in tale giorno tutti verranno riuniti per essere giudicati in base alle loro azioni. In tale giorno le persone verranno suddivise in due parti: coloro che credono in Dio e operano il bene, e che quindi raggiungono il Paradiso e poi invece coloro che vengono condotti nel fuoco dell’Inferno.
La riflessione su questo versetto ci ispira alcune conclusioni:
Primo – Il Corano viene comunicato in arabo ma il suo messaggio non è limitato alla stirpe ed alla razza araba. In nessuna parte del Corano si legge “o arabi” ed ovunque si parla agli uomini in generale.
Secondo – Nell’invito alla religione, bisogna tenere conto delle necessità e delle priorità delle persone a cui ci rivolgiamo.
Terzo – Uno dei vantaggi particolari del Corano è il fatto che al contrario dei testi sacri più antichi, non è stato soggetto a modifiche.
Quarto – Nessuno ha mai potuto dimostrare l’impossibilità del Giorno del Giudizio, pertanto un’azione intellettuale onesta sarebbe, come minimo, non escludere la sua venuta, anche perchè in caso contrario si autorizzerebbero molte malefatte e molti diverrebbero deviati.
Ed ora leggiamo i versetti 8 e 9 della sura As-Shurà o della Consultazione:
«وَلَوْ شَاءَ اللَّـهُ لَجَعَلَهُمْ أُمَّةً وَاحِدَةً وَلَـکِن یُدْخِلُ مَن یَشَاءُ فِی رَحْمَتِهِ وَالظَّالِمُونَ مَا لَهُم مِّن وَلِیٍّ وَلَا نَصِیرٍ»،
Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto [degli uomini] un'unica comunità. Ma Egli lascia entrare chi vuole nella Sua misericordia. Gli ingiusti non avranno né patrono né alleato. (42:8)
«أَمِ اتَّخَذُوا مِن دُونِهِ أَوْلِیَاءَ فَاللَّـهُ هُوَ الْوَلِیُّ وَهُوَ یُحْیِی الْمَوْتَى وَهُوَ عَلَى کُلِّ شَیْءٍ قَدِیرٌ»
Prenderanno forse patroni all'infuori di Lui? Allah, Egli è il solo Patrono. Colui che ridà la vita ai morti, Egli è l'Onnipotente. (42:9)
Proprio come avverrà nell’altra vita, anche in questa tutte le persone non formano un’unica comunità. Un gruppo hanno intenzioni pure e sono decisi a fare del bene, e una parte invece hanno intenzioni malvagie e sono intenzionati a fare del male.
Alcuni potrebbero chiedersi perchè Dio non abbia fatto in modo che tutti fossero benefattori e buoni, in modo che la gente andasse solo in Paradiso.
I versetti rispondono dicendo che Dio avrebbe potuto obbligare tutti ad accettare il messaggio dei profeti e renderli tutti fedeli e benefattori, ma la questione è che la fede obbligatoria non ha alcun senso e alcun valore. La tradizione divina vuole che gli uomini siano liberi di scegliere la loro via con la loro volontà, e di agire in base alla propria scelta; sono in questo modo è possibile che l’essere umano raggiunga il culmine della crescita.
Secondo gli interpreti del Corano, il più grande dono divino all’uomo è proprio quello di aver gettato le basi affinchè egli possa raggiungere il massimo della crescita e della perfezione tra tutti gli esseri del Creato. Ciò però dipende dalla scelta volontaria e libera degli uomini.
Coloro che scelgono liberamente la via divina, ricevono la Misericordia speciale del Signore, mentre questa Benevolenza immensa e particolare la perdono coloro che invece decidono di fare del male a se e agli altri.
Coloro che accettano le leggi imperfette dell’uomo invece di quelle divine, in pratica hanno riconosciuto altri all’infuori di Dio come proprio patrono e punto di riferimento nella vita.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Il libero arbitrio dell’uomo e il suo diritto di scelta, è tradizione e volere divino e nessuno può privare l’uomo di questo suo diritto.
Secondo – I rinnegatori ed i miscredenti, più che fare del male a Dio o ai profeti, fanno del male a se stessi perchè si privano della Benevolenza divina.
Terzo – E’ degno sottomettersi a Chi è veramente potente e saggio e ha in mano la vita e la sorte dell’uomo, e non a chi non può nemmeno decidere per la sua vita e la sua morte.
Ed ora leggiamo il versetto 10 della sura As-Shura o della Consultazione:
«وَمَا اخْتَلَفْتُمْ فِیهِ مِن شَیْءٍ فَحُکْمُهُ إِلَى اللَّـهِ ذَلِکُمُ اللَّـهُ رَبِّی عَلَیْهِ تَوَکَّلْتُ وَإِلَیْهِ أُنِیبُ»
Su tutte le vostre controversie, il giudizio [appartiene] ad Allah. Questi è Allah, il mio Signore: a lui mi affido e a Lui mi volgo pentito. (42:10)
Colui che ha accettato Dio come Patrono, deve accettare la sua Parola in ogni ambito, anche negli argomenti controversi, invece che dare ascolto alle proprie voglie o a quelle dei propri parenti e amici.
Purtroppo, molti di noi, facciamo prima attenzione alle nostre voglie, invece della verità e della giustizia. Per questo, di solito, non sosteniamo il pensiero giusto, ma quello che è a favore dei nostri interessi.
Il segno che contaddistingue un vero fedele è il fatto che egli si esprima in base alla giustizia in tutti gli ambiti sociali, politici, economici, giuridici, ecc... ponendo al secondo posto il proprio volere e dando invece la priorità a ciò che vuole Dio. È chiaro che tale linea, può anche avere delle conseguenze e può anche allontanare dal fedele parte della società o dei suoi cari, ma chi ambisce all’aiuto divino, deve anche essere disposto a battersi sulla sua via.
Dalla riflessione su questo versetto apprendiamo che:
Primo – La religione, oltre alle questioni inerenti al credo ed all’etica, risponde alle necessità sociali, economiche, politiche e famigliari dell’uomo. In tutti questi settori bisogna seguire le direttive della religione.
Secondo – Non bisogna appoggiarsi e affidarsi alle potenze fasulle e fugaci di questo mondo e affidarsi al più potente, il Signore.
Davood Abbasi