Falsi paladini dei diritti umani (4)
Salve amici! A partire di questa settimana vi presenteremo una nuova serie dal titolo i falsi paladini dei diritti umani. Speriamo che sia di vostro gradimento!
Washington e' complice dei crimini che il suo alleato del Golfo Persico, l'Arabia Saudita, commette da tempo contro uno dei paesi piu' poveri del mondo arabo, quello dello Yemen, provocando la più grave crisi umanitaria del pianeta. Si tratta di una lunga e sanguinosa aggressione, segnata da ripetuti episodi che le Nazioni Unite e svariate organizzazioni internazionali indipendenti hanno indiscutibilmente classificato come crimini di guerra. L’inerzia e il sostanziale silenzio su questa realtà da parte dei falsi difensori della democrazia e dei diritti umani in Occidente contrastano drammaticamente con le denunce, del tutto fuori contesto, dell'operazione militare specialea russa in Ucraina. La guerra in Yemen ha provocato danni devastanti a 26 milioni di yemeniti, che faticano a sopravvivere in un Paese già di per sé povero. Milioni di persone hanno abbandonato lo Yemen finora, dirette soprattutto verso Gibuti, Etiopia, Somalia e Sudan. La maggior parte di loro non sono yemeniti ma profughi di ritorno e altri cittadini stranieri. Stime prudenti delle Nazioni Unite parlano di migliaia di persone uccise, in maggioranza civili, e di quattro quinti degli yemeniti che necessitano di aiuti dall’esterno. Gli sfollati sono oltre 2,5 milioni. Le prove dell’impoverimento sono evidenti, molte persone chiedono la carità, cibo o denaro. Alcune sono persone istruite che hanno perso il lavoro e non riescono a dar da mangiare ai propri figli.
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Gli Stati Uniti sono complici di tutto questo. L’America ha fornito l’aiuto strategico, ha permesso l’azione dei droni, ed ha anche forze speciali sul terreno in Yemen. Una delle bombe a grappolo utilizzate in Yemen è la Cbu-105, un’arma prodotta dall’azienda del Massachuetts Textron Systems Corporation. Un ordigno che da marzo 2015 è stato usato in diversi attacchi causando massacri tra i civli. Le bombe o munizioni a grappolo sono state vietate da 108 Paesi per il danno riportato sui civili, ma quella americana presenta degli aspetti ancor più inquietanti, soprattutto per il gigante americano. La legge “a stelle e strisce” infatti vieta l’uso di queste armi in aree densamente popolate. Inoltre, sempre stando alle norme, è possibile esportare solo bombe a grappolo con un tasso di fallimento inferiore allo 0,1%. Secondo le prove raccolte dalle ONG come Human Rights Watch, entrambi i paramentri sono puntualmente disattesi. Ignorato da molti e lontano dai riflettori mediatici, il conflitto che da oltre un anno sta insanguinando lo Yemen può avere gravi ripercussioni sugli equilibri di una delle zone più calde e instabili del pianeta.