Il sentiero della luce (887)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Oggi iniziamo la lettura del quarantaduesimo brano del Corano, la sura Ash-Shûrâ ("La consultazione"), visto che il versetto 38 ricorda che i credenti “si consultano vicendevolmente”. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 53 versetti. Inizia come altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.
Ecco quindi i versetti numero 11 e 12 della sura Ash-Shura o della Consultazione:
«فَاطِرُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ جَعَلَ لَکُم مِّنْ أَنفُسِکُمْ أَزْوَاجًا وَمِنَ الْأَنْعَامِ أَزْوَاجًا یَذْرَؤُکُمْ فِیهِ لَیْسَ کَمِثْلِهِ شَیْءٌ وَهُوَ السَّمِیعُ الْبَصِیرُ»،
È il Creatore dei cieli e della terra. Da voi stessi ha tratto le vostre spose, e [vi ha dato] il bestiame a coppie. Così vi moltiplica. Niente è simile a Lui. Egli è l'Audiente, Colui Che tutto osserva. (42:11)
«لَهُ مَقَالِیدُ السَّمَاوَاتِ وَالْأَرْضِ یَبْسُطُ الرِّزْقَ لِمَن یَشَاءُ وَیَقْدِرُ إِنَّهُ بِکُلِّ شَیْءٍ عَلِیمٌ»
[Appartengono] a Lui le chiavi dei cieli e della terra. Nutre generosamente chi vuole e a chi vuole lesina. In verità Egli è onnisciente. (42:12)
Dio è il Creatore dei cieli e della terra ed uno dei segni ulteriori della sua potenza e della sua saggezza, è quella di aver creato gli esseri umani in coppie, in modo che uomo e donna siano motivo della serenità e della felicità reciproca e in più si garantisca anche la sopravvivenza e la continuazione della specie umana. Il versetto ricorda che anche gli animali ed altri esseri sono stati creati in coppia allo stesso modo, per acconsentirne la riproduzione.
Questo elemento viene presentato come uno dei segni della potenza divina e la scienza moderna ci insegna a capire che in effetti, l’esistenza dei sessi e la riproduzione non è cosa da poco.
Purtroppo, nei tempi passati e anche al giorno d’oggi, c’è gente che sostiene che se anche c’è stato un qualche Dio, Egli ha creato ciò che c’è abbandonando tutto, mentre il Corano smentisce fortemente questo pensiero errato, enumerando tutta una serie di motivi per ricordare che il Signore non si è solo occupato della Creazione, ma continua ad amministrare il Creato. Sente e vede ogni cosa; per dire che tutto è sottomesso al suo potere, il testo usa una metafora, dicendo che ha in mano le chiavi dei cieli e della terra. E viene ricordato che è Lui ad accrescere o a ridurre la potenza e la ricchezza di chi vuole, in base alla Sua Saggezza infinita.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – La sopravvivenza della specie umana è garantita dal matrimonio. Il matrimonio tra un uomo e una donna e non tra due persone dello stesso sesso, pratica abominevole che purtroppo oggi è diffusa in alcune società.
Secondo – Dio non ha eguali e proprio perchè non ha eguali non ha consorte e non ha bisogno di averne, come invece vale per gli esseri umani.
Terzo – Dio non ha abbandonato a se’ il Creato e lo amministra con Saggezza, senza che nulla gli sfugga.
Quarto – È Dio che dona la ricchezza o la povertà e nessuna delle due situazioni è necessariamente segno della soddisfazione di Dio. È infatti possibile che ci siano ricchi malfattori e rinnegatori e poveri fedeli e benefattori o al contrario.
Ed ora leggiamo il versetto 13 della sura As-Shura o della Consultazione:
«شَرَعَ لَکُم مِّنَ الدِّینِ مَا وَصَّى بِهِ نُوحًا وَالَّذِی أَوْحَیْنَا إِلَیْکَ وَمَا وَصَّیْنَا بِهِ إِبْرَاهِیمَ وَمُوسَى وَعِیسَى أَنْ أَقِیمُوا الدِّینَ وَلَا تَتَفَرَّقُوا فِیهِ کَبُرَ عَلَى الْمُشْرِکِینَ مَا تَدْعُوهُمْ إِلَیْهِ اللَّـهُ یَجْتَبِی إِلَیْهِ مَن یَشَاءُ وَیَهْدِی إِلَیْهِ مَن یُنِیبُ»
[Egli] ha stabilito per voi, nella religione, la stessa via che aveva raccomandato a Noè, quella che riveliamo a Te, [o Muhammad,] e che raccomandammo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: “Assolvete al culto e non fatene motivo di divisione”. Ciò a cui li inviti è invero gravoso per gli associatori: Allah sceglie e avvicina a Sé chi vuole e a Sé guida chi Gli si rivolge [pentito]. (42:13)
Questo versetto ribadisce che i principi del messaggio dei profeti sono gli stessi e spiega che l’invito dell’ultimo profeta, Mohammad (la pace sia con lui), e la legge da lui portata, è in continuazione al messaggio che venne divulgato dai profeti a lui precedenti, Noè, Abramo, Mosè e Gesù (la pace sia con loro).
Tutti i profeti sono venuti sulla Terra per ricordare alla gente di scegliere la dottrina divina, obbedire ai suoi comandamenti e abbandonare le scelte e i gusti personali che sono basati sulle voglie dell’animo e non sulla giustizia.
In questo versetto, la parola religione viene usata al singolare e non al plurale; insomma, il Corano ribadisce che tutti i profeti citati, hanno portato e presentato la stessa cosa e che l’Islam, è la versione ultima di tale religione, e pertanto la più completa e aggiornata.
Il virus che ha colpito la comunità di tutti i profeti, è la creazione di correnti, gruppi, sette, e in genere la dispersione in cento e mille correnti; la religione che doveva unire, è quindi diventata motivo di divisione, cosa che questo versetto ammonisce.
L’altra questione che viene rammentata è il fatto che il Monoteismo, e l’adorazione di Dio, è un qualcosa che risulta pesante ai rinnegatori e ai miscredenti; ciò per via della loro superbia e del fatto che vogliono a tutti costi adorare le loro voglie e i loro interessi, invece di accettare la legge di Dio.
Un altro punto che troviamo in questo versetto, è il fatto che i profeti, non vennero scelti dalla gente ma dal Signore, che dona senza limiti a chi vuole, o al contrario priva dei suoi doni chi vuole.
Dalla breve riflessione su questo versetto apprendiamo:
Primo – Il principio sul quale si basa l’invito di tutti i profeti è sempre stato lo stesso: adorare Dio, compiere il bene, ed essere uniti e fratelli.
Secondo – In base a questo versetto Noè, Abramo, Mosè, Gesù e Mohammad (la pace sia con loro), sono i cinque principali profeti venuti sulla Terra che hanno riferito un messaggio completo, ciò che noi diremmo religione. Ma è sbagliato parlare di religioni, dato che ognuno hanno comunicato i pilastri della stessa religione, soltanto che considerando l’era ed il periodo storico, ognuno ha rivelato la parola che Dio ha inviato, considerando lo stadio di progresso della specie umana. L’ultima rivelazione, è la più completa e quella finale.
Terzo – Le divergenze motivate dalla religione, sono un danno per la religione stessa e un ostacolo all’attuazione delle norme religiose nella società.
Quarto – I profeti sono stati scelti dal Signore tra gli uomini in base alla Sua infinita Saggezza.
Ed ora leggiamo il versetto 14 della sura della Consultazione:
«وَمَا تَفَرَّقُوا إِلَّا مِن بَعْدِ مَا جَاءَهُمُ الْعِلْمُ بَغْیًا بَیْنَهُمْ وَلَوْلَا کَلِمَةٌ سَبَقَتْ مِن رَّبِّکَ إِلَى أَجَلٍ مُّسَمًّى لَّقُضِیَ بَیْنَهُمْ وَإِنَّ الَّذِینَ أُورِثُوا الْکِتَابَ مِن بَعْدِهِمْ لَفِی شَکٍّ مِّنْهُ مُرِیبٍ»
Non si divisero, opponendosi gli uni agli altri, se non dopo che giunse loro la conoscenza [della Verità]. Se non fosse per una precedente Parola del tuo Signore, già sarebbe stato deciso tra loro. In verità coloro che ricevettero la Scrittura dopo di loro, sono immersi nel dubbio in proposito. (42:14)
Nonostante il fatto che i diversi profeti abbiano portato un unico messaggio, ognuno in continuazione di quello precedente, e nonostante gli ammonimenti dei profeti, che invitarono a non dividersi in molteplici sette e restare uniti, gli uomini, dice il Corano, hanno preferito dividersi in più gruppi e creare più religioni.
Il Corano ricorda che quando i diversi profeti provengono dallo stesso Signore, e hanno portato lo stesso messaggio, la coesistenza di diverse religioni allo stesso tempo è insensata.
Parti della comunità di ogni profeta ha rinnegato il profeta successivo, il più delle volte con un ruolo importante del clero di tale religione. Oggi gli ebrei non riconoscono Gesù e Mohammad e i cristiani non risconoscono Mohammad e in ognuna delle comunità citate, i religiosi cercano di offendere i profeti successivi al loro, per tenere la gente nella propria comunità.
Ciò ha impedito fino ad oggi che tutti i monoteisti seguano un’unica religione.
Il versetto ricorda che se non fosse per la promessa fatta dal Signore di dare tempo anche ai malfattori fino ad un certo punto, affinchè abbiano modo di pentirsi e rimediare, Dio avrebbe già punito coloro che pur avendo compreso la verità, la nascondono e creano divisione tra la gente, mentre la religione di Dio è una sola ed è quella comunicata da tutti i profeti, e tra questi, come abbiamo detto, i più importanti sono stati Noè, Abramo, Mosè, Gesù e Mohammad (la pace sia con loro).
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – La religione di Dio è una la radice della molteplicità delle religioni monoteiste nel mondo di oggi, è l’invidia, il razzismo e l’odio che proviene dagli stessi uomini.
Secondo – I sapienti hanno il dovere di impegnarsi per l’unità di tutte le religioni invece di essere in primis, motivo di divisione.
Terzo – Dare tempo ai peccatori ed ai malfattori, è una delle tradizioni divine.
Quarto – Un dubbio sorto all’uomo nella ricerca della verità, è un qualcosa di sacrosanto e utile, ma se ciò è artificioso e diventa un capriccio per rinnegare la verità, è chiaro che è un qualcosa di negativo.
Davood Abbasi