Il sentiero della luce (888)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da alcune settimane abbiamo avviato la lettura del quarantaduesimo brano del Corano, la sura Ash-Shûrâ ("La consultazione"), visto che il versetto 38 ricorda che i credenti “si consultano vicendevolmente”. Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e comprende 53 versetti. Inizia come altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.
Ecco quindi i versetti numero 15 e 16 della sura Ash-Shura o della Consultazione:
«فَلِذَلِکَ فَادْعُ وَاسْتَقِمْ کَمَا أُمِرْتَ وَلَا تَتَّبِعْ أَهْوَاءَهُمْ وَقُلْ آمَنتُ بِمَا أَنزَلَ اللَّـهُ مِن کِتَابٍ وَأُمِرْتُ لِأَعْدِلَ بَیْنَکُمُ اللَّـهُ رَبُّنَا وَرَبُّکُمْ لَنَا أَعْمَالُنَا وَلَکُمْ أَعْمَالُکُمْ لَا حُجَّةَ بَیْنَنَا وَبَیْنَکُمُ اللَّـهُ یَجْمَعُ بَیْنَنَا وَإِلَیْهِ الْمَصِیرُ»،
Invitali dunque [alla fede], procedi con rettitudine come ti è stato ordinato e non seguire le loro passioni. Di': “Credo in tutta la Scrittura che Allah ha rivelato. Mi è stato ordinato di giudicare con equità tra voi. Allah è il nostro Signore e il vostro Signore. A noi le nostre azioni, a voi le vostre. Nessuna polemica tra noi e voi. Ci riunirà Allah e verso Lui è la meta [ultima]”. (42:15)
«وَالَّذِینَ یُحَاجُّونَ فِی اللَّـهِ مِن بَعْدِ مَا اسْتُجِیبَ لَهُ حُجَّتُهُمْ دَاحِضَةٌ عِندَ رَبِّهِمْ وَعَلَیْهِمْ غَضَبٌ وَلَهُمْ عَذَابٌ شَدِیدٌ»
Coloro che polemizzano a proposito di Allah, dopo che già è stato risposto al suo appello, hanno argomenti che non hanno alcun valore presso Allah. Su di loro [si abbatterà] la [Sua] collera e avranno un severo castigo. (42:16)
Dopo aver definito una sola la religione divina e aver ricordato che tutti i profeti della storia, da Noè ad Abramo, da Mosè a Gesù e Mohammad (la pace sia con loro), sono stati inviati dallo stesso Signore, il versetto numero 15 si rivolge all’ultimo profeta e ordina di invitare lui, credenti e non, a ciò che gli è stato comunicato, visto che è l’ultima legislazione inviata da Dio. Il profeta dell’Islam ha la missione di riferire tutto, senza aggiungere ne sottrarre, e pensare solo al suo compito e non far caso alla reazione della gente e non cercare di ottenere il loro consenso.
Per quanto riguarda ebrei e cristiani, il profeta dell’Islam riceve l’ordine di dichiarare di riconoscere tutte le sacre scritture comunicate da Dio, e di spiegare che la sua missione avviene in continuazione a quella dei profeti passati e proprio per completare la legge divina.
Anche il profeta dell’Islam, come i suoi predecessori, aveva il compito di giudicare con giustizia tra la gente.
Il profeta riceve inoltre l’ordine di dichiarare che ognuno è responsabile delle sue azioni e che lui non è ostile a nessuno; chi vuole è libero di seguirlo e chi non vuole idem. Il ritorno di tutti sarà a Dio e infine sarà solo lui a giudicare. Il Corano, ricorda inoltre che ci sono alcune persone che pur avendo compreso la veridicità del messaggio del profeta, proseguono ad essere ostili alla religione e ad opporsi. A loro viene promesso un castigo intenso.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Non dobbiamo rinunciare alla nostra fede per ottenere il consenso degli altri.
Secondo – Essere fermi sulle proprie idee è un valore se ciò è basato sulla ragione e la giustizia, altrimenti sostenere ciecamente delle idee, magari solo perchè provengono dal passato o sono ciò in cui credevano le generazioni passate, non è accettabile.
Terzo – Uno degli obiettivi delle religioni o per meglio dire della religione divina, è instaurare la giustizia nella società e ciò è impossibile in assenza di potere politico.
Quarto – Il dialogo e il dibattito ha senso fino a quando la verità non viene scoperta completamente. Quando però una comprende la verità, ma continua a discutere e polemizzare, a quel punto non ha più senso insistere a parlare con essa.
Ed ora leggiamo i versetti 17 e 18 della sura As-Shurà o della Consultazione:
«اللَّـهُ الَّذِی أَنزَلَ الْکِتَابَ بِالْحَقِّ وَالْمِیزَانَ وَمَا یُدْرِیکَ لَعَلَّ السَّاعَةَ قَرِیبٌ»،
Allah è Colui Che ha rivelato secondo verità il Libro e la Bilancia. E tu non puoi saperlo, ma l'Ora potrebbe essere vicina. (42:17)
«یَسْتَعْجِلُ بِهَا الَّذِینَ لَا یُؤْمِنُونَ بِهَا وَالَّذِینَ آمَنُوا مُشْفِقُونَ مِنْهَا وَیَعْلَمُونَ أَنَّهَا الْحَقُّ أَلَا إِنَّ الَّذِینَ یُمَارُونَ فِی السَّاعَةِ لَفِی ضَلَالٍ بَعِیدٍ»
Vogliono affrettarne la venuta coloro che non credono in essa, mentre i credenti sono intimoriti, sapendo che è verità. Coloro che polemizzano sull'Ora sono in evidente errore. (42:18)
Il Dio presentato dal Corano è colui che dopo la Creazione, ha inviato i testi sacri per la guida degli uomini che racchiudono il discrimine, ossia ciò che serve per distinguere il bene dal male. Ciò per aiutare gli uomini a non confondere il bene col male e non basare le proprie azioni e la propria vita sul torto.
Dio è la Giustizia assoluta e ciò che da Lui proviene non può essere contrario a ciò; la rivelazione divina nel testo sacro divulga le verità alla gente in base alla giustizia.
Una delle verità importanti e determinanti nella vita dell’uomo è credere e ricordarsi del Giorno della Resurrezione e del Giudizio in tale giorno. Rivolto al profeta, il Corano ricorda che nessuno è al corrente del momento dell’arrivo del Giorno del Giudizio e che questo momento potrebbe anche essere vicino!
Al tempo del profeta, alcune persone che non credevano nel Giorno del Giudizio, cercavano di canzonare il profeta per celare in realtà il fatto che la loro mancata fede non aveva alcun fondamento di ragione. Sfidavano quindi il profeta dicendogli di far arrivare al più presto il Giorno del Giudizio e di farli castigare subito da Dio.
Nessuno può affrettare o posticipare l’Ora, e quel Giorno immenso, ma il fatto che non si sappia il momento esatto non significa che tale Giorno non ci sarà; il momento esatto è stato celato, solo per il bene degli uomini, affinchè ne temano sempre l’arrivo e quindi si allontanino dei peccati e dalle cattive azioni. Coloro che non credono nel Giorno del Giudizio e polemizzano cercando di distogliere anche gli altri dalla fede, non sono altro che vittima di uno smarrimento profondo.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – Il Corano, è un Discrimine per distinguere il bene dal male ed è stato inviato dal Signore, proprio per questa ragione.
Secondo – Nessuno è al corrente del momento esatto del Giorno del Giudizio, ma sappiamo che tale momento importante potrebbe arrivare in qualsiasi momento.
Terzo – Una dalle questioni che indica l’esistenza della fede, è l’attenzione al comportamento ed al modo di esprimersi, dato che la persona fedele teme sempre il resoconto del Giorno della Resurrezione.
Quarto – I nemici della fede cercano di distogliere la gente dalla religione con domande a trabocchetto e argomentazioni false.
Davood abbasi