Dic 04, 2021 11:39 CET

Amici, anche questa settimana, vi proponiamo un altro programma dedicato alle parole riportate dal Principe dei Credenti, il nobile Imam Alì, Pace e Benedizione su di lui.

Amir al-mu'minin, la pace sia su di lui, disse: “Chi adotta l'avidità come abitudine svaluta se stesso; chi rivela le sue avversità accetta l'umiliazione; e colui che permette alla sua lingua di sopraffare la sua anima svilisce l'anima”.

Come è noto a tutti, non sono rari i casi i cui vediamo nella nostra società odierna che moltissime persone cercano di realizzare cambiamenti e modifiche importanti nel loro ambiente di vita, nella loro città o addirittura nel mondo. Ma gli insegnamenti islamici ci fanno capire che ogni cambiamento che noi volessimo realizzare nella società dovrebbe inevitabilmente cominciare da noi stessi. Una persona avida dentro, come potrebbe essere fonte di generosità o di qualunque tipo di ricchezza per gli altri. Chi è preso dalla sua ira di onnipotenza come potrebbe essere clemente e comprensivo con gli altri. Ed ecco perché vediamo il nobile Ima Alì, Pace e Benedizione su di lui, raccomnada a fedeli di guardarsi dentro e scoprire i propri vizzi e le proprie catene interiori. Tale principio ci viene ricordato anche nel Sacro Corano, versetto 11 della Sura Ar R’ad:

“….In verità Allah non modifica la realtà di un popolo finché esso non muta nel suo intimo. Quando Allah vuole un male per un popolo, nessuno può allontanarlo; né avranno, all’infuori di Lui, alcun protettore”.

Il primo carattere negativo menzionato in queste parole profonde dell’Imam Alì, è l’avidità che è la radice di molti danni spirituali e materiali sia alla persona che ne soffre sia alla società che circonda l’avido. La persona che soffre di questo comlicatissimo male, non riesce a gestire ciò di cui è dotato, sia come le potenzialità intellettuali sia come ricchezze materiali. Ed ecco perché tende sempre a danneggiare per primo se stesso apparendo inevitabilmente inferiore alle sue capacità.

L’altra caratteristica riportata dall’Imam Alì per raccomndare ai fedeli di tenersene lontani è l’irascibilità e l’isterismo che causano alla persona che ne soffre, un comportamento troppo vulnerabile e illogico di cui la tragica e inevitabile conseguenza è rendersi ridicoli e attaccabili da chiunque. Una persona che non riesce a controllare e gestire i suoi stimoli emotivi e istintivi non potraà mai farsi aiutare dalla ragione e razionalità nelle decisioni importanti, ma neanche nelle piccole e quotidiane scelte di vita.

E infine la terza rimproverata caratteristica menzionata dal Principe dei credenti, l’Imam Alì, Pace su di lui. È quella di farsi sopraffare l’anima dalla voglia sfrenata di parlare e di farsi conoscere per ciò che non si è in realtà. Anche perché la saggezza porta l’uomo a esprimersi con poche ma profonde parole. La lingua sciolta è come il guinzaglio sciolto di un animale pericoloso che agisce solo in base alle più basso degli istinti materiali.