May 24, 2022 07:10 CET

Amici, anche questa settimana, vi proponiamo un altra puntata del programma dedicato alle parole riportate dal Principe dei Credenti, il nobile Imam Alì, Pace e Benedizione su di lui. Perle di saggezza che dopo i versetti del Sacro Corano e gli Ahadith del Nobile Profeta Mohammad, sia lodato dal Signore, non hanno eguali tra i testi sacri. Ascoltiamo insieme alcune Hikmat, ovvero le frasi breve del Nahjul Balagha.

Amir al-mu'minin, la pace sia su di lui, disse: "Tutte le cose sono soggette al destino, tanto che a volte voler gestire ogni cosa porta all'annientamento".

Amici, la Hikma che oggi è il soggetto della nostra riflessione tocca un argomento molto particolare, la Volontà Divina e lo sforzo umano, quando e dove l’uomo dovrà sapersi abbandonare al destino?

A tutti noi è capitato che ci siamo organizzato nei minimi dettagli per ottenere un risultato da noi ambito, ma nonostante i nostri sforzi e prgettazioni, non ci si riesce a raggiungere l’obiettivo desiderato perché i fatti vanno avanti verso una destinazione diversa dal nostro sforzo.

Per comprendere meglio vi riportiamo un esempio coranico, la storia millenaria della distruzione dell’impero del governatore dell’Egitto, il Faraone, il quale dopo aver sognato il suo castello nelle fiamme alte che toccavano il cielo, ha riunito i suoi esperti e consiglieri per sapere il significato del suo sogno. La risposta che ricevette lo misi in forte agitazione, perché prevedeva la nascita di un bambino maschio nel Bani Israele, il quale da grande avrebbe rovesciato il trono del Faraone. Questa strana profezia spaventò a tal punto il Faraone che ordinò ai suoi agenti di uccidere ogni nascitura maschia della tribù di Bani Israele.

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Abbiamo detto che la decisione assurda di Faraone di uccidere ogni neonato maschio pur di evitare il crollo del proprio trono non ebbe il risultato da lui cercato, in quanto al cospetto delle trame e dei progetti del Faraone, il bambino che da grande doveva liberare i Bani Israele era già stato prescelto dal Signore Onnipotente. Il Farone volendo cambiare ciò che era stato deciso dal Cielo, ha solo anticipato la sua misera fine e il crollo del suo impero sporcandosi le mani del sangue di migliaia di neonati innocenti, mentre il bambino destinato ad attuare la Volontà Divina, ovvero il nobile Mosè, veniva accudito e cresciuto sotto la protezione dello stesso Farone e nel suo castello per la cui salvezza aveva ucciso tutti i figli maschi di una intera popolazione. Chi doveva vivere e sopravvivere ha continuato a crescere nel migliore dei modi come successe per Mosè, lasciato nel mare dalla madre per disperazione e salvato e accudito dalla moglie di Faraone, il quale ebbe una fine tragica a causa della sua arroganza e ostilità dinnanzi alla Volontà di Allah, Gloria a Lui l’Altissimo, come ce lo racconta il Saco Corano, nella Sura Yunos, versetto 92:

Oggi salveremo il tuo corpo, affinché tu sia un segno per quelli che verranno dopo di te». Ma in verità la maggioranza degli uomini è incurante dei segni Nostri”.

A proposito di quest’ultimo versetto, molti commentatori sono del parer che il ritrovamento della mummia intatta del Faraone Ramsete secondo che oggi si trova al Museo Egizio del Cairo, rappresenti il «segno» di cui è fatta menzione.