Il sentiero della luce (903)
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.
Da diverse puntate abbiamo avviato la lettura del quarantatreesimo brano del Corano, la sura Az-Zukhruf ("Gli Ornamenti d’Oro"). Questa sura è stata comunicata al nobile profeta dell’Islam negli anni di residenza alla Mecca e come le altre sure meccane, parla soprattutto di argomenti di base della fede come il Monoteismo, la Profezia e la Resurrezione. Comprende 89 versetti e inizia come, altre 28 sure del Corano con le “lettere separate”, come abbiamo spiegato, un segreto tra Dio ed il profeta.
Ecco ora i versetti numero 49 e 50 della sura Az-Zukhruf o degli Ornamenti d’Oro:
«وَقَالُوا یَا أَیُّهَ السَّاحِرُ ادْعُ لَنَا رَبَّکَ بِمَا عَهِدَ عِندَکَ إِنَّنَا لَمُهْتَدُونَ»،
Dissero: «O stregone, implora per noi il tuo Signore, in nome del patto che ha stretto con te. Allora certamente ci lasceremo guidare». (43:49)
«فَلَمَّا کَشَفْنَا عَنْهُمُ الْعَذَابَ إِذَا هُمْ یَنکُثُونَ»
Quando poi allontanammo il castigo da loro, vennero meno [al giuramento]. (43:50)
In questa parte, il Corano, riporta le vicende della vita di Mosè, e parla di quando l’Egitto venne colpito da disgrazie varie, come segno della veridicità del messaggio che il profeta aveva portato al Faraone. Il Faraone ed i suoi cortigiani, chiesero allora a Mosè di scongiurare quelle disgrazie, come le cavallette ed ecc..., e di appellarsi a Dio affinchè finiscano, promettendo di accettare la fede, ma quando esse finivano, venivano meno alla loro promessa, continuando a rinnegare.
Nel versetto coranico si legge che il Faraone e la sua gente si riferivano a Mosè definendolo uno stregone, un mago, senza capire che c’è una grande differenza tra i miracoli e la magia; i primi sono pura verità che si verifica per volere di Dio, mentre la magia è per lo più un’illusione ed un qualcosa di falso.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – La maggiorparte delle persone, nel momento del bisogno, si rifugiano in Dio e chiedono il suo aiuto.
Secondo – Nel momento del pericolo, quella parte dell’istinto che va alla ricerca di Dio si sveglia, ma quando il pericolo è finito, l’uomo torna ad essere ingrato.
Ed ora leggiamo i versetti 51, 52 e 53 della sura Az-Zukhruf o degli Ornamento d’Oro:
«وَنَادَى فِرْعَوْنُ فِی قَوْمِهِ قَالَ یَا قَوْمِ أَلَیْسَ لِی مُلْکُ مِصْرَ وَهَـذِهِ الْأَنْهَارُ تَجْرِی مِن تَحْتِی أَفَلَا تُبْصِرُونَ»،
Il Faraone arringò il suo popolo e disse: «O popol mio, forse non mi appartiene il regno dell’Egitto, con questi canali che scorrono ai miei piedi? Non vedete dunque? (43:51)
«أَمْ أَنَا خَیْرٌ مِّنْ هَـذَا الَّذِی هُوَ مَهِینٌ وَلَا یَکَادُ یُبِینُ»،
Non son forse migliore di questo miserabile che sa appena esprimersi? (43:52)
«فَلَوْلَا أُلْقِیَ عَلَیْهِ أَسْوِرَةٌ مِّن ذَهَبٍ أَوْ جَاءَ مَعَهُ الْمَلَائِکَةُ مُقْتَرِنِینَ»
Perché non gli sono stati lanciati braccialetti d’oro [dal cielo], perché non lo accompagnano schiere di angeli?» (43:53)
Il Faraone e la sua gente, avevano osservato i miracoli di Mosè ed avevano anche assistito alla sua preghiera che aveva posto fine alle disgrazie abbattutesi sull’Egitto. Cioè aveva influito sulla gente, intaccando la credibilità del Faraone; nonostante ciò quest’ultimo e i suoi fedelissimi non erano disposti ad accettare la fede.
Ed allora, il Faraone, cercò di riportare acqua al suo mulino, e come spiega il Corano, si rivolse alla gente e cercò di umiliare Mosè, dicendo che a malapena riusciva ad esprimersi (Mosè aveva probabilmente un difetto alla lingua per un incidente verificatosi durante l’infanzia) e che non era ricco, e non era accompagnato dagli angeli. Il Faraone, cercò di sottolineare invece la sua ricchezza e la sua potenza. Nelle parole del Faraone c’era anche una minaccia indiretta; lui ricordava che il Nilo passava sotto il suo palazzo e che era lui che decideva verso quali terreni e come distribuirne le acque e ciò voleva significare una minaccia alla gente per cui il Nilo costituiva la fonte di vita. Il Faraone, pensava di essere per, tale motivo, il Dio della gente. Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – I Taghut, i governatori del male, e le potenze imperialiste non sottostanno alla ragione ed al senno, ritengono la ricchezza e la potenza una dimostrazione del fatto che la ragione è dalla loro parte.
Secondo – Vantarsi e umiliare gli altri, soprattutto per la loro povertà, il loro aspetto esteriore, la lingua che parlano, è un comportamento che ricorda quello del Faraone.
Terzo – Coloro che si considerano superiori al prossimo, seguono la via del Faraone, e sappiamo che lui non fece una buona fine.
Ed ora leggiamo i versetti 54, 55 e 56 della sura Az-Zukhruf:
«فَاسْتَخَفَّ قَوْمَهُ فَأَطَاعُوهُ إِنَّهُمْ کَانُوا قَوْمًا فَاسِقِینَ»،
Cercò così di confondere il suo popolo ed essi gli obbedirono: era gente malvagia. (43:54)
«فَلَمَّا آسَفُونَا انتَقَمْنَا مِنْهُمْ فَأَغْرَقْنَاهُمْ أَجْمَعِینَ»،
Quando poi Ci irritarono, Ci vendicammo di loro e li affogammo tutti. (43:55)
«فَجَعَلْنَاهُمْ سَلَفًا وَمَثَلًا لِّلْآخِرِینَ»
Facemmo di loro un ricordo e un esempio per i posteri. (43:56)
Il Faraone, con il suo discorso, riuscì a confondere nuovamente il suo popolo e a distoglierlo dalla retta via. Lui riuscì a instupidire nuovamente la gente, appoggiandosi alle questioni superficiali come la sua ricchezza ed il suo potere, e la povertà e la semplicità di Mosè. Voler ingannare la gente, è una costante nell’operato di tutti i governi dittatoriali; soprattutto c’è una volontà di sostituire con falsi valori, i veri valori.
Anche ai nostri tempi, le potenze imperialiste, utilizzando i media, i canali satellitari, il web e i social, cercano di ingannare i popoli e di effettuare un vero e proprio lavaggio del cervello; vogliono impedire alla gente di sapere, per poter assoggettare meglio i popoli.
Non bisogna però addossare tutta la colpa al Faraone; chiaramente anche la gente era predisposta alla deviazione, altrimenti non avrebbe accettato di seguire il Faraone e di abbandonare Mosè, dopo aver compreso chiaramente che il suo invito era sincero e che lui era veramente inviato del Signore.
Ed anche nell’altra vita, è naturale che i seguaci del Faraone e di personaggi simili a lui, faranno la sua stessa fine, perchè partecipi nelle loro malefatte. Indubbiamente, la fine che fecero il Faraone del periodo di Mosè e i suoi cortigiani, è una grande lezione per i popoli del futuro.
Dalla riflessione su questi versetti apprendiamo che:
Primo – I sistemi politici corrotti, umiliano la gente e la mantengono debole per poterla dominare. La perdita di identità e completa alienazione che subisce la gente in questi sistemi politici, la induce a obbedire a occhi chiusi.
Secondo – Una società che disobbedisce a Dio, si troverà costretta ad obbedire ai dittatori ed ai malvagi.
Terzo – Alcune volte, il castigo divino, colpisce un popolo in questa stessa vita causando la sua fine. Ciò è per dare una lezione ai posteri.
Davood Abbasi